Sarà disponibile in tutte librerie a partire dal prossimo 26 marzo, “FINAL CUT. L’amore non Resiste”, edito da Fandango, il nuovissimo lavoro letterario di Vins Gallico, il giovane scrittore calabrese, autore di Portami rispetto.
Il romanzo, una commedia brillante che parla di ordine e confusione, è il ritratto della contemporaneità, e racconta in modo incisivo e modernissimo la nostra epoca. Un’epoca nella quale “La gente è disposta a pagare per l’assenza di coraggio, è disposta a pagare se può evitare il dolore, è disposta a pagare pur di non guardare in faccia il fallimento”.
Perché, diciamoci la verità, chiudere per sempre con un amore finito non è la più facile delle situazioni e per affrontare i fallimenti sentimentali ci vuole molto coraggio, nonché una buona dose di senso pratico. Perché liberarsi degli oggetti di un ex è complicato e, a volte, molto doloroso. Ed è proprio qui che entra in scena la FINAL CUT, da cui il romanzo trae il suo titolo.
Il romanzo racconta, infatti, la storia di un ragazzo che apre una ditta di traslochi, la Final Cut. Fino a qui niente di strano, anche se bisogna specificare che questa ditta di traslochi è un po’ bizzarra, visto che è specializzata proprio nel prelevare oggetti lasciati in giro dagli ex, per mettere fine a dei rapporti ormai in crisi da tempo.
“Perché non gliela porti tu la sua me**a?” chiede al protagonista il cugino Ludovico, una sera che aveva alzato il gomito dopo aver rotto con Claudia. E lui: “Neanche se mi paghi”. Poi ci ripensa: “Magari se mi paghi…”. Si accordano su 250 euro, per “quattro colli mediamente leggeri di ridotte dimensioni”; l’altro confessa che ne avrebbe sborsati anche duemila.
Un trasloco, quindi, che è anche un taglio netto (FINAL CUT appunto), senza il quale non si può né fare spazio, né ricominciare. Il listino della Final Cut prevede vari tipi di servizi: da quello base che prevede il semplice trasporto, recupero o eliminazione degli oggetti, a quelli più avanzati che prevedono anche la comunicazione all’altro dei motivi dell’addio. E, sborsando solo seicento euro, anche chi è stato lasciato avrà il diritto di replica. E anche se le politiche dell’azienda sono molto rigide questa si troverà spesso ad infrangerle.