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In vendita su internet un dispositivo per hackerare iPhone a prezzi molto bassi

Esiste un dispositivo che consente di hackerare iPhone e smartphone in generale e costa poco più di 100 dollari. Si può comprare su Ebay ed è venduto proprio dalla polizia.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 28 febbraio 2019, alle ore 23:18

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In vendita su internet un dispositivo per hackerare iPhone a prezzi molto bassi

Gli iPhone sono famosi per la sicurezza del proprio sistema operativo che è molto limitato in termini di permessi accordati e licenze offerte agli sviluppatori di applicazioni. Eppure, lo strumento per hackerare gli smartphone utilizzato dalla polizia, dall’FBI e da altri corpi di polizia sparsi nel mondo, è in vendita su Ebay, il noto portale per comprare online, a poco più di 100 dollari.

Il dispositivo si chiama UFED ed è stato prodotto dalla Cellebrite, un’azienda israeliana, e rappresenta al momento lo strumento più potente per entrare nei telefoni, sia iPhone che con sistema operativo Android, e rubare un’enorme quantità di dati, anche se l’utente non rilascia alcun tipo di autorizzazione.

Hackerare gli smartphone e gli iPhone costa poco

Un modello moderno per hackerare gli smartphone presenta un prezzo di acquisto che si aggira tra i 5 mila e i 15 mila dollari, ma sono in vendita i modelli più datati che possono essere acquistati anche per qualche centinaio di dollari. Il valore massimo raggiunto dai modelli più vecchi è di soli 1.500 dollari.

Secondo quanto riportato dal portale Forbes, questi dispositivi sono venduti direttamente dagli organi di polizia e conterrebbero all’interno ancora alcuni dei dati estratti dai telefoni dei malviventi. Un noto ricercatore, Matthew Hickey, fondatore anche dell’azienda Hacker House, ha acquistato circa 12 dispositivi per hackerare telefoni, e li ha analizzati. Al loro interno ha trovato dei dati di alcuni utenti, come ad esempio il codice IMEI, e altri dati molto sensibili.

Secondo Hickey, da quei dispositivi si poteva risalire anche all’intera rubrica dei contatti, ai messaggi di testo scambiati e altro ancora, ma ha preferito non approfondire la questione per non scatenare una vera e propria caccia alle informazioni: “Mi sentirei un po’ male se ci fosse una foto di una scena del crimine o qualcosa del genere“. Il vero pericolo di questi dispositivi è quello che, decodificando, si potrebbe risalire al tipo di vulnerabilità da cui sono affetti i singoli smartphone.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Una scoperta importante quanto pericolosa. Chiunque potrebbe acquistarli e mettersi a "giocare" scovando dati e prove preziose, quasi ai limiti del legale. Non ho capito però perché la polizia avrebbe messo in vendita dispositivi appositi con ancora i dati degli utenti incriminati al loro interno: quali sono le loro vere intenzioni?

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