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Manga: l’arte delle “anime” dal 1600 al Weekly Shonen Jump

I Manga sono un fenomeno di costume, amati e seguiti da molte persone appassionate del genere in tutto il mondo, ma non sono frutto della nostra epoca. Vediamo il cambiamento dal 1600 al Weekly Shonen Jump

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Pubblicato il 3 marzo 2014, alle ore 10:34

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Manga: l’arte delle “anime” dal 1600 al Weekly Shonen Jump

I Manga sono un fenomeno di costume, amati e seguiti da molte persone appassionate del genere in tutto il mondo, ma non sono frutto della nostra epoca; già nel periodo Edo, in Giappone, (che si identifica negli anni del “Tokugawa” dal nome della famiglia che deteneva il massimo potere sociale e politico) intorno al 1600 esisteva una forma artistica di nome Manga. Questa fase storica del “Paese del Sol Levante” ha acquisito il nome dell’allora capitale Edo, che fu sede dello Sh?gun, ribattezzata in seguito “Tokyo” e precisamente nel 1869.

In questa epoca “Edo” i giapponesi iniziarono a disegnare sulle pareti dei templi delle vere e proprie “vignette” che raccontavano scene con soggetti religiosi, queste opere vennero in seguito divulgate per mezzo di riproduzioni fatte su tavolette di legno, proprio in quel periodo queste “opere” vennero battezzate “Edo” o “Manga”

Con la diffusione delle “vignette” si perse un po il significato religioso e i soggetti dei disegni cambiarono drasticamente da quelli originari dei templi. I disegni sulle tavolette di legno ormai trattavano dei più disparati temi; da quelli erotici a quelli naturistici, fino ai ritratti e ai paesaggi, erano opere rudimentali e monocromatiche dai profili grezzi, ma molto particolari.

L’evoluzione per quella antica forma d’arte, ebbe un passaggio significativo nel 1702 quando un celebre artista disegnatore di Manga, tale Shumboko Ono, decise di raccogliere i suoi disegni in un libro, che è in effetti ancora oggi la raccolta di Manga più antica del Giappone. In poco più di un secolo, la tradizione delle “Tobae”, questo il nome che fu dato alle “raccolte”, si estese a tutta la società giapponese. Le prime “anime” della nostra epoca invece videro la luce nel 1951 a opera di Osamu Tezuka, che disegnò Tetsuwan Atom, molto più noto come Astro Boy.

Weekly Shonen Jump

Ma il fermento nel mondo Manga ci porta fino ad oggi con la notizia che diffusa sul numero 10 della rivista Weekly Shonen Jump, uscita ufficialmente il 3 Febbraio, l’annuncio diceva che dal mese successivo il magazine avrebbe pubblicato quattro nuove serie Manga, una per settimana. La pubblicazione con lo start-up sul numero 11 con la serie serie fantasy d’azione dal titolo: ” Illegal Rare creata da Hiroshi Shiibashi già autore di “I Signori dei Mostri”.

Il numero 12 invece è stato arricchito con i Manga di Toshinori Takayama,un vero debutto per il disegnatore su Shonen Jump, ma non di certo uno sconosciuto; il manga di Takayama è una commedia romantica dal titolo “iShoujo”

Una bella serie fantascientifica scritta da Ryohgo Narita con disegni di Yoichi Amano dal titolo Stealth Symphony pubblicata sul tredicesimo numero; e per finire sul numero 14 tutti gli appassionati hanno trovato i Manga di Kento Shimoyama e Tsunehiro Data ambientati nel mondo del calcio e intitolati “Tokyo Wonder Boys”

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