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Cherofobia: TG1 parla della paura di essere felice cantata da Martina Attili

La paura di essere felici, che la gioia duri un attimo e sia seguita dall'infelicità, questa è la cherofobia. Il TG1 ha spiegato questo termine, sconosciuto, eppure diffuso tra i giovanissimi, come dimostra il brano "Cherofobia" di Martina Attili.

Musica
Pubblicato il 2 gennaio 2019, alle ore 16:24

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Cherofobia: TG1 parla della paura di essere felice cantata da Martina Attili

Una parola difficile da pronunciare e più ancora da capire la cherofobia, ossia la paura della felicità, che sembra essere un’inquietudine sempre più diffusa tra gli adolescenti e i giovani. Il Tg1, attraverso dei video raccontati da Claudio Valeri, ha dedicato un minuto e mezzo a questa parola che sta diventando moderna.

Il flash sulla parola cherofobia parte con un video di Martina Attili, la cantautrice sedicenne che ha sorpreso tutti ad X Factor, per la sua capacità di esprimersi con la musica, le parole e la voce la sua paura di essere felice, di abbandonarsi alla felicità nella canzone “Cherofobia”.

La paura di essere felici

Il brano”Cherofobia”, di Martina Attili, parte con una domanda indiretta: “Come te la spiego la paura d’essere felici“; è talmente difficile da capire che nemmeno gli amici riescono a starti vicino nel modo giusto. È il timore che la felicità duri un attimo e sia subito seguita dall’infelicità. Questa paura ha un nome, ovvero cherofobia, ed è paragonata a una stanza chiusa, senza via d’uscita, a cui segue una sola e finale richiesta d’aiuto: “Tu resta“.

Claudio Valeri descrive la cherofobia, in un montaggio di Francesco Casillo, al Tg1, dicendo che è una parola sconosciuta, ma diffusa da tempo nell’aria, in particolare nelle generazioni dei poeti crepuscolari e tra i cantautori tristi, come nel caso di Martina Attili che nel web, nei vari link cui è collegata la sua canzone, ha raccolto oltre 20milioni di visualizzazioni.

Valeri continua mettendo a confronto i tempi odierni con gli anni ’80, da lui definiti “edonistici”, quando Al Bano e Romina cantavano “Felicità” descrivendola nelle cose semplici come “un bicchiere di vino con un panino“, e vent’anni prima, negli anni ’60, Françoise Hardy cantava, sulle giostre di Parigi, che i giovani sanno che un semplice tenersi per mano dona la felicità.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sono rimasta un po' incuriosita, non sorpresa, dal fatto che il Tg1 abbia dedicato del tempo alla parola cherofobia. Credo che temere che la felicità non duri a lungo, che prima o poi debba lasciare il posto alla tristezza sia normale ma, secondo me, è normale anche pensare che ci sarà un'altra, anzi tante altre occasioni di essere felici nella vita.

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