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Carabinieri Kaputt!, il libro di Piccirilli sui carabinieri dell’Arma finiti nei lager

"Carabinieri Kaputt!" di Maurizio Piccirilli è un racconto tragico e doloroso degli anni del terrorismo nazionale, della deportazione degli ebrei romani e delle storie dei sopravvissuti a quel terribile episodio della storia italiana.

Libri
Pubblicato il 6 agosto 2019, alle ore 15:42

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Carabinieri Kaputt!, il libro di Piccirilli sui carabinieri dell’Arma finiti nei lager

Sono stati deportati, ridotti a non avere nulla da mangiare e privati della loro dignità. La storia di circa 2000 carabinieri che lavoravano a Roma e che sono giunti nei lager diventa la trama di un libro scritto da Maurizio Piccirilli per le edizioni All Around dal titolo “Carabinieri Kaputt!”. Lo scrittore e fotografo racconta i momenti terribili che hanno caratterizzato gli eventi che hanno avuto luogo il 7 ottobre 1943.

Si tratta di una tragedia di proporzioni immani che ha colpito l’Europa durante il combattimento della Seconda Guerra Mondiale. Molti dei militari, protagonisti e vittime in quel periodo, sono morti a causa degli stenti e delle malattie. Una settimana prima della deportazione degli ebrei da Roma, l’allora Ministro della Difesa di Salò – Rodolfo Graziani – decise che i carabinieri avrebbero dovuto rimanere confinati in caserma consegnando le armi.

Nel libro, Piccirilli punta il dito sul telegramma che la Gestapo inviò a Kesseling, il quale voleva che i carabinieri fossero eliminati per poi proseguire con la deportazione degli ebrei di Roma. Un racconto che diventa nero su bianco grazie ai materiali inediti di alcuni dei sopravvissuti di quel periodo che hanno deciso di raccontare quanto successo e portarlo alla luce. I racconti, le lettere dei sopravvissuti diventano l’abisso e il centro della follia dell’umanità.

Oltre alla prigionia dei carabinieri giunti nei lager che hanno posto fine alle loro vite, “Carabinieri Kaputt!” racconta anche le storie di coloro che, fortunatamente, sono riusciti a sfuggire alla cattura e che sono diventati, insieme alle loro compagne, il simbolo della lotta alla resistenza romana e che meritano di essere raccontati.

Con questo libro, lo scrittore si addentra per la prima volta nei meandri della storia. Uno scrittore noto per aver pubblicato storie come Le quaglie di Osama (2006), Shahid (2010), Il volto nascosto di Osama (2011), Ferita Afgana (2013) e l’ebook Cuccioli del jihad. Per chi non lo conoscesse, Piccirilli è un fotoreporter che si è occupato spesso di terrorismo e criminalità. Per il suo lavoro, ha vinto anche numerosi premi, tra cui World press photo e il Premio Baia Chia per la fotografia.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Che storia incredibile e molto difficile. Mi fa piacere che un libro la racconti e ne dia testimonianza in modo da non dimenticare e ricordare il nostro passato. Grazie a Piccirilli che gli ha dato vita e ai sopravvissuti che hanno attinto dal loro dolore per trarne qualcosa di positivo e per far conoscere la loro storia a più persone possibili.

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