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Bologna

La fiera del libro d’arte indipendente di Bologna, per una domenica diversa

Il 2, 3 e 4 febbraio, nella cornice medievale di palazzo Re Enzo a Bologna, si è tenuta la sesta edizione di "Fruit Exhibition", la fiera dell'editoria indipendente. Ecco a voi un breve resoconto.

Libri
Pubblicato il 7 febbraio 2018, alle ore 22:34

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La fiera del libro d’arte indipendente di Bologna, per una domenica diversa

Per tutti gli amanti dei libri e dell’arte questo evento è stato una sorta di calamita. La locandina stessa, con quel rosa acceso tendente al fucsia e con un’immagine centrale raffigurante un groviglio di oggetti (che esprimono l’idea di un settore simile a una fucina in perenne attività, sempre pronta a sfornare qualcosa) non poteva non balzare all’occhio.

Lo scorso week-end è stato ricco di sorprese e novità che hanno riempito i tre piani del palazzo Re Enzo in piazza Nettuno. Non solo stand espositivi, ma anche tavole rotonde, mostre, workshop e concerti hanno animato l’evento, che per alcuni versi si è allontanato dal tema centrale, ovvero la stampa e l’editoria, andando a toccare tematiche più delicate: l’ondata migratoria dall’Africa all’Europa e l‘identità di genere.

Nonostante si tratti di un settore comunemente definito “di nicchia”, ho notato con piacere la presenza di molte persone durante la giornata di domenica: attenderò più dettagli sull’affluenza complessiva (non bisogna dimenticare che era possibile acquistare il biglietto per visitare l’evento nell’arco di tutto il fine settimana). 

Ad avermi colpito è stato prima di tutto la quantità di presenze internazionali: tra queste, Atelier Brume (Belgio), Daniel Gustav Cramer (Germania), Lars Muller Publishing (Svizzera), Lubok Verlag (Germania), RAUM Italic (Germania), Worst Seller Ediciones (Messico), Meller Publishers (Regno Unito), Faux Press (USA) e tanti altri. La presenza di molte realtà provenienti dalla Germania mi ha fatto pensare immediatamente all’ormai imminente evento della Leipziger Buchmesse (La fiera del libro di Lipsia, 15-18 marzo 2018), che per tradizione si dedica anche all’esposizione di libri d’artista. Che il numero così elevato di realtà editoriali tedesche dedite alla produzione di libri d’artista non sia un caso, ma un vero e proprio retaggio tradizionale? Chi può dire che nella patria di Gutenberg non ci si possa immergere in una forte tradizione legata alla stampa e alla tipografia in generale?

Anche le rappresentanze italiane hanno dato mostra di sé, con alcuni progetti molto interessanti: Edizioni Damocle da anni ormai incanta le calli veneziane con i suoi libriccini rilegati a mano, che ci rivelano poesie, opere inedite di autori italiani e stranieri, tradotti da più lingue, tra cui estone, russo, portoghese e persino hindi; Rapsodia, la rivista prodotto dell’associazione culturale Menti Colorate, che si occupa di contenuti artistici e letterari; Prott Edizioni, la casa editrice bolognese che in occasione del festival ha curato il catalogo della mostra “Noisy Trip” di Giovanni Catania, con un concept molto interessante, che porta il catalogo ad essere vicino più a un libretto contenente anche riflessioni poetiche, filosofiche, come nel tentativo di rompere sempre di più il divario tra arte e parola, arrivando a rendere inutile chiedersi dove inizi l’una e dove finisca l’altra; lo Studio Saòr, il progetto veneziano dedicato all’architettura illustrata e molti altri, di cui si può avere un elenco completo sulla pagina dell’evento. 

L’esposizione era l’occasione per confrontarsi e conoscere concretamente l’attività di quelle persone che costituiscono il misterioso settore dell’editoria indipendente, un modo che per alcuni aspetti fatica a reggersi in piedi, ma che allo stesso tempo è capace di donare lavori di altissima qualità, ma che per questa sua unicità è costretto a pagare un prezzo molto alto. Domenica, questa natura claudicante era ben nascosta: c’erano i colori, i suoni, le voci, l’entusiasmo di chi continua a fare ciò per cui è nato, da chi persiste lavorando con la serigrafia, le incisioni, ma anche di chi si avvicina a tecniche nuove, senza dimenticare di vedere nel libro un’unica, irripetibile opera d’arte.

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Cosa ne pensa l’autore
Elisa Moratello

Elisa Moratello - Per chi è interessato al mondo dell'editoria indipendente, questo è certamente stato un evento da non perdere. Ad un certo punto, però, mi è sembrato di notare una sorta di ripetitività nei materiali esposti: infatti si poteva contate più di una bancarella dedicata a prodotti grafici, che confinavano più con il commercio di gadget, che con l'idea di libro o della stampa d'arte. Credo che per le prossime edizioni sia necessario lavorare di più sulla qualità di chi partecipa, dando la priorità all'idea che ciascun progetto editoriale, grafico o artistico vuole comunicare.

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