Antitrust cinese multa Qualcomm: brevetti troppo costosi

Multa quasi miliardaria per il colosso produttore di processori per smartphone. La Qualcomm dovrà pagare alle autorità cinesi ben 994 milioni di dollari a causa della scorretta politica di gestione dei brevetti

Antitrust cinese multa Qualcomm: brevetti troppo costosi

La Qualcomm, un’azienda leader nel settore della produzione di processori per smartphone, è anche una delle più importanti al mondo per la produzione di chip. Ne detiene svariati brevetti e il costo per accedervi è tutt’altro che irrisorio. Questo sarebbe ciò che ha dato l’imput alle autorità cinesi per far partire un processo antitrust contro l’azienda statunitense, conclusosi da poco con il patteggiamento: Qualcomm dovrà sborsare 6,4 miliardi di yuan, equivalenti a circa 994 milioni di dollari, una delle sanzioni più alte emesse dalla Cina e pari a circa l’8% del fatturato dell’incriminata di tutto il 2013.

Con il patteggiamento la Qualcomm ha anche rimesso in discussione le pratiche di concessione delle licenze per i cellulari venduti in Cina. La Commissione Nazionale di Sviluppo e Riforme ha ritenuto che l’imposizione di un prezzo troppo alto per ottenere l’accesso ai brevetti fosse discriminatorio sul loro mercato. L’azienda si è dimostrata disposta a pagare e ha anche affermato che continuerà ad investire in Cina, che comunque rappresenta già circa il 50% dei loro investimenti.

Precedentemente la Qualcomm pretendeva il 5% del prezzo all’ingrosso degli smartphone di terza generazione che montavano le sue tecnologie. Il calcolo sul prezzo all’ingrosso è stato ritenuto sleale dall’antitrust cinese, quindi con il patteggiamento si è ottenuto che l’azienda incassasse il 3,5% sui dispositivi 4G ed il 5% sui dispositivi 3G o che montano entrambe le tecnologie. Questo però non è da calcolarsi sull’importo totale all’ingrosso, come avveniva in precedenza, ma sul 65% del prezzo netto di vendita del dispositivo in questione. Prezzo che comunque è leggermente più basso del precedente. Per gli stessi motivi la società è stata denunciata anche in America ed Europa.

Verrebbe da chiedersi allora perchè se in Cina si è ottenuto tutto questo, in altre nazioni la società può continuare ad agire come ha sempre fatto? Derek Aberle, presidente di Qualcomm, ha rilasciato una dichiarazione secondo cui l’accordo con la Cina è stato concepito specificatamente per quel tipo di mercato, mentre per altre nazioni, con legislazioni differenti, non sussiste l’illecito o la necessità di modificarlo.

La Qualcomm ha inoltre dichiarato che per il prossimo anno prevede un ricavo utile tra i 26 e i 28 milioni di dollari, multa inclusa, comunque lievemente superiore a quello dello scorso anno.

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