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Coronavirus: decisa contrazione del mercato degli smartphone. Eccone i motivi

Sebbene la pandemia da COVID-19 stia incentivando lo smart working sembra che, almeno secondo Gartner, ci sarà una decisa contrazione del mercato degli smartphone per il 2020.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 28 maggio 2020, alle ore 19:44

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Coronavirus: decisa contrazione del mercato degli smartphone. Eccone i motivi

In questi ultimi mesi, la pandemia da COVID-19 ha aggiunto un peso non indifferente sulle nostre vite di tutti i giorni. Tutte quelle azioni quotidiane, come andare a scuola, uscire con gli amici ed andare al lavoro, sono state completamente stravolte dal virus e, almeno fino ad un mese fa, eravamo costretti ad un regime di pura quarantena.

Fin dall’inizio, inoltre, era ben chiaro che la crisi a livello sanitario si sarebbe potuta tramutare in un’altra crisi: quella economica. Abbiamo potuto constatare che con la fase di “lockdown” moltissime aziende sono state costrette a chiudere e, in alcuni casi estremi, si è arrivati alla completa cessazione dell’attività. L’unico settore che, invece, aveva le potenzialità per scamparla era quello dell’alta tecnologia ma, secondo Gartner, le cose non stanno così.

Il COVID-19 ha allungato il ciclo di vita degli smartphone

I ricercatori di Gartner hanno stimato che il mercato hi-tech consumer, composto da pc, tablet e telefoni, subirà una decisa contrazione pari al 13,6% nel 2020. Tale dato, tradotto in termini pratici, si traduce in vendite complessive pari a 1,9 miliardi di pezzi (combinando tutte le categorie citate qui sopra). Entrando più nel dettaglio, è il settore dei telefoni cellulari quello che subirà le perdite peggiori arrivando a “soli” 1,5 miliardi di pezzi venduti.

Ovviamente, se si vendono meno smartphone, è evidente che si allunghi il ciclo di vita degli stessi. Sempre secondo Gartner, in media terremo i nostri smartphone per 2,7 anni, piuttosto che 2,5 anni. Nel lettore, però, sorgerà una domanda spontanea: come mai il settore hi-tech ha sofferto così tanto sebbene sia stato dato così tanto incentivo allo smart working?

Non è molto difficile, in realtà, arrivare alla risposta. Sempre secondo Gartner, è vero che in questo periodo si è fatto e si farà un maggiore affidamento alle risorse tecnologiche, ma è anche vero che ciò non si tradurrà in una maggiore spesa in tale settore. Anzi, la minore disponibilità economica delle famiglie costringerà le stesse ad attendere ancora un po’ di tempo prima di cambiare i propri dispositivi tecnologici.

Meno grave è, invece, la situazione del comparto PC. Anche in questo caso ci sarà una flessione, ma sarà limitata al solo 10,5%.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabio Attardo

Fabio Attardo - Il fatto che ci sia una flessione nel mercato dei dispositivi tecnologici non dovrebbe destare troppo stupore. Parlando in senso generale, secondo me la minore disponibilità economica spinge le famiglie al risparmio e, quindi, a rimandare tale tipo di acquisti (per il quale, di solito, non si spende poco). Insomma, come accade per tutti i settori, anche l’high tech mostra segni di crisi (che speriamo sia soltanto passeggera).

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