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L’FBI pubblica il dossier su Kurt Cobain

Dopo 20 anni, lo scorso 7 aprile il Federal Bureau of Investigation, ossia l'ente investigativo di polizia federale americano, ha reso pubblico per la prima volta il suo dossier su Kurt Cobain.

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Pubblicato il 8 maggio 2021, alle ore 11:43

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L’FBI pubblica il dossier su Kurt Cobain

Si è tornato a parlare del famosissimo cantante dei Nirvana, dopo che l’FBI ha diffuso la raccolta di documenti, una decina di pagine, contenente delle lettere inviate da persone i cui nomi sono stati cancellati che chiedono all’ufficio federale di indagare sulla morte di Kurt Cobain, avvenuta nell’aprile del 1994. Le lettere avvalorano l’ipotesi che l’artista non si sia suicidato ma sia stato vittima di un omicidio.

Un’interessante corrispondenza inclusa nella raccolta è la risposta a una lettera scritta all’allora procuratore generale Janet Reno sulla morte di Cobain, , datata 15 agosto 2000. In cui Robert Walsh, un avvocato dell’Ufficio per gli affari pubblici, dichiara che il suo ufficio potrebbe essere coinvolto solo se fosse stato commesso un crimine federale pertanto non c’è la possibilità che l’FBI intervenga nelle idagini, anche se afferma di comprendere la preoccupazione.

Una seconda corrispondenza simile è stata redatta dall’FBI nel dicembre del 2006, quando qualcuno, il cui nome è stato oscurato, ha fatto un’indagine simile. Questa volta, la risposta redatta da Linda Trigerio-Pabst, riconoscendo che una “corrispondenza simile” era stata inviata da chi qualche anno prima aveva fatto un’inchiesta analoga.

La più interessante è l’ultima lettera, del settembre 2003, in cui si legge, come riportato dal The Sun: “Credo che una grande ingiustizia potrebbe essere stata commessa nel caso di Kurt Cobain“. La lettera prosegue asserendo che “milioni di fan” si sentono come se Cobain non si fosse suicidato ma fosse stato vittima di un assassinio, e continua affermando che gente era “incredula” che un’ingiustizia come questa sia stata commessa negli Stati Uniti.

Ancor più curioso è il fax inviato a gennaio 1997 agli uffici dell’FBI di Los Angeles e Washington. Il mittente è la Cosgrove/Meurer Productions di Los Angeles che produce la serie di documentari Unsolved Mysteries. In un paragrafo vengono riassunte le teorie del complotto legate al caso Cobain, tra cui la convinzione di Tom Grant, investigatore privato di Los Angeles, che l’assassino di Kurt Cobain fosse proprio sua moglie, Courtney Love.

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Cosa ne pensa l’autore
Giulia Tirabosco

Giulia Tirabosco - Il leader dei Nirvana è una figura oramai leggendaria, che ha ispirato e ispira tuttora milioni di cantanti e giovani artisti. L’FBI, come ben si capisce dai documenti, non può indagare sulla vicenda, ma sicuramente il fatto di aver reso pubblici questi documenti suggerisce quanto anche a loro stia a cuore la questione.

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