La nuova edizione di Umbria Jazz si prepara a rendere omaggio a una delle figure più sorprendenti della cultura italiana del Novecento: Dario Fo. Nel centenario della sua nascita, il festival sceglie di celebrare il suo talento attraverso un’opera pittorica che diventa immagine simbolo della rassegna 2026, in programma a Perugia dal 3 al 12 luglio.
Il manifesto ufficiale presenta “La danza degli Zanni”, un dipinto che racchiude l’essenza del percorso artistico di Fo, capace di intrecciare linguaggi diversi in una visione unica. La tela si configura come una scena in movimento, dove colore e ritmo sembrano dialogare tra loro, evocando la dimensione teatrale che ha reso celebre l’autore.
Al centro della composizione emerge la figura dello Zanni, antica maschera della Commedia dell’Arte, simbolo di ingegno popolare e spirito libero. Attorno a lui si sviluppa un’atmosfera festosa, popolata da musici e suggestioni visive che trasformano la pittura in una sorta di partitura. L’immagine restituisce un’idea di arte capace di unire e raccontare, dove la creatività diventa un ponte tra persone e sensibilità diverse.
Il richiamo simbolico si estende anche alla figura di Francesco d’Assisi, con cui lo Zanni condivide una visione vicina agli ultimi e una forte carica spirituale. Questo legame ideale trova spazio anche nella ricorrenza degli 800 anni dalla sua scomparsa, creando un dialogo tra epoche e linguaggi. L’omaggio di Umbria Jazz non è solo un tributo alla memoria, ma un invito a riscoprire la capacità dell’arte di trasformarsi e di parlare al presente.
La pittura di Fo, infatti, si rivela fondamentale anche nel suo percorso narrativo: dalle immagini prendevano forma storie, personaggi e scenari che hanno segnato il teatro contemporaneo. Così, il festival si trasforma in uno spazio dove musica, teatro e arti visive si incontrano, dando vita a un racconto collettivo che continua a evolversi nel tempo.