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Dieci anni senza Amy Winehouse. Per Tony Bennett: "Era al livello di Ella Fitzgerald"

Dieci anni fa, nella sua casa di Camden Square a Londra, moriva a 27 anni Amy Winehouse, una delle artiste più importanti e significative del XXI secolo.

Musica
Pubblicato il 23 luglio 2021, alle ore 10:03

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Dieci anni senza Amy Winehouse. Per Tony Bennett: "Era al livello di Ella Fitzgerald"

“Era l’unica che cantava davvero in quello che io chiamo il modo giusto. Amy aveva una delle più belle voci jazz che abbia mai sentito, al livello di Ella Fitzgerald e Billie Holiday” queste sono le parole svelate dal crooner Tony Bennett nel documentario “Amy”, pellicola formata da una preziosa collezione di materiale d’archivio e alle testimonianze di persone vicine ad Amy Winehouse.

La citazione di Tony Bennett non è presa in maniera causale, siccome Amy Winehouse ha definito il crooner americano come una delle sue fonti d’ispirazioni nel panorama musicale. Per esempio durante il “Grammy Award alla registrazione dell’anno” Tony, conduttore della serata, annuncia la sua vittoria con il brano “Rehab“, ove successivamente Amy dichiarerà: “Non ero scioccato perché avevo vinto il Grammy, ero scioccato perché Tony Bennett aveva detto il mio nome”.

Insieme si esibiranno con il brano di Gertrude Lawrence intitolato “Body and Soul“, uscito solamente dopo due mesi dalla morte di Amy, presente nell’album “Duets II” di Tony Bennett, ove vinceranno il primo “Grammy Award alla miglior performance pop di un duo o un gruppo“.

Gli inizi di Amy Winehouse

Il primo album intitolato “Frank“, pubblicato nel 2003 all’età di 20 anni, ha influenze jazz e, salvo due cover, ogni canzone è scritta dalla Winehouse. L’album ottiene un ottimo successo e raggiunge la vetta delle classifiche nel 2004 quando viene nominato ai BRIT Awards nella categorie “British Female Solo Artist”.

Il successo mondiale però arriva con “Back to Black“, in cui si classifica nella prima posizione in Inghilterra e settima negli Stati Uniti d’America. Da questo disco esce il singolo “Rehab“, che diviene un tormentone. Nel brano si parla della sua dipendenza all’alcol, ove nonostante l’insistenza del padre si rifiuta di disintossicarsi.

I problemi personali e sentimentali

In seguito al successo di “Back to Black” iniziano a nascere i primi problemi di Amy Winehouse. L’artista ammette di aver perso quattro taglie tra la pubblicazione del primo e del secondo album e alla stampa britannica afferma che tutto ciò deriva dai commenti che facevano sul suo peso.

Ad aggravare questi problemi è la sua relazione con Blake Fielder-Civil. I due convolano a nozze nella giornata del 18 maggio 2007, in una cerimonia a Miami Beach, in Florida. Come svelato anche dalla stessa Amy Winehouse il loro matrimonio era basato sull’uso della droga, ma la loro situazione si è complicata quando Blake viene incarcerato per aver tentato di deviare il corso della giustizia.

Il marito quindi prova a divorziare ed Amy, dopo aver ammesso nel gennaio 2009 di essere pronta a lasciarlo e smettere di cambiare il proprio tenore di vita dicendo definitivamente “no” alle droghe, ma nel marzo dello stesso anno cambia idea: “Amo ancora Blake ed ho voglia di vivere con lui nella mia nuova casa. Non gli permetterò di divorziare da me, lui è la versione maschile di me siamo fatti l’uno per l’altra”. Il divorzio però viene comunque concesso nel mese di agosto.

La morte e l’ultimo album postumo

Per un breve periodo di tempo in realtà si disintossica completamente dall’alcol e dalla droga, e al City Burlesque, un bar di Londra, si esibisce con due cover totalmente da sobria: “Fly Me to the Moon” e” Embraceable You” mentre il 2 novembre canta con Quincy Jones il brano “It’s My Party”. Sempre nello stesso mese annuncia di essere pronta a esibirsi in un tour europeo, che avrebbe toccato tra l’altro anche l’Italia.

Ma è proprio in questa circostanza che arriva il definitivo declino della carriera di Amy Winehouse. Difatti nella giornata dell’11 giugno 2011 in occasione dell’apertura del nuovo tour europeo annuale, Amy canta visibilmente ubriaca davanti al pubblico di Belgrado. Oltre ad aver ricevuto delle numerose critiche per via delle sue condizioni, è costretta ad annullare tutto il suo tour in Europa.

Amy viene trovata morta il 23 luglio 2011, all’età di 27 anni, nel letto di casa sua al numero 30 di Camden Square e l’autopsia, svolta due giorni dopo, non chiarisce i motivi della sua scomparsa. Il 27 ottobre 2011 sono stati resi noti gli esiti degli esami tossicologici, ove vengono rivelate la presenza di alcol nel sangue cinque volte superiore al limite consentito per la guida.

Viene pubblicato “Lioness: Hidden Treasures“, il terzo album della cantante inglese Amy Winehouse, pubblicato postumo il 2 dicembre 2011 dalla casa discografica “Island”. Il disco contiene sia il singolo “Body and Soul” con il featuring di Tony Bennett che “Our Day Will Come”.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Mi è sempre difficile parlare della scomparsa di Amy Winehouse. Poteva davvero dare tanto al panorama musicale, ma purtroppo la sua vita è sempre stata compromessa da alcuni incidenti di percorsi difficili da superare. A oggi ci restano solamente le sue vecchie canzoni che, in un modo o nell'altro, stanno segnando ancora le nostre vite.

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