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Bambini e social: consigli per una comunicazione non ostile

Lo dice il titolo: "Parole appuntite, parole piumate"; ci sono parole che fanno male e parole che fanno bene nel mondo dei social. Nel Manifesto della comunicazione non ostile si leggono 10 consigli per navigare sereni e sicuri.

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Pubblicato il 30 novembre 2018, alle ore 19:48

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Bambini e social: consigli per una comunicazione non ostile

Molti si interrogano sul fatto che anche i più piccoli usino i dispositivi digitali. Qualcuno li guarda sorridendo, qualche altro meravigliato o indispettito, tutti ci siamo chiesti se questi strumenti stanno bene in mano ai più piccoli. Oggi ci ritroviamo arresi di fronte a questa realtà o forse più benevoli, visto che anche noi adulti siamo immersi nel digitale e costantemente connessi con il mondo intero attraverso i social.

Il Centro per la Salute del Bambino onlus e l’Associazione Culturale Pediatri in Italia quest’anno hanno fatto una ricerca alquanto sorprendente: presa come età di riferimento i bambini dai 3 ai 5 anni, almeno 8 su 10 sanno usare il dispositivo dei genitori. Molti genitori non solo glielo permettono, ma mettono in mano al figlio lo smartphone per distrarlo o calmarlo già durante i primi dodici mesi di vita, in una percentuale del 30% e dai 12 ai 24 mesi in una percentuale del 70%. Ci sono applicazioni che, se usate con i genitori accanto, hanno un impatto positivo sull’apprendimento del figlio.

Un libro guida: “Parole appuntite, parole piumate

Di fronte a questo scenario l’Associazione Parole O_Stili ha osato uscire con una pubblicazione dal titolo “Parole appuntite, parole piumate“, rivolta ai bambini dai 3 ai 7 anni per aiutarli ad un uso corretto del digitale. Si tratta del Manifesto della comunicazione non ostile, che verrà presentato oggi, venerdì 30 novembre, a Bari, giorno dedicato alla scuola con l’evento “Parole a Scuola, organizzato dall’Università Cattolica e dall’Istituto Giuseppe Toniolo, con la collaborazione del MIUR e del Corecom Puglia.

Il Manifesto, scritto da Anna Sarfatti e illustrato da Nicoletta Costa, è stato ideato da Giulio Coniglio ed uscirà in forma di libretto delle edizioni Franco Cosimo Panini Editore e, da oggi, si potrà acquistare anche online. Sono 10 i concetti che compongono il Manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni. Ecco un breve riassunto:

  1. Il mondo virtuale è un posto diverso, ma è vero, non è un gioco. Come nella vita reale, anche in rete si possono incontrare buoni e cattivi: per questo motivo bisogna stare attenti!
  2. In rete è bene essere gentili: anche se non la vediamo, ogni foto nasconde una persona e se la tratti male, sarà triste o penserà che tu sei cattivo.
  3. Prima di parlare pensa a cosa vuoi dire. Non affrettarti a manifestare il tuo pensiero e se le parole non ti vengono conta fino a 10.
  4. Prima di parlare ascolta che cosa l’altro ti vuole dire. Non voler avere sempre ragione. Ascoltare e capire i pensieri degli altri fa nascere nuove amicizie.
  5. Le parole creano un ponte tra le persone. Alcune fanno ridere e fanno stare bene, somigliano a coccole e ad abbracci.
  6. Le parole buone creano amici, quelle cattive invece graffiano, fanno male e rompono l’amicizia.
  7. La rete si può paragonare a un bosco in cui si possono incontrare dei pericoli, per questo è meglio inoltrarsi con un adulto accanto. E comunque il nome, l’età, l’indirizzo è meglio non darlo mai a nessuno.
  8. Le idee degli altri possono essere diverse dalle nostre, ma la persona si deve rispettare.
  9. Le offese non divertono e rendono tristi e arrabbiati.
  10. Il silenzio a volte è migliore dell’uso di parole vuote, dice di più. Verrà il momento giusto per esprimere il proprio pensiero.
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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che un libretto così, letto e messo in pratica, crei la giusta mentalità nel piccolo che un domani sarà solo a dover affrontare il fitto bosco di Internet. Mi pare ci sia equilibrio tra parole appuntite e parole piumate. Il web non è tutto buono o tutto cattivo, ci si deve muovere con discrezione e prudenza.

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