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Justin Bieber, dopo i video razzisti arriva la difesa di Usher

Il cantante americano, che scoprì Justin Bieber su Youtube e lo rese un fenomeno internazionale, ha scritto su Instagram un messaggio in difesa del giovane artista, travolto da molte polemiche dopo la pubblicazione di due video in cui usa epiteti razzisti

Musica
Pubblicato il 8 giugno 2014, alle ore 17:17

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Justin Bieber, dopo i video razzisti arriva la difesa di Usher

Il cantante R&B Usher ha deciso di utilizzare Instagram per commentare i recenti exploit del sul pupillo, la pop star Justin Bieber. L’idolo delle teenagers è infatti finito dentro un mare di polemiche accesissime, dopo la pubblicazione in rete di un video in cui il cantante canadese, all’epoca quindicenne, usa ripetutamente epiteti razzisti sulle persone di colore e fa battute di sfondo razziale. Nel video Justin viene incitato dalla madre, la cui voce si sente provenire fuori campo dall’inquadratura.

Bieber, che oggi ha vent’anni, ha riconosciuto l’errore e ha pubblicamente chiesto scusa per i termini utilizzati nel video, scrivendo sul suo profilo Twitter ufficiale: “Quando ero un giovane uomo, non capivo il potere di alcune parole e come potessero ferire. Pensavo che ripetere parole e battute che feriscono fosse ok, e non capivo all’epoca che non era divertente e che le mie azioni continuavano la mia ignoranza. Prendo molto seriamente le mie amicizie con persone di tutte le culture e mi scuso per aver offeso e ferito qualcuno, con il mio errore infantile e inscusabile. Ero un bambino all’epoca, e sono adesso un uomo che conosce le mie responsabilità al mondo e sa di non ripetere nuovamente l’errore“.

Le polemiche si sono poi riaccese con la comparsa di un secondo video, dove Bieber, quattordicenne, cambia il testo di una sua canzone, “One Less Lonely Girl”, sostituendo la parola girl con un epiteto razziale ed inneggiando al Ku Klux Klan.

Usher, il cantante afroamericano che ha scoperto Bieber su Youtube e lo ha reso famoso, ha commentato lo scandalo scrivendo: “Di natura, sono una persona che supporta la crescita e capisce che a volte viene come il risultato di un doloroso e continuo sforzo. Mentre ho visto Justin navigare in acque difficili da giovane, posso dire che non ha sempre scelto la via del suo enorme potenziale, ma che è senza dubbio non una persona razzista.” Il cantante trentacinquenne continua dicendo che “quello che era cinque anni fa, è un bambino naive che non capiva il potere negativo e la degradazione che viene dall’uso di offese razziste. Quello che è adesso è un giovane uomo che ha la possibilità di diventare la versione migliore di sé, un esempio per i milioni di ragazzi che lo seguono affinché non facciano gli stessi errori“.

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