Loredana Limone torna con “E le stelle non stanno a guadare”

L' autrice napoletana prosegue la storia raccontata nel precedente "Borgo Propizio", ricollegandosi ai personaggi, ma soprattutto ai luoghi. In futuro, la scrittrice anticipa l'uscita di altri 2 libri, sempre ambientati in questi posti magici

Loredana Limone torna con “E le stelle non stanno a guadare”

Tutto è cominciato con l’uscita di “Borgo Propizio“, in cui Loredana Limone aveva raccontato la storia di amori sbocciati e morti ancora prima di nascere, in luoghi dal sapore antico. Alla fine del libro, una delle protagoniste, Mariolina, aveva trovato l’amore e si sposava felicemente, mentre Belinda apriva una latteria nonostante il parere contrario di suo padre, grazie all’aiuto della zia Letizia. Questa latteria rappresenta la rinascita del borgo antico in cui è sorta ed è esattamente questo Borgo Propizio ad aprire “E le stelle non stanno a guardare”.

Il borgo, che sembrava destinato a perire dopo un lungo sonno, si risveglia, si rianima e rinizia a vivere. Si intrecciano le vicende dei protagonisti vecchi e nuovi e a tratti si fatica infatti a seguirne l’evolversi, un po’ come accade nella vita vera. Nel borgo viene organizzato un festival letterario, un impegno che comporta fatica e che incontra diversi ostacoli. Sarà un festival importante al quale parteciperà anche Rocco Rubino, autore emergente e conosciuto, affascinante ma con qualche ombra. E nell’ombra, nel frattempo, trama anche una donna venuta da fuori, che metterà in giro pettegolezzi e varie voci.

Mariolina cerca intanto lavoro partecipando ad un concorso come bibliotecaria comunale, mentre sua sorella Marietta, che è rimasta zitella, inizia una relazione con il sindaco Rondinella, suo amico di infanzia. Come nel precedente libro, non mancano le litigate furibonde (ma divertentissime) tra le due sorelle e i malintesi. Belinda, che ritroviamo a gestire la latteria, si innamora dello chef Francesco che torna dall’Inghilterra per aiutare sua madre nell’albergo di famiglia. E poi tanti pettegolezzi, malintesi, dialoghi divertenti.

I personaggi vengono dipinti abilmente dai dialoghi di Loredana Limone. La storia è semplice, ma al tempo stesso avvincente. Ci si affeziona ai personaggi e ai luoghi descritti, tanto che non si vede l’ora di sfogliare le pagine, i capitoli, per capire come si evolvono le vicende dei vari protagonisti. Ci si affeziona a loro, per l’appunto, talmente tanto che Loredana Limone ha già anticipato ai suoi fedeli lettori che ha già pronti altri due romanzi ambientati in questo luogo magico, perché, come lei stessa ha affermato, “In ognuno di noi c’è un Borgo Propizio, basta trovare la strada per raggiungerlo”.

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