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A 20 anni dalla morte Lucio Battisti resta un mito

Morto il 9 settembre di vent'anni fa Lucio Battisti, 55 anni, non è mai passato di moda. Le sue canzoni ed emozioni vibrano ancora nel cuore di molti italiani.

Musica
Pubblicato il 9 settembre 2018, alle ore 15:27

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A 20 anni dalla morte Lucio Battisti resta un mito

Vent’anni fa, il 9 settembre del 1998, Lucio Battisti, cantautore tuttora amato da tutti gli italiani, a causa di un cancro al fegato, ci lasciava. L’artista aveva 55 anni e al momento della morte si trovava nell’Ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di terapia intensiva. Era nato il 5 marzo del 1943 a Poggio Bustone (RI). Il carattere riservato e schivo di Battisti non ha intralciato la sua popolarità, segnando una svolta nella musica italiana leggera. Su adnkronos.com si legge che “Lucio ha impresso una svolta decisiva al pop-rock italiano: da un punto di vista strettamente musicale, infatti, ha personalizzato e innovato in ogni senso la forma della canzone tradizionale e melodica”.

Battisti era capace di far suscitare emozioni e dar vita ai testi scritti da Mogol. I brani parlavano di cose semplici, che riguardavano la vita quotidiana, suscitando un forte coinvolgimento sentimentale negli ascoltatori. Un’altra collaborazione di Lucio è stata quella con Pasquale Panella, durata fino al 1994. Poi per l’artista reatino l’isolamento dai media è stato totale.

Il percorso artistico di Battisti, allora chitarrista, è iniziato con il gruppo I Campioni. Dal ’65 la collaborazione con Mogol lo condurrà sempre più in alto nelle classifiche della canzone d’autore italiana. I primi successi sono registrati all’interno di gruppi musicali importanti come I Ribelli, l’Equipe 84, i Dik Dik, all’interno dei quali canta “Per una lira” (1966), “29 settembre” (1967), “Il vento” (1968). Dal ’67 Lucio Battisti comincia a lavorare senza un gruppo d’appoggio; tutti ricordano e ancora cantano: ‘”Balla Linda” e “Io vivrò (senza te)” del ’68.

25 milioni di dischi venduti, grazie ad un lavoro intenso e continuo che l’intesa Battisti-Mogol è riuscita a produrre, ampiamente apprezzata dal pubblico italiano. Tra le canzoni più famose: “Mi ritorni in mente”, “Non è Francesca”, “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Fiori rosa, fiori di pesco”, “La canzone del sole”, “I giardini di marzo” e “Il mio canto libero”.

Mogol scriveva versi che calzavano bene con le melodie di Battisti. A volte è stato accusato di essere un non-cantante per i ridotti mezzi vocali, dai più invece è stato riconosciuto come il miglior interprete di sè stesso, capace di dirsi attraverso una vocalità ”normale”, quotidiana ed espressiva. Tra i cantanti, e sono molti, che si cimentano con le canzoni di Lucio, anche Mina.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Lucio Battisti "lo canti" mentre viaggi, mentre ti rilassi, mentre lavori. Richiama la vita quotidiana, le piccole cose che la fanno vera, profonda, come i sentimenti che nascono dall'amore sincero. A forza di cantarlo, Lucio è diventato così familiare da sentirne la nostalgia e ancora ci si chiede perché abbia dovuto lasciarci così in fretta.

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