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“Il passato è una bestia feroce” di Massimo Polidoro, in tutte le librerie

“Ero morto, non c’erano altre spiegazioni”, così inizia "Il passato è una bestia feroce", il nuovo lavoro di Massimo Polidoro, thriller imprevedibile, dall'ambientazione tutta italiana, ricco di colpi di scena

Libri
Pubblicato il 18 marzo 2015, alle ore 08:02

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“Il passato è una bestia feroce” di Massimo Polidoro, in tutte le librerie

Bruno Jordan è un bravissimo reporter, di oltre quarant’anni, della rivista Krimer. Le cose non vanno molto bene: il magazine non vende più come un tempo, ha un rapporto burrascoso con la nuova direttrice che non smette mai di stargli addosso, la sua ultima fidanzata l’ha piantato, ha superato i trenta da un bel pò, i soldi non sono mai sufficienti, tanto da non poter usare neanche le sigarette per un po’ di svago o sostegno.

Ma questo non è tutto, viene addirittura aggredito da un tizio inviato da alcuni uomini invischiati in loschi affari, infastiditi da alcune sue recenti inchieste. Poco tempo dopo, Bruno  riceve una misteriosa lettera firmata da Monica, a lui indirizzata ma mai recapitata dell’11 luglio 1982, una data che lui non potrebbe mai dimenticare.

Quel giorno, infatti, la nazionale di calcio italiana vinceva il suo terzo mondiale, e la sua quasi fidanzatina di terza media, Monica Ferreri appunto, scompariva. Non fu mai ritrovata, né viva né morta, tanto da essere dimenticata da tutti col passare degli anni. Da tutti, tranne che da lui.

Questa lettera incuriosisce tanto il giornalista, determinato più che mai a scoprire la verità sulla sorte capitata alla ragazza. Ecco quindi che avvia un’indagine personale, che lo condurrà nei luoghi della sua infanzia, e, aiutato dalla caparbia maresciallo Costanza Piras, riuscirà a scavare nel passato.

Ma il passato è una bestia feroce, come dice lo stesso titolo, che a volte, forse, sarebbe meglio non disseppellire. Il passato è capace di ogni cosa, è così crudele da arrivare ad ucciderti.

Il passato è una bestia feroce è il nuovo lavoro di Massimo Polidoro. Un romanzo dallo stile semplice e lineare. L’ambientazione italiana, con dei perfetti riferimenti agli anni ’80, e il ritmo incalzante riescono a intrigare il lettore, che continua a leggere con piacere, anche grazie all’ottima conclusione di ogni capitolo del libro.

Un thriller imprevedibile, ricco di colpi di scena. I personaggi principali sono ben delineati. Bruno Jordan, il protagonista, è l’eroe classico, ribelle e anche un po’ saccente, ma a tratti molto ironico.

Insomma un ottimo esordio nel mondo dei thriller, quello di Massimo Polidoro, che sceglie di aprire il libro, con una frase, che, fin da subito, riesce ad attirare l’attenzione del lettore: “Ero morto, non c’erano altre spiegazioni.”

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