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Primo passo verso l’addio ai CD: chiude l’ultima fabbrica negli USA

I CD rischiano progressivamente di scomparire dalle nostre mani, sempre più orientati verso la digitalizzazione dei contenuti via Internet: infatti chiude l'ultima fabbrica di compact disc, almeno negli Stati Uniti.

Hi-Tech
Pubblicato il 23 febbraio 2018, alle ore 01:10

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Primo passo verso l’addio ai CD: chiude l’ultima fabbrica negli USA

I CD hanno già lasciato il passo ai loro attuali e futuri dominatori in quanto a memorizzazione delle informazioni e diffusione della musica, campi nei quali hanno dominato dagli anni ’90 fino al 2010 circa: oggi comanda la digitalizzazione, la diffusione e la registrazione dei propri dati attraverso Internet ed i grandi mezzi di memorizzazione.

La notizia non è tutta qui in quanto, a confermare questa tendenza, negli Stati Uniti ha chiuso l’ultima fabbrica che produceva compact disc, l’impianto di Terre Haut, nello stato dell’Indiana, di proprietà della Sony: la mano passa infatti ad altre aziende extra statunitensi, la Technicolor e la tedesca Bertelsmann, che continueranno a produrre i CD fuori dal territorio della bandiera a stelle e strisce.

Abbandoneranno l’impianto di Terre Haut 375 dipendenti, mentre ne rimarranno 300 che continueranno a lavorare per conto della Sony per la produzione di DVD Blue Ray per la piattaforma di gioco Playstation, e per la realizzazione di Mini Disc utilizzati per gli impianti di proiezione di immagini e filmati.

I CD, dalla metà degli anni Ottanta, hanno progressivamente conquistato il mercato che era di competenza dei vinili e delle musicassette per la riproduzione della musica: successivamente, sono stati sempre più utilizzati in campo informatico. Oggi, si sta concretizzando il passo inverso, ed il compact disc sta venendo sostituito dal web per la memorizzazione e per la vendita dei brani musicali.

Gli appassionati dei CD, dei loro riflessi cromatici e delle loro custodie, possono però stare tranquilli, almeno per il momento. In Europa, Sud America ed in Oriente, ci sono decine e decine di impianti industriali che continuano a produrre i compact disc: dovrà passare ancora molto tempo, quindi, prima dell’estinzione del disco dal riflesso dell’iride. Oltretutto, va tenuto conto che i vinili sono tornati e conoscono una seconda giovinezza: lo stesso scenario si potrebbe configurare tra vent’anni anche per i compact disc.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Avere un compact disc nella sua classica custodia per possedere soprattutto un album musicale, secondo me, non ha prezzo rispetto ad avere una inconsistente, seppur comoda, copia digitale. I CD non saranno più prodotti negli Stati Uniti, mentre nel resto del mondo ci sono molti impianti che ancora li producono. Regalare un cd musicale come presente dà molta più soddisfazione che dare la copia via Internet (fate voi la differenza). C'è anche da considerare l'attuale ritorno del vinile: quindi, tra venti o trent'anni, voi tutti, appassionati del compact disc, state tranquilli, perché questi magici supporti saranno ancora con noi.

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