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Inseguendo un’ombra: il nuovo romanzo di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri è uno scrittore, un regista di teatro, di televisione, radio e uno sceneggiatore. I premi che ha ottenuto sono: Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera, Premio Fregene Letteratura, Opera Complessiva 2013.

Libri
Pubblicato il 15 marzo 2014, alle ore 16:36

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Inseguendo un’ombra: il nuovo romanzo di Andrea Camilleri

Inseguendo un’ombra: il nuovo romanzo scritto da Andrea Camilleri, edito da Sellerio Editore.

Riferisce l’autore, Andrea Camilleri di essersi ritrovato in quest’accaduto, vale a dire di voler scrivere il suo nuovo libro, sfogliando per caso, nell’estate del 1980, la presentazione di Leonardo Sciascia all’elenco di un’esposizione di un suo compagno pittore.

Anche se racconta di tanti personaggi effettivamente esistitiquesta non è un’opera narrativa della storia, ma d’immaginazione. Si racconta delle vicende di Samuel Ben Nissim Abul Farag, di Guglielmo Raimondo Moncada e di Flavio Mitridate. Non sono tre individui ma un solo uomo. Il romanzo è ambientato a Caltabellotta, provincia di Agrigento, nel 1465.

Samuel Ben Nissim fa parte della società ebraica, ha quindici anni, una rotella di stoffa attaccata sulla camicia per evidenziare la diversità con i cristiani. È un ragazzo molto istruito, infatti, sa già diverse lingue. Il genitore Rabbi Nissim ha molte aspirazioni per il figlio che lo istruisce anche nella qabbalaq. La sorte destina contrariamente, le situazioni inducono il ragazzo a ottenere protezione in un convento di frati. In questo modo diviene un ebreo cambiato, sprezzato dalla collettività giudaica, e rifiutato dalla sua famiglia, Samuel così si chiude in convento. Istruito nella dottrina cattolica, conquista il nome di chi che lo prende a battesimo, il conte Guglielmo Raimondo Moncada, poi andò a Roma, diviene sacerdote e ampia è la sua reputazione di divulgatore.

Raggiunge il vertice della sua professione religiosa nel 1481 mentre il venerdì santo recita di fronte al papa Sisto IV l’omelia sulla Passione. Poi invece avviene qualche cosa: «caduto in grave errore», tali parole riportano i documenti, non ha più lo stato clericale e svanisce. Si rintraccia poi, con l’appellativo di Flavio Mitridate, il re del Pontocelebre per la padronanza delle lingue e anche per essere innocuo al veleno e insegna a Pico della Mirandola la cabala e le lingue orientali.

Tuttavia le cause dell’allontanamento, l’esigenza di modificare il nome e la sua identità, e l’episodio del delitto che si afferma che abbia fatto, la relazione confusa con Pico della Mirandola sono circondati in un riservato mistero. Pertanto nel modo in cui non si sa com’è stata la sua fine, non si è informati neanche del periodo e nemmeno le ragioni della morte.

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