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I Coldplay sospendono il tour mondiale per ridurre l’impatto ambientale dei concerti

Il gruppo musicale dei Coldplay ha recentemente deciso di sospendere il tour mondiale di presentazione del nuovo album per limitare il più possibile l'emissione di gas serra nell'atmosfera.

Musica
Pubblicato il 25 novembre 2019, alle ore 11:23

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I Coldplay sospendono il tour mondiale per ridurre l’impatto ambientale dei concerti

Il gruppo musicale dei Coldplay ha sospeso i piani che erano previsti per il tour del loro nuovo album a causa delle recenti preoccupazioni per l’impatto ambientale dei concerti. I Coldplay – invece di passare mesi in viaggio tra un concerto e l’altro – hanno invece deciso di tenere due concerti in Giordania, che saranno trasmessi gratuitamente a livello globale sulla piattaforma digitale di YouTube.

I concerti hanno avuto luogo ad Amman lo scorso venerdì. L’ultima volta i componenti della band inglese hanno viaggiato per il mondo con il loro “A Head Full of Dreams Tour“, che li ha visti esibirsi in 122 spettacoli in giro per il mondo nel 2016 e 2017. Mettere in scena un tour mondiale non è così semplice. Infatti, l’ultimo tour della band ha impiegato 109 persone, 32 camion e nove autisti di autobus, che hanno viaggiato nei cinque continenti.

Non c’è un modo semplice per calcolare l’impronta ecologica di un tour del genere, ma i dati più recenti dell’industria musicale suggeriscono che la musica dal vivo genera ogni anno oltre 400.000 tonnellate di emissioni di gas serra soltanto nel Regno Unito. Non sono solo i voli a causare il problema. I fan che viaggiano da e per gli spettacoli sono la maggiore fonte di inquinamento; ma c’è anche un costo ambientale per produrre merce, alimentare i riflettori e spostare i palchi da una sede all’altra.

I Coldplay non sono gli unici ad aver iniziato a ridurre il loro impatto sull’ambiente per via dei loro spettacoli, altri gruppi noti – infatti – hanno recentemente applicato lo stesso approccio ecologista dei Coldplay e sono gli U2 e i Radiohead. I fan dei Coldplay ritengono inoltre che si tratta di una scelta coraggiosa, forse non definitiva ma che può ridurre notevolmente la CO2 prodotta.

I fan, inoltre, ritengono che è importante ed utile che alcuni gruppi portino l’attenzione dell’opinione pubblica sugli impatti ambientali dei concerti dal vivo: le emissioni ci sono e sono notevoli. Va anche detto che possono essere ancora notevolmente ridotte. Questa occasione deve quindi servire a capire cosa può essere fatto per migliorare, ridurre o compensare questi impatti ambientali (richiesta energetica, produzione di rifiuti, impatti sull’ecosistema locale, emissioni sonore, etc.).

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - Apprezzo lo spirito e non saprei calcolare quanto l'inquinamento derivante da un concerto incida davvero sul tema dell'inquinamento globale. Da nostalgico amante della musica aggiungo però che mi dispiace rinunciare ad assistere ad un concerto dal vivo per averlo in digitale. È bene sollevare il problema, però spero esistano anche soluzioni sostenibili che si possono trovare senza arrivare a scelte estreme di questo tipo.

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