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Basta un sì a una telefonata, e ti ritrovi un nuovo contratto del gas o della luce

La Polizia Postale ha diffuso un avviso per mettere in guardia gli utenti, sovente anziani, contro una pratica commerciale truffaldina che permette di far cambiare operatore - della luce o del gas - semplicemente rispondendo sì ad una telefonata.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 7 settembre 2017, alle ore 17:09

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Basta un sì a una telefonata, e ti ritrovi un nuovo contratto del gas o della luce
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Dopo un’intera estate di truffe 2.0, in cui l’obiettivo era carpire i dati personali, depredare il conto corrente o il credito telefonico degli utenti, ecco che – con l’arrivo di Settembre – si assiste al ritorno dell’evergreen rappresentato dall’estorsione di nuovi contratti per la fornitura dell’energia, o del gas: ecco di cosa si tratta.

Nei giorni scorsi, il profilo “Una vita da social”, gestito dalla Polizia Postale su Facebook, ha diramato un nuovo allarme, spiegando di aver ricevuto diverse segnalazioni in cui alcune persone si sono ritrovate un nuovo contratto per la fornitura del gas, o della corrente elettrica, semplicemente dopo aver risposto ad una strana telefonata.

Nel post in questione si spiegava che la chiamata, giunta da un numero sconosciuto, veniva fatta da un operatore di call center il quale NON forniva le generalità dell’azienda per cui chiamava, spiegando solo di aver scoperto che, a seguito di alcuni controlli, l’utente pagava di più e che, per tale motivo, per il prossimo biennio gli sarebbe stata applicata una tariffa migliore: in questo modo, e con un discorso così impostato, era facile per l’ignaro utente pensare di trovarsi a parlare con un addetto del proprio fornitore di corrente r/o gas. 

L’operatore in questione, creato l’equivoco, chiedeva conferma dei dati dell’utente, estorcendo un sì che, in termini legali, equivaleva alla firma in calce ad un contratto vero e proprio. Ottenuto anche questo placet, il truffatore proseguiva facendosi dare quei codici (come il Pod per la corrente, o il Pdr per il gas) che, identificando il “punto di prelievo dell’utente“, permettono di metter mano al suo contatore per effettuare praticamente il cambio di erogatore del servizio.

Risultato? Dopo aver risposto ad una fumosa telefonata, aver fornito un sì ed i codici di cui sopra, il tutto debitamente registrato, centinaia di utenti si sono ritrovati con nuovi fornitori di servizi, non autorizzati consapevolmente e, magari, anche meno convenienti di quelli che avevano prima.

La truffa in questione, secondo la Polizia Postale, non è nuova e si ripresenta regolarmente ogni anno, col dovuto aggiornamento dei riferimenti numerici, e prende di mira con grande efficacia gli anziani, i quali tendono a fidarsi maggiormente dei propri interlocutori, e che certo non sospettano della possibilità di essere contrattualizzati telefonicamente. Proprio per tale motivo, le forze dell’ordine invitano tali categorie a tenere gli occhi bene aperti

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Il brutto di questa truffa è che non viene perpetuata solo al telefono, ma anche porta a porta, con operatori che - pur di poter vantare un alto numero di adesioni - non esitano a cimentarsi in pratiche commerciali decisamente aggressive e truffaldine. Ottendo, in cambio, contestazioni e, sovente, multe: deterrenti che, a quanto pare, non bastano, vista la regolarità con la quale certe prassi vengono perpetuate, anno dopo anno. Forse, occorrerebbe intervenire a monte, con un sistema di vigilanza e di regole più stringenti, e tutelanti.

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