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Bari

L’Università di Bari celebra la Giornata Internazionale del Jazz

La Giornata Internazionale del Jazz è al suo decimo anniversario. L'Università di Bari in collaborazione con esperti del settore celebrerà questa giornata alla quale tutti possono collegarsi dalle ore 16 del 30 aprile 2021.

Musica
Pubblicato il 29 aprile 2021, alle ore 10:14

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L’Università di Bari celebra la Giornata Internazionale del Jazz

Dal 2011 l’UNESCO ha scelto il 30 aprile come giornata celebrativa di questo genere musicale, istituendo quindi la Giornata Internazionale del Jazz. “Il jazz non è solo musica, è uno stile di vita, è un modo di essere, un modo di pensare”. Questa fu la definizione di jazz da parte di Nina Simone, considerata tra i pionieri di questo genere musicale e prodigiosa pianista dal talento offuscato dalla segregazione razziale della sua epoca. Un aforisma che etichetta spiritualmente e interiormente questo tipo di musica, lasciando da parte ogni riferimento tecnico.

La genesi etimologica della parola è oggetto di dubbi e diverse correnti di pensiero. Si presume possa aver tratto origine dallo scanzonato “jaser“, sinonimo francese di gioia e felicità. Ma qualcuno crede sia derivato dal noto Jess Brown, a quei tempi titolare di un’orchestra. Non mancano allusioni a sfondo sessuale, giustificati dal fatto che spesso questa tipologia di accompagnamento musicale si udiva all’interno degli ambienti del lavoro più antico del mondo. È grazie a tale Nick La Rocca, italo americano da genitori siciliani emigrati a New Orleans, considerato il padre fondatore di questo genere musicale se domani potremo festeggiare la Giornata Internazionale del Jazz.

Come spesso accade, l’ispirazione del genio arriva dalla famiglia. Girolamo La Rocca era stato trombettista nelle fila dei bersaglieri durante la terza guerra d’indipendenza in Italia agli ordini del generale La Marmora. E proibiva severamente al figlio Nick di avvicinarsi allo strumento che gelosamente custodiva in casa, dal momento che aveva in mente progetti lavorativi più remunerativi per lui. Il ragazzo però non è d’accordo e, letteralmente, dà fiato alle trombe mettendo su una band che riscuoterà notevole successo e lo consacrerà come il primo artista a incidere un disco jazz.

Non ci sono molti documenti che circostanzino la storiografia del jazz, ma è certo che, pur subendo arrangiamenti e contaminazioni europee e anglosassoni, nasce a New Orleans a cavallo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo dai canti degli schiavi neri deportati negli Stati Uniti, impegnati a dare sollievo dalle fatiche patite nei campi di cotone.

Purtroppo non sono ammesse esibizioni live, ma per i cultori sono presenti diversi concerti in streaming disponibili online coi quali allietare la vostra serata prima di addormentarvi. L’Università di Bari ha colto l’occasione per organizzare una giornata dedicata al tema “Jazz, folk e tradizioni popolari“. L’incontro prevede l’intervento di alcuni esperti in materia, docenti e musicisti e si potrà partecipare accedendo alla piattaforma Team dalle ore 16.00 del 30 aprile 2021, previa richiesta delle credenziali all’indirizzo di posta elettronica pierpaolo.martino@uniba.it .

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Cosa ne pensa l’autore
Raffaele Nuzzo

Raffaele Nuzzo - Il jazz è sicuramente un genere musicale che appare elegante, sfizioso e per palati sopraffini. Non è con ogni probabilità un tipo di musica commerciale. Tuttavia nasce dalla povertà, dalla sofferenza e dalla schiavitù. Giusto quindi dedicargli una giornata e invitare gli amanti di questa musica a riflettere, oltre che ascoltare.

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