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"Nemmeno il tempo di un abbraccio", il romanzo sul Covid-19

Mimmo Parisi pubblica la cronistoria di un evento sentimentale inquadrato al tempo del Coronavirus: due sedicenni si conoscono parlandosi dai balconi.

Libri
Pubblicato il 28 giugno 2020, alle ore 10:14

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"Nemmeno il tempo di un abbraccio", il romanzo sul Covid-19

Il primo agosto 2020, arriva negli store il libro “Nemmeno il tempo di un abbraccio (PlanetEdizioni, pag. 236), di Mimmo Parisi. Venerdì 21 febbraio le prime pagine dei quotidiani riportano il comunicato che nessuno avrebbe voluto leggere “Coronavirus, primo contagio a Codogno”. Il caso è seguito e filmato, all’esterno, dai giornalisti che notano una anomalia, ovvero la solita mise arancione degli infermieri delle ambulanze, da quel momento inizia ad arricchirsi di un nuovo passaggio legato alla vestizione.

Sulle reti tv qualcuno parla di uno “scafandro” che i tecnici indossano sopra la divisa ordinaria. Insomma, alla fine si parla di ‘biocontenimento’. Poi, si citano i focolai, la zona rossa, il lockdown, il bollettino delle 18 con tutti gli aggiornamenti sanitari, la distanza sociale, le mascherine, etc. Un vero e nuovo armamentario di parole diviene familiare agli italiani allarmati e chiusi nelle proprie case.

Come per tutti, anche per Nico e Stella, i protagonisti della storia narrata con grande passione dal romanziere Mimmo Parisi, questo è l’inizio di un’avventura imprevista. Mondiale. I due giovani seguono con ansia i provvedimenti governativi. Loro sono a Bologna, ma il primo caso di questa nuova calamità sanitaria è in Lombardia.

Quindi, qualche giorno prima che facciano amicizia attraverso i balconi delle loro abitazioni, essi seguono quello che succede e ascoltano in tv le direttive dal presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, dell’assessore al Welfare Giulio Gallera e del ministro della Salute Roberto Speranza. La situazione è tesa. Una situazione così estrema e storicamente incredibile non poteva non finire in uno scritto. Nasce così, “Nemmeno il tempo di un abbraccio”, il primo romanzo italiano ambientato, scritto e pubblicato ai tempi del Covid-19.

Nico, che ha una patologia agli occhi ed è in attesa di un trapianto, rimane intrappolato a Bologna per il lockdown del 9 marzo 2020. Dal suo balcone in periferia conosce Stella che appartiene a una famiglia agiata. I due sedicenni vivono l’unico amore permesso dal Coronavirus, quello della distanza. Quando il 3 giugno pensano di fare la loro prima vera passeggiata insieme, il destino non permette alla ragazza di presentarsi al loro appuntamento. Che è rimandato per sempre.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Guglielmini

Francesca Guglielmini - "Nemmeno il tempo di un abbraccio" prende il titolo direttamente dalla tragedia, prima dei due protagonisti che non riescono ad avere un contatto, in secondo luogo da quella di tutte le povere vittime uscite dalle rianimazioni senza aver potuto salutare figli, fratelli, etc. In questo nuovo romanzo si impone un nuovo social: il balcone.

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