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MEM & J raccontano la nascita del tormentone "Io sono Giorgia"

I due dj milanesi commentano il successo della loro hit "Io sono Giorgia", nata per scherzo e con tanta ironia. I due ragazzi volevano ribaltare il discorso di Giorgia Meloni difendendo l'identità Lgbt: "Genitore 1 e Genitore 2 adesso spaventano meno".

Musica
Pubblicato il 25 novembre 2019, alle ore 09:58

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MEM & J raccontano la nascita del tormentone "Io sono Giorgia"

Sembra non arrestarsi il successo del tormentone “Io sono Giorgia“, nonostante siano passate delle settimane dalla sua pubblicazione, al tal punto da classificarsi in prima posizione su tendenze nei vari social cosi da raggiungere centinaia di migliaia di condivisioni. Gli ideatori di tale remix sono due giovani dj milanesi, di 24 e 27 anni, conosciuti col nome d’arte “MEM & J“, che da anni seguono le loro passioni ovvero la musica e il trash.

Il testo del brano trova origine della parole di Giorgia Meloni espresse in un comizio, durante una manifestazione voluta e organizzata dal centrodestra, in piazza San Giovanni a Roma che ha riscosso moltissime polemiche soprattutto per la chiusura e la durezza del messaggio che la politica italiana ha voluto comunicare.

In realtà, nonostante il peso delle parole dichiarate in quel comizio, l’ormai famoso remix è nato per scherzo e con molta ironia. L’obiettivo era quello di contrastare con sarcasmo le posizioni ideologiche di Giorgia Meloni su determinate tematiche molte delicate come: diritti civili, famiglia, unioni lgbt, utero in affitto e religione.

I due dj hanno più volte precisato che il loro intento era quella di difendere l’identità lgbt e utilizzare la musica come strumento di lotta verso il pregiudizio e contro qualsiasi forma di prevaricazione: “Non tutti hanno capito il messaggio Lgbt che volevamo comunicare. Ma la maggior parte delle persone ha colto il senso, e i termini Genitore 1 e Genitore 2 con il remix sono stati sdoganati, adesso spaventano meno”.

La hit è stata apprezzata pure dalla stessa Meloni, infatti per il leader di FdI è diventato quasi un inno e con allegria si è pronunciata al riguardo attraverso un’intervista al Corriere della Sera: “Pure le mie nipoti lo ballavano. Di punto in bianco è come se il mondo si fosse accorto delle cose che dico. Persone che non ti ascoltavano, oggi lo fanno. Se finisco in un remix – anche se montato per contestare le mie idee – in fondo significa che ho qualcosa da dire, no?”.

La canzone ha raggiunto una popolarità inaspettata dagli stessi autori, tanto da avviare una vera e propria “challenge” ovvero una sfida che ha coinvolto gente comune e personaggi famosi nell’imitare il discorso politico di Giorgia, cosi l’intento polemico si è trasformato in un gioco tutto virtuale. Come ogni cosa, non sono mancate le critiche contro questo brano.

Tra i commenti più agguerriti c’è stato chi ritiene che il remix abbia sminuito il principio politico e di conseguenza abbia sdrammatizzato su argomenti molto importanti e da non sottovalutare. A prescindere dalle critiche, l’idea di contrastare un pensiero attraverso il potere della musica si è rivelato essere vincente, in quanto il metodo è sempre pacifico e il messaggio arriva ovunque: lontano e vicino.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano La Rocca

Gaetano La Rocca - Il tormentone "Io sono Giorgia" è stata una risposta ironica e pungente alle parole del leader di FdI e alla fine è piaciuto pure alla stessa Meloni, che con intelligenza lo ha molto apprezzato. A prescindere dalle posizioni politiche, è innegabile che Giorgia Meloni possiede grandi potenzialità comunicative e al momento è la prima politica-donna a dirigere con grinta un grande partito italiano. Purtroppo l'unico limite di Giorgia è che dovrebbe iniziare ad accettare e accogliere anche i pensieri diversi dai propri, così da abbracciare le lotte della minoranza e di chi desidera vivere la propria vita in maniera totalmente libera. Gli argomenti affrontati in quel comizio, oltre ad essere tematiche delicate, hanno un contenuto che merita rispetto e comprensione. Penso che ogni essere umano debba essere libero di amare chi meglio desidera, senza distinzione alcuna, e ogni persona debba avere la possibilità di affidarsi alla religione che meglio soddisfa il proprio credo.

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