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Roma

L’industria musicale si ribella: "In 16 mila allo Stadio Olimpico e concerti con 1000 persone"

Il settore della musica, fermo da troppo tempo, non ci sta più e, attraverso un comunicato, si ribella chiedendo pari trattamento con gli stadi che vorrebbero riaprire in occasione degli Europei di calcio.

Musica
Pubblicato il 14 aprile 2021, alle ore 16:24

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L’industria musicale si ribella: "In 16 mila allo Stadio Olimpico e concerti con 1000 persone"

La pandemia dovuta al Covid ha portato, la maggior parte delle attività, nel campo della ristorazione, della cultura e dell’arte, della musica, ad abbassare le saracinesche. Il settore dello spettacolo, in particolare della musica e dei concerti, ne sta risentendo particolarmente. In questi giorni, sta infuriando una polemica sulle differenze di trattamento tra il calcio e l’apertura degli stadi e i concerti per la capienza delle persone. Vediamo cosa è successo. 

Gli stadi, esattamente come i settori della musica e dei concerti, sono aperti soltanto per disputare le partite, ma sono senza pubblico. Considerando l’imminente evento degli Europei di calcio, si sta pensando a una apertura degli stadi con posti a sedere limitati. Una decisione che ha fatto infuriare gli addetti dello spettacolo e l’industria musicale che si ribella per questa disparità di trattamento. 

La protesta dei lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura sta insorgendo in quanto si pensa di far aprire lo Stadio Olimpico in vista degli Europei in modo da consentire l’ingresso a circa 16-17 mila persone, ovvero il 25% degli spettatori totali che questo luogo è in grado di contenere. Molti si domandano che questa stessa regola dovrebbe valere anche per i concerti. 

Enzo Mazza, Ceo della Fimi, acronimo di Federazione dell’Industria Musicale Italiana, all’Adnkronos, rilascia il seguente commento che fa presagire tutta la sua stizza in merito: «È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?»

Continua affermando che si tratta di un settore con danni incalcolabili e persone che hanno perso tutto, oltre a tantissimi club piccoli che hanno chiuso per sempre. Lancia poi un appello ad artisti e lavoratori dello spettacolo affinché si facciano sentire. Bisogna aprire un tavolo di confronto per riuscire ad affrontare questa situazione.

Lo stesso Franceschini, Ministro della Cultura, appoggia la decisione di Mazza e afferma che “nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi”.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - L'industria musicale ha assolutamente ragione a ribellarsi. Il settore delle dimensioni live, dei concerti è fermo da un anno, il che significa che si tratta di un danno d'immagine non indifferente, considerando le tante famiglie che lavorano nel backstage e risentono di tutto ciò. Speriamo che l'appello di Franceschini sia ascoltato e non cada nel vuoto. Purtroppo, per il calcio ci sono troppi introiti che interessano ed è maggiore fonte di guadagno, il che è impensabile rinunciarci.

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