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Braccialetti Rossi: un inno alla vita tra libro e fiction

Braccialetti Rossi è il libro di Albert Espinosa da cui è tratta la fiction di Rai1 di grande successo e racconta la storia di sei ragazzi uniti dalla malattia. Un inno alla vita e una lezione dal cancro

Libri
Pubblicato il 8 aprile 2014, alle ore 10:38

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Braccialetti Rossi: un inno alla vita tra libro e fiction

Braccialetti Rossi è una fiction televisiva che ha rilevato i migliori ascolti degli ultimi anni e che ha raccolto consensi anche dai critici più pignoli. Racconta la storia di sei ragazzi (Leo, Vale, Cris, Davide, Toni e Rocco) ricoverati in ospedale per vari motivi che stringono fra loro una straordinaria amicizia. Il simbolo di questa amicizia sarà il braccialetto rosso identificativo che i ragazzi avevano ricevuto in occasione di un intervento chirurgico. La storia è raccontata da Rocco, un ragazzo in coma per un impatto con l’acqua di una piscina dopo un tuffo e il protagonista è Leo, un ragazzo affetto da un tumore ad una gamba che gli viene amputata.

La fiction è tratta dal libro di Albert Espinosa, scrittore, regista e sceneggiatore spagnolo che ha vissuto in prima persona il dramma dell’osteosarcoma che gli è costato l’amputazione della gamba a soli 14 anni e che poi l’ha portato a circa dieci anni di malattia causandogli anche la perdita di un polmone e di parte del fegato. Questa esperienza lo ha fatto diventare un uomo diverso da tutti gli altri. Invece di chiudersi in se stesso e cadere nella spirale della depressione, Albert si rialza sulle ali dell’ironia e della voglia di vivere e diventa maestro di se stesso: l’episodio della festa di addio alla gamba così ben delineato nella fiction è stato vissuto da lui stesso come la liberazione della paura di morire e caratterizza il suo modo di affrontare la malattia che è un inno alla vita.

Il libro non racconta la storia di sei ragazzi, ma descrive le scoperte che il cancro ha fatto fare ad Albert e poi “il mondo giallo”, una vera e propria filosofia di vita per l’autore. Le ventitré scoperte descritte da Espinosa sono da lui definite “Lezioni del cancro applicate alla vita” e già questo sottotitolo racconta un mondo interiore che molti dovrebbero riscoprire. “Le perdite sono positive”, “La parola dolore non esiste”, “I sette consigli per essere felici”, “Trova quello che ti piace guardare e guardalo”, sono solo alcuni dei titoli dei capitoli che le descrivono e dicono tutto sul loro contenuto.

Un’altra sezione del libro parla invece del “mondo giallo” e “dei gialli” in particolare; qui si scopre tutto un contorno fatto di persone, ma anche di un modo di vedere la solidarietà, la disponibilità a dare senza chiedere nulla in cambio e la straordinaria capacità di lasciare andare le persone importanti della nostra vita perché un giallo è “una persona che lascia il segno nella nostra esistenza e non ha bisogno di tempo né di cure”.

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