È stato pubblicato pochissimi giorni fa, e precisamente lo scorso 11 marzo, “Pescecani. Quelli che si riempiono le tasche alle spalle del paese che affonda”, l’ultimo lavoro del direttore del Tg4, Mario Giordano, edito da Mondadori.
Il libro inchiesta, che in questi giorni sta infiammando e facendo discutere l’intera penisola, ci fa il resoconto, appunto, dei tanti pescecani che popolano il nostro Paese e che l’hanno letteralmente dissanguato, a spese della povera gente, che non sa nemmeno come fare per arrivare a fine mese e campa alla giornata.
A fronte dei tanti cittadini senza lavoro, costretti a vivere in automobile, a cercare aiuto da parte di amici e parenti, nonché dalle associazioni caritatevoli, c’è una cerchia ristretta di italiani che, mentre il paese sta irrimediabilmente andando a fondo, continua a vivere nella più assoluta agiatezza e ad arricchirsi a più non posso.
Il libro di Mauro Giordano parla proprio di questi personaggi di poco valore che non sono balzati agli onori delle cronache nazionali ma che hanno indubbiamente dato una mano al nostro Bel Paese nell’affondare ogni giorno di più. Questi cannibali, infatti, come ad esempio il nababbo di Treviso (che possedeva oltre 493 auto di lusso, 163 motociclette, 155 bici da corsa, 70 tra yatch e motoscafi e che aveva dichiarato al fisco solo 177 euro di reddito annuale), fanno i furbi alle spalle della povera gente, che magari richiede un prestito o accende un mutuo proprio per pagare le tasse. Loro, invece, no. Loro guadagnano moltissimi soldi e non pagano le tasse, riuscendo in questo modo ad accumulare fortune immense, come degli odierni Paperon de Paperoni, mentre la popolazione arranca.
Nella rete di Mario Giordano, in un capitolo intitolato “Gli strani affari della Banda delle Marche”, è finito, poi, un altro pescecane: Massimo Bianconi, l’ex dg di Banca Marche. Uno stralcio del libro recita così: “Avete comprato casa? State pagando il mutuo? Siete ossessionati dalla rata mensile? Peggio per voi. Se aveste fatto come lui, la casa ce l’avreste avuta senza sborsare un euro. […] Bianconi nella Banca delle Marche ha fatto il buono e il cattivo tempo per quasi un decennio. […] Se n’è andato nel 2012, lasciando un buco da far paura e un istituto sull’orlo del collasso. Però è riuscito a prendersi, nel giro di pochi mesi, non una ma ben due liquidazioni. […] Chi aveva interesse a sollevare le polemiche? Chi aveva interesse ad ascoltare i primi scricchiolii del sistema?”.