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Storia di una ladra di libri: recensione del libro

Il 27 gennaio ricorre la "Giornata della memoria", una giornata dove l'umanità intera chiede scusa a un popolo per le atrocità subite. E tra i tanti libri che trattano l'argomento ho letto "Storia di una ladra di libri", ambientato durante il nazismo.

Libri
Pubblicato il 26 gennaio 2018, alle ore 19:29

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Storia di una ladra di libri: recensione del libro

“Storia di una ladra di libri”, scritto da Markus Zusak che successivamente è diventato un film, trasmesso anche qualche anno fa su Canale 5. Il 27 gennaio ricorre la “Giornata della memoria”, giornata dove l’intera umanità si ferma e ricorda lo sterminio di un intero popolo, quali gli ebrei, per mano dei nazisti, ritenuto colpevole delle disgrazie che hanno colpito la Germania. Su questo argomento sono stati scritti milioni di libri, raccontanto le testimonianze dei sopravissuti o di altre persone che hanno vissuto l’orrore del nazismo non in prima persona.

Tra i vari libri, c’è la “Storia di una ladra di libri”, ambientata durante il 1939, in Germania quando il nazismo era a capo della Nazione. Tra i suoi cittadini, c’era Liesel, una bambina di appena 10 anni costretta a lasciare casa sua per essere adottatata da un’altra famiglia per avere una vita più dignitosa. Durante il viaggio però la ragazzina fa subito la conoscenza con la parola morte, visto che il fratellino più piccolo le muore tra le braccia. Il viaggio di Liesel termina a Molching, un paesino della Germania, precisamente sulla Himmlestrasse al numero 33, dove fa la conoscenza dei coniugi Hubermann.

La famiglia Hubermann, era composta da Hans e Rosa, due persone totalmente diverse caratterialmente ma che sapranno a modo loro dare a una figlia, seppur adottiva, ciò di cui ha bisogno. Hans con il suo modo di fare, conquisterà subito il cuore di Liesel, insegnadole sia a leggere che a scrivere, mentre Rosa, nonostante il carateraccio si scoprirà una brava mamma, a modo suo, e una brava donna quando la vita le metterà di fronte degli ostacoli insormontabili.

Con l’aiuto del padre adottivo, Liesel si innamorerà della lettura e dei libri, e questo amore la guiderà quando durante un rogo appiccato dai nazisti per bruciare tutte le cose di cittadini ebrei, a salvare un libro e da lì in poi deciderà di rubare anche nella biblioteca della moglie del Sindaco e portare a casa il suo bottino per conoscere nuove storie.

Una storia avvicente, che fa conoscere la vita di una ragazzina che trova conforto tra le pagine dei libri per sfuggire agli orrori che la circondando del periodo nazista e a salvare insieme alla sua famiglia la vita di un ebreo, nonostante la povertà e il pericolo di venir scoperti e poi uccisi.

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Cosa ne pensa l’autore
Thaira Momesso

Thaira Momesso - Il nazismo è un argomento che mi ha sempre affascinato sin dalla prima volta che l'ho studiato a scuola e mi sono sempre chiesta come possa un uomo decidere di sterminare, in quel modo, un intero popolo. Il libro mi è piaciuto molto perchè da un lato racconta la storia di questa bambina che ruba i libri per sfuggire dalla realtà che la circorda e dall'altra la fa maturaree crescere prima del previsto.

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