Il 2026 si apre con aggiornamenti e nuovi dispositivi per il mondo tech. Le automazioni domestiche diventano più intelligenti, la creatività in mobilità riceve strumenti avanzati e la realtà aumentata entra in nuove forme d’uso. Google migliora Home con supporto ai robot aspirapolvere e ottimizzazioni per Pixel e Pixel 10a. Apple porta Pixelmator Pro su iPad e lancia Creator Studio, un abbonamento che unifica strumenti creativi, mentre la beta di iOS 26.3 prepara il trasferimento dati verso Android e la crittografia RCS. Samsung certifica il Galaxy S26 Ultra con ricarica rapida e doppia SIM, aggiorna il Flip 8 e annuncia Galaxy Glasses, occhiali smart AR/AI in arrivo. L’obiettivo comune delle tre aziende resta ottimizzare l’integrazione tra hardware, software e servizi per un’esperienza utente sempre più completa.
Mondo Google
Google Home: automazioni più intelligenti e compatibilità con i robot aspirapolvere
L’ultima versione dell’app Google Home, disponibile su Android e iOS, porta un significativo miglioramento delle automazioni domestiche, introducendo nuovi trigger, condizioni avanzate e azioni aggiuntive. Tra le novità più attese spicca il supporto ai robot aspirapolvere, che possono ora essere avviati, messi in pausa o rimandati alla base all’interno di routine personalizzate. Le automazioni possono ora reagire a eventi concreti come lo stato di riproduzione di TV e speaker, la luminosità delle lampadine o il funzionamento di elettrodomestici intelligenti, rendendo le routine più realistiche e pratiche. L’aggiornamento, versione 4.6.55.1, rappresenta un passo avanti verso una gestione più flessibile della casa connessa, pur mantenendo alcune limitazioni sui dispositivi supportati e sulle funzioni avanzate per elettrodomestici selezionati.
Google Pixel, aggiornamento gennaio 2026: fix per display, batteria e GPU
Google ha avviato il rilascio dell’aggiornamento di gennaio 2026 per i dispositivi Pixel compatibili, concentrandosi su correzioni e ottimizzazioni piuttosto che su nuove funzioni. L’update interviene su problemi di display e grafica, risolvendo lo sfarfallio dell’Always On Display e le linee lampeggianti nelle foto HDR su app come Adobe Lightroom, mentre migliora le prestazioni GPU, in particolare per i modelli Pixel 10. Tra le altre correzioni, l’aggiornamento sistema anomalie legate al consumo anomalo della batteria, toni di chiamata disturbati durante Webex, blocchi del touchscreen e malfunzionamenti nell’app “Sfondo e stile” dopo la rimozione di Live Universe. La patch, disponibile via OTA o tramite factory image dal sito Google, mantiene l’esperienza utente stabile e prepara il terreno per le novità più consistenti previste nel Feature Drop di marzo 2026.
Google Pixel 10a cambia poco e punta sulla continuità del design
Le nuove immagini del Google Pixel 10a confermano una strategia ormai evidente: il prossimo medio di gamma di Big G sarà quasi indistinguibile dal Pixel 9a. I render più recenti mostrano uno smartphone che riprende fedelmente linee e proporzioni del modello precedente, a partire dal retro piatto con doppia fotocamera e cornici piuttosto pronunciate, fino al foro centrale nel display per la fotocamera anteriore. Anche la colorazione nera, con ogni probabilità ancora chiamata Obsidian, rafforza l’idea di una continuità estetica che Google ha già dichiarato di voler mantenere per più generazioni. L’isola fotografica cambia solo marginalmente, risultando leggermente più spessa, ma senza introdurre elementi davvero riconoscibili a colpo d’occhio. Sul fronte delle caratteristiche tecniche, le anticipazioni parlano di un display da 6,3 pollici a 120 Hz con gestione dinamica fino a 60 Hz, 8 GB di memoria RAM, storage da 128 GB con possibile variante da 256 GB e una batteria da 5.100 mAh con ricarica fino a 23 W. Il cuore del dispositivo dovrebbe essere un Tensor G4 rivisto, pensato per differenziarsi leggermente da quello dei Pixel 10 di fascia superiore. Nel complesso, il Pixel 10a sembra voler puntare più sull’affinamento che sulla rottura col passato, rivolgendosi a chi apprezza l’esperienza Pixel pura e un design ormai riconoscibile, senza aspettarsi cambiamenti radicali.
Mondo Apple
Pixelmator Pro arriva su iPad: strumenti professionali in mobilità
Apple porta Pixelmator Pro su iPad, rendendo il tablet uno strumento creativo completo per illustratori e designer. La versione iPadOS, sviluppata da zero, sfrutta i chip Apple silicon e l’Apple Pencil, offrendo editing avanzato di immagini, livelli, forme, testo e video, con funzioni intelligenti come Super Resolution, Deband e Auto Crop. L’interfaccia touch e le maschere avanzate rendono il lavoro rapido e preciso, mentre il flusso continuo tra iPad e Mac garantisce la massima produttività. Ancora incerta la modalità di distribuzione, tra acquisto singolo e abbonamento Apple Creator Studio, ma la novità segna un passo importante per il pubblico creativo mobile.
Apple Creator Studio debutta: un solo abbonamento per l’ecosistema creativo di Cupertino
Con Apple Creator Studio, la casa di Cupertino compie un passo deciso verso il modello “all-in-one” anche nel software creativo, proponendo un abbonamento unico che riunisce strumenti professionali per video, musica, grafica e produttività visiva su Mac, iPad e iPhone. La nuova formula mette insieme applicazioni di riferimento come Final Cut Pro, Logic Pro e Pixelmator Pro, affiancandole a Motion, Compressor, MainStage e a funzioni avanzate per Keynote, Pages, Numbers e Freeform, con l’obiettivo di rendere più accessibili flussi di lavoro tipici degli studi professionali a creator, studenti e piccoli team. Apple punta forte sull’integrazione profonda tra hardware, software e funzioni intelligenti on-device, valorizzando i chip proprietari e ribadendo l’attenzione alla privacy, mentre il prezzo mensile competitivo e le opzioni education rafforzano la strategia Services che continua a crescere nel peso complessivo del business. Creator Studio non stravolge il panorama creativo, ma consolida l’idea di un ecosistema chiuso, coerente e sempre più orientato all’accesso continuo piuttosto che alla proprietà delle singole app.
Apple registra meno brevetti nel 2025, ma il trend negativo colpisce l’intero mercato
Il 2025 ha segnato un calo significativo nella registrazione dei brevetti statunitensi per Apple, scesa a 2.722 concessioni rispetto alle 3.082 dell’anno precedente, con un decremento del 12% che l’ha portata al sesto posto nella classifica dei maggiori assegnatari. Il fenomeno non riguarda solo Cupertino: il numero totale di brevetti negli Stati Uniti è diminuito leggermente, mentre le domande di registrazione hanno subito un calo più marcato, il più basso dal 2019, a causa anche di un arretrato consistente presso l’Ufficio Brevetti. Al contrario, alcune aziende asiatiche come Samsung e TSMC hanno mantenuto o incrementato il loro volume, consolidando il dominio in settori strategici e sottolineando come la flessione americana sia un fenomeno generalizzato più che un problema isolato per Apple.
Apple rilascia la seconda beta di iOS 26.3: trasferimento ad Android e novità minori
Apple ha rilasciato la seconda beta di iOS 26.3, insieme agli aggiornamenti per iPadOS, macOS Tahoe, watchOS, tvOS e visionOS, in vista del rilascio pubblico previsto entro fine gennaio 2026. La novità principale è lo strumento di trasferimento dati da iPhone ad Android, che consente di migrare foto, messaggi, note, app e password in modalità wireless durante la configurazione del nuovo dispositivo. La seconda beta developer di iOS 26.3 non introduce novità visibili all’utente, ma nasconde un importante sviluppo per la sicurezza: riferimenti alla crittografia end-to-end per i messaggi RCS. L’analisi del codice rivela nuove impostazioni nei carrier bundle che potrebbero permettere agli operatori di abilitare la cifratura, almeno per alcuni provider francesi come Bouygues, Orange, SFR e Free. Lo standard GSMA per RCS richiede che i contenuti degli utenti siano protetti per impostazione predefinita, e l’inserimento di queste stringhe nel sistema suggerisce che Apple sta predisponendo l’infrastruttura necessaria per supportare la funzione, anche se non è ancora confermato che sarà disponibile al rilascio finale di iOS 26.3. Nell’UE debutta anche l’inoltro notifiche per dispositivi indossabili di terze parti e arriva una nuova sezione di sfondi Meteo con tre preset preimpostati. Altri aggiornamenti includono la ripristinata visualizzazione “mosaico” nella libreria Foto e la conferma dello sfondo Black Unity 2026 per il Black History Month. Le versioni beta di macOS, watchOS, tvOS e visionOS si concentrano su stabilità e ottimizzazione. La beta conferma quindi un aggiornamento minore, mirato a migliorare interoperabilità, sicurezza e strumenti pratici senza modificare l’esperienza utente consolidata.
Mondo Samsung
Samsung Galaxy S26 Ultra cinese certificato: eSIM, doppia SIM, ricarica da 60 W e primi dettagli sul design
Il Galaxy S26 Ultra nella versione cinese ha ottenuto la certificazione MIIT con il modello SM‑S9480, confermando la produzione in Vietnam e alcune caratteristiche pensate per il mercato locale. Tra le novità principali spiccano la ricarica rapida cablata da 60 W, che riduce notevolmente i tempi di ricarica, e il supporto alla comunicazione satellitare Tiantong, utile per mantenere la connettività anche in aree remote. Sul fronte delle SIM, Samsung adotta una soluzione ibrida: pur supportando l’eSIM, il dispositivo mantiene due slot fisici, garantendo maggiore flessibilità agli utenti rispetto alla gestione eSIM pura, come nel caso dell’iPhone Air in Cina. Grazie a Thinborne, produttore statunitense di custodie premium, emergono anche conferme sul design: il device appare inserito in un case supersottile in aramide, materiale simile al Kevlar, con texture studiata per migliorare l’impugnatura. La custodia rivela un modulo fotografico a isola ovale con tre fotocamere verticali affiancate da due sensori ausiliari più piccoli e spigoli dal raggio di curvatura più ampio mai visto su un Galaxy Ultra, allineandolo esteticamente agli altri modelli della serie S26. La custodia è compatibile MagSafe, suggerendo l’integrazione di magneti direttamente nello smartphone, sebbene la terminologia possa non coincidere pienamente con lo standard Apple. Complessivamente, il Galaxy S26 Ultra conferma molte delle linee del modello precedente, con differenze più evidenti nel design degli spigoli e nella disposizione del modulo fotografico.
Samsung Galaxy Z Flip 8: fotocamere confermate uguali al Flip7
I primi rumor sul Galaxy Z Flip 8 indicano che Samsung manterrà lo stesso comparto fotografico del modello precedente, con una principale da 50 MP, un’ultra-grandangolare da 12 MP e una frontale da 10 MP per i selfie, senza teleobiettivo aggiuntivo. Le specifiche della fotocamera non mostrano novità significative, e anche altri parametri come apertura e dimensioni del sensore restano ignoti. Nonostante ciò, il nuovo pieghevole dovrebbe essere più sottile e leggero e montare la piattaforma Exynos 2600, mentre il prezzo dovrebbe rimanere invariato, anche se permangono dubbi sull’autonomia a causa della possibile riduzione della batteria.
Samsung Galaxy Glasses: la sfida agli occhiali smart entra nel vivo con due modelli in arrivo
La collaborazione tra Samsung e Google nel campo della realtà estesa sembra destinata ad andare ben oltre il visore XR già anticipato, aprendo la strada a una nuova categoria di prodotti pensati per l’uso quotidiano. Secondo le indiscrezioni emerse dal forum GalaxyClub, sarebbero infatti in fase di sviluppo almeno due modelli distinti di Samsung Galaxy Glasses, identificati dai codici SM-O200P e SM-O200J, entrambi destinati agli stessi mercati e quindi non semplici varianti regionali. L’ipotesi più accreditata è che le differenze riguardino dotazioni e funzionalità, con il modello “P” che potrebbe integrare lenti fotocromatiche, mentre resta ancora ignoto il significato della sigla “J”. Alcuni dettagli tecnici già trapelati, come la presenza di una fotocamera da 12 megapixel con autofocus, rafforzano l’idea di occhiali smart orientati non solo all’intelligenza artificiale, ma anche a esperienze di realtà aumentata evolute e alla creazione di contenuti, in diretta competizione con i Ray-Ban Meta. In parallelo, lo sviluppo di Android XR da parte di Google lascia intendere un ecosistema software pensato per supportare sia visori “video see-through” sia dispositivi “optical see-through”, suggerendo che il 2026 potrebbe segnare un passaggio chiave per l’ingresso definitivo degli occhiali AR e AI nel mercato consumer firmato Samsung.