Iscriviti

Smartphone e problema alla vista: non è la luce blu a danneggiare gli occhi

A danneggiare gli occhi non è la luce blu dei display, ma la contrazione dei muscoli dell'occhio. Lo spiega un portavoce affermando che la luce blu è necessaria per sopravvivere.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 31 maggio 2019, alle ore 11:22

Mi piace
6
0
Smartphone e problema alla vista: non è la luce blu a danneggiare gli occhi

In vendita ci sono tanti occhiali che sono progettati per non far arrivare agli occhi la luce blu dei display di computer, smartphone e televisori. Spesso sono consigliati alle persone che passano tante ore avanti agli schermi e sono acquistabili a prezzi modesti e non presentano l’obbligo di prescrizione da parte del medico. La luce blu è costituita da lunghezze d’onda molto più corte rispetto alla luce rossa a bassa energia.

La differenza di lunghezze d’onda è quella che consente di far vedere i vari colori e poterli distinguere l’uno dall’altro. Tuttavia, lo spettro di luce visibile rappresenta solamente la punta dell’iceberg degli spettri realmente esistenti: ad esempio esistono i raggi UV, ovvero quelli che vanno oltre la tonalità di blu, oppure gli infrarossi, che rappresentano quelli che superano lo spettro rosso. Entrambi non sono visibili ad occhio nudo. Nel caso dei raggi ultravioletti, però, sono responsabili di problemi agli occhi se non si utilizzano appositi occhiali. Tuttavia secondo i medici, la paura dimostrata nei confronti dei raggi UV è eccessiva.

La luce blu non è il vero problema dei display

Sunir Garg, un portavoce clinico dell’American Academy of Ophthalmology spiega che la preoccupazione inerente alla luce blu è arrivata a livelli storici. Ciò è causato dal fatto che il tempo passato avanti agli schermi aumenta sempre più, tuttavia c’è qualcosa che non quadra. Infatti, quando ci si è esposti al sole, si viene letteralmente investiti dalla luce blu, in quantità decisamente superiori rispetto a quanta ne viene emessa dagli schermi.

Come spiega il portavoce, è la luce blu che consente la sopravvivenza in quanto regola il ritmo cardiaco, migliora l’umore e le funzioni cognitive. Gli studi effettuati dalle aziende che spiegano come la luce blu in realtà fosse dannosa sono effettuati su animali da laboratorio sottoposti ad un intensità molto più forte di quella sperimentata dagli esseri umani nel quotidiano. Proprio per questo motivo non si può dire con semplicità che la luce rappresenti il problema fondamentale.

Non c’è alcun segno clinico o evidenza clinica che le persone siano state danneggiate da questo“, dice Garg in riferimento alla luce blu. Una cosa è certa: guardare display per molto tempo fa male alla salute, ma la colpa non è della luce blu. Il problema deriva dal fatto che sono i muscoli degli occhi che si stringono e si arriva ad un occhio non perfettamente idratato. Una sana abitudine sarebbe ogni 20 minuti che si fissa un display di guardare un oggetto per 20 secondi posto ad una distanza di 20 piedi, l’equivalente di 6 metri. In questo modo, gli occhi si riposano.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - La luce blu effettivamente è stata per troppo tempo al centro dell'attenzione, al punto che tutti l'abbiano considerata come la nemica per eccellenza del corpo umano. Nel caso degli ultravioletti, si tratta di luci ben oltre lo spettro visibile che porta anche diversi problemi alla pelle. Rispettare la regola del 20-20-20 sarebbe l'ideale.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!