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Milo Manara il mito italiano del fumetto erotico

Milo Manara è il genio italiano del fumetto erotico. Scopriamo la vita di Milo dalle sue prime opere ad oggi

Libri
Pubblicato il 3 marzo 2014, alle ore 11:00

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Milo Manara il mito italiano del fumetto erotico

Chi non ha sentito parlare di Milo Manara almeno una volta nella vita? Un disegnatore italiano tra i “Grandi” del fumetto; Milo, il cui vero nome è Maurilio, diventò fumettista dopo essersi “innamorato” idealmente di Barbarella e aver scoperto in sé una vena unica e un amore per quella professione che non sapeva di avere. All’emozione e al ricordo del sensuale fumetto di Barbarella, esploratrice erotica dello spazio, è rimasta in seguito legata tutta o quasi la produzione di Milo Manara divenuto famoso soprattutto per le sensuali protagoniste femminili dei suoi fumetti. Milo Manara dal 1969 al 2006 e oltre, vive una ricca e frenetica attività, (nel 1984 viene consacrato “ fumettista erotico”) movimentata anche dalle innumerevoli collaborazioni con registi e scrittori di cui anima sceneggiature e personaggi; famosa la collaborazione con Federico Fellini, indimenticabile regista romano con cui Milo realizzo lavori di grande spessore ispirati ai film di Fellini dedicati soprattutto a Roma, cuore pulsante e appassionato di tutta la produzione del regista scomparso.

Milo Manara

Ma il genio di Milo non si è fermato alle procaci donne scaturite dalla sua magica penna, l’artista ha una nutrita ed eccellente galleria di tavole, animate dai personaggi più disparati. Una vita dedicata al fumetto e a opere che hanno segnato più di un’epoca, un artista che di certo merita il tributo pensato per lui nella città di Milano dalla Galleria Ca’ di Frà in collaborazione con Little Nemo Gallery di Torino; che hanno allestito una mostra delle più celebri tavole di Manara; mostra che è rimasta aperta dal 3 ottobre nelle eleganti sale della Ca’ di Frà fino al 22 di novembre dello scorso anno.

Un viaggio ben strutturato nel mondo del grande Milo, dal “Borghese rivoluzionario” allo “Scimmiotto” che sono in pratica gli esordi del fumettista, fino ai giorni nostri con le tavole realizzate per la cover del magazine “Rolling Stone”; una mostra che è stata un omaggio a un grande personaggio che ha disegnato e colorato momenti di vita che sono una pagina di storia del fumetto e che da sempre si presenta con questa frase: “Il camionista non si attacca sul camion un quadro di Rauschenberg o di Jasper Johns, si attacca una bella pin-up. Devo alle mie pin-up il fatto di poter ancora divertire, di essere vicino alla gente: militari, camionisti, carcerati…”

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