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Libro scandalo su Trump: "Obama entrò ad Harvard solo perché è nero, Nelson Mandela ha rovinato il Sud Africa", svela il suo ex avvocato

L'ex avvocato personale di Donald Trump ha rivelato nel libro scandalo "Disloyal" alcune delle affermazioni shock dell'attuale presidente americano. "Gli ispanici ed i neri sono troppo stupidi per votare per me", disse Trump nel 2016.

Libri
Pubblicato il 6 settembre 2020, alle ore 14:09

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Libro scandalo su Trump: "Obama entrò ad Harvard solo perché è nero, Nelson Mandela ha rovinato il Sud Africa", svela il suo ex avvocato

L’ex avvocato personale di Donald Trump Michael Cohen sta per pubblicare un libro shock nel quale racconta per la prima volta molti esempi del suo comportamento razzista, dei commenti inqualificabili e dell’odio verso Barack Obama nutrito dall’ex star dei reality diventato Presidente.

Nel libro intitolato “Disloyal: La vera storia dell’ex avvocato personale del Presidente Donald J. Trump” arriverà nelle librerie americane martedì, nonostante l’autore sia attualmente in prigione federale per scontare una condanna di tre anni per evasione fiscale, per aver mentito al Congresso per favorire Trump e per violazioni fiscali nella campagna elettorale del 2016.

Nel libro Cohen rivela molte informazioni su quanto fatto e detto da Donald Trump durante la sua prima campagna presidenziale. Cohen, che era una delle persone più vicine a Trump e si occupava di nascondere al pubblico tutto quello che poteva danneggiare la sua immagine, definisce il Presidente “un baro, un bugiardo, una frode, un bullo, un razzista, un predatore, un truffatore“.

Durante la campagna, Trump sostenne che “le minoranze non sono la mia gente, non otterrò mai il voto degli ispanici perché, come i neri, sono troppo stupidi per votare per me“. L’ex avvocato ha anche scritto molto sul profondo odio di Trump nei confronti del suo predecessore Barak Obama, dicendo che il Presidente era arrivato ad assumere un attore che gli somigliava per girare un video in cui Trump offendeva il primo presidente di colore degli Stati Uniti e lo licenziava. Purché il video non sia mai stato reso disponibile al pubblico, nel libro è presente una foto delle riprese come prova della sua esistenza.

Oltre ad una campagna durata anni nella quale Trump ha cercato di screditare Obama diffondendo la falsa voce che non fosse nato negli Stati Uniti, cosa che non lo rendeva qualificato a diventare Presidente, Trump ha spesso affermato che l’unico motivo per cui Obama era riuscito ad entrare prima alla Columbia University e poi alla Harvard Law School era per la “fott***a affermative action“, una serie di politiche messe in atto in America per limitare le discriminazioni razziali basate sulla razza, sul credo, sul colore e sulla nazionalità.

Un odio nei confronti dei leader di colore che non si limita ad Obama, secondo quanto rilevato nel libro. “Dimmi un Paese dove governa un uomo nero che non sia una me*da. Sono tutti fott**i cessi,” avrebbe affermato Trump, offendendo anche l’ex Presidente del Sud Africa e Premio Nobel Nelson Mandela, una figura chiave nella fine dell’apartheid, una pratica che divideva i bianchi ed i neri nello stato Africano. “Non era un vero Leader, non il tipo che rispettava lui,“, scrive Cohen, dicendo che Trump avrebbe affermato che “Mandela ha fott**o l’intero Paese. Ora è un cesso. Fan**lo Mandela, non era un vero Leader.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Mi ricordo durante la campagna del 2016 una conferenza stampa in cui un giornalista disabile fece una domanda a Trump e lui gli fece il verso prendendolo in giro. Vedere un candidato alla presidenza prendere in giro una persona solo perché disabile davanti alle videocamere di tutto il mondo è stata una cosa raccapricciante: non mi stupisce più veramente niente su quanto viene affermato su di lui.

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