Google continua a evolversi con nuove funzionalità che arricchiscono l’esperienza d’uso su più fronti, dai miglioramenti nella fotografia mobile alla sicurezza nelle comunicazioni, passando per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei dispositivi Galaxy. Ogni aggiornamento, come l’introduzione dell’Ultra HDR su Google Foto, la protezione avanzata su Google Messaggi e la collaborazione con Samsung per Gemini AI, sottolinea l’impegno dell’azienda nel migliorare la qualità dei servizi e nell’integrare tecnologie innovative, offrendo agli utenti un ecosistema sempre più intelligente e sicuro.
Google rivoluziona l’editing su Foto: con l’Ultra HDR le immagini prendono vita
L’evoluzione della fotografia mobile continua a correre, e Google Foto si arricchisce ora di una novità destinata a cambiare il modo in cui modifichiamo gli scatti quotidiani: si tratta dell’editing Ultra HDR, una funzione tanto attesa che sta finalmente debuttando su Android a partire dalla versione 7.24.0.747539053 dell’app. Questa tecnologia, legata all’introduzione del formato Ultra HDR con Android 14, consente di combinare in un unico file i dati SDR e HDR, offrendo immagini molto più vivide e ricche di contrasto sui display compatibili, pur mantenendo la piena compatibilità con i dispositivi più datati. Il nuovo cursore dedicato, che sostituisce il precedente “Effetto HDR“, permette di personalizzare l’intensità della resa dinamica, mentre una pratica etichetta “Ultra HDR” ne attesta la conversione.
Interessante anche l’ottimizzazione dello spazio: grazie all’impiego di una gain map intelligente, le foto risultano più leggere pur offrendo una qualità visiva superiore. Una mossa che conferma ancora una volta quanto Google punti sull’intelligenza dell’ecosistema Android per spingersi oltre i limiti della fotografia computazionale.
Google Messaggi si rinnova con protezione dai contenuti espliciti e condivisione della posizione in tempo reale
Google continua a migliorare la sua app di messaggistica integrata negli smartphone Android, Google Messaggi, introducendo nuove funzionalità che puntano a garantire un ambiente più sicuro e protetto per tutti gli utenti. Tra le novità più rilevanti spicca l’introduzione di un sistema intelligente per il rilevamento di immagini di nudo, che vengono automaticamente sfocate prima della visualizzazione. Questo filtro è abilitato di default per gli adolescenti, specie se supervisionati tramite Family Link, mentre per gli adulti è necessario attivarlo manualmente. Tutto il processo avviene localmente sul dispositivo, tramite il modulo Android SafetyCore, senza intaccare la crittografia end-to-end del protocollo RCS. Chi riceve una foto segnalata può decidere se visualizzarla sfocata, bloccare il mittente o ottenere ulteriori spiegazioni, con la possibilità anche di risfocarla per una maggiore discrezione. Oltre alla tutela contro i contenuti indesiderati, Google Messaggi si prepara a introdurre una funzione attesissima: la condivisione della posizione in tempo reale. Attualmente l’app consente solo l’invio statico di una posizione, ma l’analisi del codice della versione beta ha rivelato riferimenti alla nuova funzione “Live Location Sharing”, che permetterà agli utenti di condividere in tempo reale i propri spostamenti per un periodo limitato, proprio come già avviene su altre piattaforme. Anche in questo caso, Google intende garantire la massima riservatezza, adottando la crittografia end-to-end anche per questa funzionalità. Sebbene non siano ancora noti i tempi ufficiali di rilascio, l’iniziativa si inserisce chiaramente in un piano più ampio che vede Google puntare con decisione su privacy, sicurezza e consapevolezza digitale.
YouTube Music: condivisione dei testi su Instagram
YouTube Music ha introdotto la possibilità di condividere i testi delle canzoni direttamente sulle storie di Instagram. Accedendo alla sezione “TESTO” sotto il tasto Play, gli utenti possono selezionare una parte del testo, personalizzare il formato e il colore dello sfondo, e condividerla facilmente. Questa funzione è attualmente in fase di rollout graduale su Android, mentre per iOS non è ancora disponibile
Gemini AI conquista i Galaxy: Google paga caro per dominare l’intelligenza artificiale mobile
L’accordo fra Google e Samsung per preinstallare Gemini AI sui dispositivi Galaxy non è soltanto una mossa strategica, ma un’operazione da miliardi di euro che svela quanto l’intelligenza artificiale sia ormai al centro delle guerre tecnologiche. A rivelarlo è il processo antitrust in corso negli Stati Uniti, dove il Dipartimento di Giustizia ha portato alla luce documenti che mostrano come Google versi ingenti somme a Samsung ogni mese per garantire la presenza dell’app Gemini sui suoi smartphone. Si parla di un’intesa con possibilità di estensione fino al 2028 e con cifre giudicate “enormi” dagli stessi avvocati coinvolti nel caso. Già in passato Big G aveva fatto accordi simili con Apple e la stessa Samsung per consolidare la propria posizione come motore di ricerca predefinito. Ora, però, l’obiettivo sembra essere un controllo sempre più capillare del panorama AI, con Gemini integrata a fondo nei Galaxy, soprattutto dopo il lancio della serie S24 e delle funzionalità Galaxy AI. Se da un lato l’intesa porta vantaggi tangibili agli utenti Galaxy, dall’altro mette in discussione la concorrenza leale nel settore: proprio su questo punto si concentra l’indagine antitrust, che potrebbe avere un impatto duraturo sulle strategie future delle due big tech.
Antitrust USA: Google sotto pressione per Chrome e Android
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato la fase di rimedio in una causa antitrust contro Google, dopo che una corte ha stabilito che l’azienda ha violato le leggi sulla concorrenza. Tra le misure proposte vi è la possibilità di scorporare le divisioni Chrome e Android, condividere i dati di ricerca con i concorrenti e terminare gli accordi di condivisione dei ricavi. Google ha espresso preoccupazione, affermando che tali misure potrebbero aumentare i prezzi dei dispositivi, compromettere la privacy e ostacolare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, documenti emersi durante il processo hanno rivelato che Google aveva considerato accordi esclusivi con produttori di dispositivi Android per preinstallare (come dicevamo poc’anzi) la sua app Gemini AI, il browser Chrome e il motore di ricerca, sollevando ulteriori preoccupazioni antitrust.
I dazi USA spingono Google a spostare la produzione dei Pixel
L’annuncio dei nuovi dazi USA ha colto di sorpresa l’industria tech, ma il periodo di sospensione di 90 giorni sta offrendo un’opportunità preziosa per ripensare le strategie produttive. Google, in particolare, sta accelerando i piani per delocalizzare parte della produzione dei suoi smartphone Pixel dall’attuale base in Vietnam all’India. Secondo le indiscrezioni, sarebbero già in corso trattative con Foxconn e Dixon Technologies per spostare non solo l’assemblaggio, ma anche la realizzazione di componenti come scocche, caricatori e sensori. L’obiettivo è sfuggire ai dazi fino al 46% che colpiranno presto i prodotti vietnamiti, optando per una pressione fiscale più contenuta (attorno al 26%) prevista per l’India. Sebbene l’India non sia esente da imposte, l’entità inferiore dei dazi rende l’operazione più sostenibile per Google, che intende consolidare la crescita dei Pixel senza subire rallentamenti in una fase così cruciale. Attualmente la produzione mensile indiana è di circa 45.000 unità, ma si prevede un incremento nei prossimi mesi, a meno di stravolgimenti politici o accordi commerciali inattesi.