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"Lungo petalo di mare", il nuovo romanzo di Isabel Allende

Un uomo e una donna in fuga sono i protagonisti della nuova struggente storia scritta da Isabel Allende. Una narrazione scritta all'ombra della guerra.

Libri
Pubblicato il 1 ottobre 2019, alle ore 21:05

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"Lungo petalo di mare", il nuovo romanzo di Isabel Allende

Questo autunno sarà ricordato anche per il ritorno di una regina della narrativa mondiale, Isabel Allende. Dopo due anni e tanta acqua passata sotto i ponti del mondo e, in particolare, del suo Cile, si presenta con un libro che anche nel titolo mostra la capacità di immettere metafore delicate perfino in una storia di disfatta umana. Il titolo è “Lungo petalo di mare (Feltrinelli, pag. 352) e uscirà il 24 ottobre 2019.

Come altri scrittori, la Allende vanta anche una carriera legata alla letteratura insegnata, infatti per un certo tempo è stata impegnata in vari college americani. La sua scrittura è caratterizzata da una verve di marca essenzialmente autobiografica; tuttavia, non mancano i temi che riguardano più in generale, la figura femminile. Da un punto di vista squisitamente tecnico, la sua narrazione è riconoscibile per l’uso intensivo di una prosa priva di orpelli e, pertanto, rientrante in una tipologia etichettabile come lineare.

Proprio l’uso di una scrittura  limpida, pare portarla a dare spazio e attenzione alla cultura locale che presenta in ambienti fortemente realistici. La sua produzione letteraria è abbondante; fra le opere più popolari, si ricordano qui in ordine sparso Il piano infinito, La casa degli spiriti, La città delle bestie, Eva Luna, Ritratto in seppia, La figlia della fortuna, e Oltre l’inverno – ultimo libro pubblicato e che risale al 2019- . Dai suoi testi sono state realizzate delle riduzioni cinematografiche: due risalgono al secolo scorso, La casa degli spiriti e D’amore e ombra; Afrodita, el sabor dell’amor, invece, è una pellicola del 2001.

Il nuovo romanzo

In questo libro Storia e immaginazione hanno la meglio. Insomma, come una vera maga della parola scritta, la romanziera ha creato una ricetta narrativa di grande spessore, usando la verità storica e quello che sarebbe potuto accadere in essa. L’opera magistrale che ne è venuta fuori è inoltre caratterizzata da episodi di palpabile commozione. In un paesaggio di guerra – la Guerra Civile spagnola – la scrittrice mostra la pena di chi è in fuga.

E a fuggire sono semplici persone nelle quali il lettore non fa fatica a riconoscersi: non occorre essere scampati a un conflitto per sentirsi disperati, l’animo umano ha dentro se, nel proprio Dna, l’orrore per la guerra. Isabel prende il lettore e lo conduce per mano, lo mette a fianco dei fuggitivi della Guerra Civile spagnola. Le tappe di questi ultimi sono riconducibili in zone precise della geografia mondiale: verso i Paesi Baschi; verso la Francia e da lì, finalmente in Cile. A condurre la narrazione vi sono tre protagonisti; due di fantasia il medico Victor e la pianista Roser e uno reale, ma che funge come comparsa di eccezione, Pablo Neruda.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Guglielmini

Francesca Guglielmini - Isabel Allende, in “Lungo petalo di mare”, parla di esuli, di conflitti e navi. E di acqua salata da attraversare e da temere. Un mare colmo di gusci ondeggianti e carichi di gente disperata. È arduo non collegare al narrato del romanzo la fuga che da anni, ormai, tanti esseri umani mettono in atto per sfuggire a quel destino ostile che li ha condannati a nascere in un continente disperato – una volta definito culla del mondo – come l’Africa. Romanzi come quelli di Isabel servono anche a questo, a non banalizzare gli eventi catastrofici che accadono quotidianamente.

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