Iscriviti

Tanti buoni motivi per scegliere un microamp in classe D

Da qualche anno si trovano amplificatori minuscoli, grandi come i tradizionali pedali, e che funzionano con un trasformatore. Sono i classe D, che la fanno da padrone sul mercato e si stanno ricavando un ruolo di prima importanza negli acquisti dei musicisti.

Hi-Tech
Pubblicato il 21 maggio 2019, alle ore 20:05

Mi piace
6
0
Tanti buoni motivi per scegliere un microamp in classe D

I classe D sono ormai giunti da qualche anno alla maturità. Non sono amplificatori di tipo tradizionale, non c’è un vero segnale che viene amplificato in maniera diretta, perché nel mezzo c’è una conversione digitale che lo trasforma per rendere possibile il meccanismo.

Se negli amplificatori “tradizionali” in qualsiasi punto si vada a prelevare il segnale, si troverà sempre più o meno la stessa forma d’onda, magari più grande o più piccola rispetto a quella di ingresso, nei classe D questa viene convertita con un sistema digitale che la rende molto simile a quella di un inverter. Dopo il convertitore A/D, troveremmo solo delle onde quadre molto irregolari per quanto riguarda la durata del livello alto e di quello basso.

La gestione della potenza

Grazie alla conversione che si usa per pilotare on/off transistor MOSFET anche molto potenti, non si ha più il limite imposto dalla distorsione e, in uscita, si ottiene una gigantesca versione dell’onda squadrata di ingresso. Con un meccanismo elementare, basato su comuni bobine in miniatura, però, con un po’ di matematica l’onda torna ad essere proporzionale al segnale di ingresso.

La qualità

La qualità è sorprendente e, per i modelli recenti, si parla già di qualche anno, priva di artefatti e strani rumori in alta frequenza. Con un amplificatore che pesa più o meno un etto, si possono avere 40W di potenza. Si tratta di un oggetto che sta nella custodia della chitarra, ed addirittura a volte il cavo è più pesante dell’amplificatore stesso! La qualità è perfetta e, con un buon preamp, si può tranquillamente smettere di trascinarci dietro ingombranti valvolari da 25 kg!

Costi ed affidabilità

I finali in classe D costano da un centinaio di euro in su, se sono di qualità e durano parecchio se non li maltrattiamo. Allo stesso prezzo di un ingombrante, pesante e problematico amplificatore a testata, possiamo comprare un microamp ed uno di riserva, e ci avanzano i soldi per una valigetta carina dove tenerli!

Diffusione

Per i live, specie in ambienti piccoli, come bar e pub, un micoramp è l’ideale, e molti professionisti scelgono questa via, con una cassa con cono al neodimio che pesa meno della metà di una tradizionale. Se siete musicisti che suonano spesso in giro, capirete bene che spostarsi con un’apparecchiatura così leggera è un grosso vantaggio e che ne vale la pena. 

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Marco Barsanti

Marco Barsanti - Io non sono un grande estimatore dei classe D negli ambiti amatoriali, perché spesso chi suona lo fa in studio e non ha il problema del peso della sua roba, ma preferisce il godimento feticista del valvolare (come faccio io). Per i professionisti, che devono fare avanti e indietro con l'amplificatore per le serate, a meno che non gli occorrano suoni irripetibili, conviene e non poco. Se manca il volume, basta microfonare. Molti locali hanno già delle casse a disposizione. Unica grossa pecca di questi amplificatori è che si rompono: nel caso, basta prenderli e tirarli nel cestino, o rivendere lo chassis come oggetto per progetti!

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!