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Ricerca giapponese: in futuro l’intelligenza artificiale saprà leggere nel pensiero

I ricercatori giapponesi non hanno dubbi: un giorno non molto lontano, l’intelligenza artificiale sarà capace di leggerci nel pensiero. Loro stessi lo hanno dimostrato sviluppando un primitivo sistema che legge le onde cerebrali umane.

Hi-Tech
Pubblicato il 7 febbraio 2018, alle ore 14:14

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Ricerca giapponese: in futuro l’intelligenza artificiale saprà leggere nel pensiero

Quella che l’umanità sta assistendo negli ultimi anni, è una vera e propria rivoluzione tecnologica. Chiunque è ormai conscio che, in un futuro non molto remoto, ai robot saranno demandati gran parte dei lavori oggi svolti dall’uomo. A quel punto quello che fino a poco tempo fa era fantascienza, improvvisamente potrebbe diventare la realtà di ogni giorno.

Un simile scenario solleva non poche preoccupazioni. Qualcuno potrebbe menzionare i libri di Isaac Asimov, racconti dove i robot si ribellavano all’uomo, sovvertendo le fino ad allora presenti gerarchie. Se qualche decennio fa tutto ciò appariva come il frutto di una fervida immaginazione, tra non molto potrebbe anche avverarsi. Per realizzare questo scenario, i robot potrebbero essere equipaggiati con un’arma in più: grazie all’intelligenza artificiale saranno infatti in grado di leggere nella mente delle persone.

A sostenerlo è un’équipe di scienziati dell’Università di Kyoto. Convinti di tutto ciò, hanno anche creato un sistema in grado di poter leggere nella mente basandosi sulle onde cerebrali umane. Lo studio è partito mostrando delle immagini ai sistemi di intelligenza artificiale. Ciascuna immagine è stata poi abbinata a dei segnali neuronali di alcuni volontari a cui era stato chiesto di guardare e ricordare le medesime.

Come secondo step è stato chiesto all’intelligenza artificiale di indovinare cosa stesse pensando in un secondo momento il volontario. Attingendo dalla sua banca dati, il sistema è stato in grado di riconoscere simboli, forme, colori ed immagini, come quelle di un gufo o un aeroplano.

La tecnologia è al momento in uno stato primordiale, ma dimostra che investendoci tempo e denaro potrà un giorno essere molto più efficiente di oggi. A quel punto, l’intelligenza artificiale potrà essere impiegata ad esempio per comunicare con chi è affetto da gravi forme di disabilità. Ma, inevitabilmente, tutto ciò solleverà un ampio discorso etico, in quanto invenzione capace di rivoluzionare il modo di vivere delle persone.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - L’uomo ha sempre sognato di poter leggere nella mente delle altre persone; quante cose si sarebbero potute scoprire se tutto ciò fosse stato possibile. A quanto pare però, in un futuro non molto lontano, saremo in grado di poter scoprire cosa sta pensando ciascuno di noi. Per l’intelligenza artificiale saremo come dei libri aperti: non avremo più segreti. A quel punto, una simile tecnologia potrà essere utilizzata non solo in ospedale, ma anche ad esempio in un’aula di tribunale.

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