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"Fratelli tutti", l’enciclica di Papa Francesco sulla fraternità e l’amicizia sociale

Da domani 12 ottobre nelle librerie e online sarà disponibile l'ultima enciclica di papa Francesco, il cui titolo "Fratelli tutti" prende spunto dal Santo di Assisi.

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Pubblicato il 11 ottobre 2020, alle ore 16:12

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"Fratelli tutti", l’enciclica di Papa Francesco sulla fraternità e l’amicizia sociale

Parole semplici ma dal “sapore evangelico“, “Fratelli tutti“, san Francesco le rivolgeva ai fratelli e alle sorelle, indicando così un cuore più grande di ciò che lo sguardo vede. Francesco, ricorda Papa Bergoglio nell’introduzione, è lo stesso Santo che ha ispirato l’enciclica: Laudato Si’, uscita nel 2015.

Nell’introduzione a “Fratelli tutti“, papa Francesco ricorda il viaggio di San Francesco in Egitto per incontrare Sultano Malik-al-Kamil e chiedere la pace ponendo fine alle crociate. “La fedeltà al suo Signore – scrive Bergoglio – era proporzionale al suo amore per i fratelli e le sorelle” e tutti, al di là dei pericoli e delle fatiche, voleva abbracciare.

“Fratelli tutti”

Fraternità e amicizia sociale sono sempre state tra le priorità di Papa Bergoglio e l’enciclica “Fratelli tutti“, strutturata in otto capitoli, non vuole dare delle indicazioni dottrinali, ma soffermarsi sulla dimensione universale dell’amore. La pandemia “ha messo in luce le nostre false sicurezze“, il bisogno e la fatica di collaborare, scrive il Papa.

Nel primo capitolo, “Le ombre di un mondo chiuso“, papa Francesco analizza con lucidità la situazione attuale. I sottotitoli sono capaci di dire ciò che l’uomo desidera, ma che non ha ancora raggiunto. Papa Francesco parla di sogni che si frantumano citando l’Europa Unita e il voler aprirsi al mondo dell’economia e della finanza. Parla della fine della coscienza storica e del non tenere conto di tutti nei grandi progetti, il cui sottotitolo finisce col parlare, ancora una volta, della cultura dello scarto. Parla di conflitti, di paure, di pandemie. Insiste a più riprese sulla dignità umana. Parla di “illusione della comunicazione” e dell’ “informazione senza saggezza“. Termina il lungo capitolo parlando di “speranza“.

Il secondo capitolo è dedicato alla parabola del Buon samaritano. Papa Francesco analizza i personaggi collocandoli nella storia e nella tradizione, quindi rilegge la parabola facendo notare che “La storia che si ripete“. Il terzo capitolo, “Pensare e generare un mondo aperto“, il Papa offre degli spunti per dirigere le scelte verso “il valore unico dell’amore“, capace di integrazione, per un futuro che non sia “monocromatico“, ma di “Libertà, uguaglianza e fraternità” che nascono dalla solidarietà, dai diritti di tutti i popoli.

Nel quarto capitolo, “Un cuore aperto al mondo intero“, papa Francesco parla della bellezza che avviene nello scambio reciproco di ciò che si è e si ha. Tra fratelli e sorelle non ci può essere il limite delle frontiere! Il tema di una Politica migliore, libera da populismi e liberalismi è trattato nel quinto capitolo. La politica sana non si sottomette all’economia, ma opera per la carità sociale e preferendo gli ultimi, non teme i sacrifici che ne conseguono. La politica non è fredda, distaccata, ma può essere uno “spazio per amare con tenerezza“.

Nel sesto capitolo, “Dialogo e amicizia sociale“, Papa Francesco parla del bello che c’è nell’altro e del bene a cui porta il dialogo e il confronto con il diverso. In questo stesso capitolo parla di gentilezza, sottolineando ancora una volta che “permesso“, “scusa“, “grazie” sono ormai parole rare ma “il miracolo di una persona gentile” esiste ancora! Il “ricominciare dalla verità“, l’essere “artigiani di pace” sono le indicazioni del Papa nel settimo capitolo, “Percorsi di un nuovo incontro“, senza negare la necessità del perdono, perchè l’incontro avvenga in serenità.

L’ultimo capitolo, l’ottavo, “Le religioni al servizio della fraternità nel mondo” papa Francesco ricorda che tutte le religioni sono chiamate a dare il loro apporto per costruire la fraternità. L’enciclica si chiude con gli appelliIn nome di…” che chiariscono quanto la “fraternità e l’amicizia sociale” sia un bene che coinvolge tutti.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Credo che leggerò con calma tutta l'enciclica perché è davvero intensa, coinvolgente e interessante. Una lettura veloce può far perdere sfumature da considerare per la propria vita. Secondo me c'è spazio per tutti, al di là del ruolo che svolgiamo all'interno della società.

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