Le grandi novità dal mondo tech: Samsung, Apple e Google si preparano a rivoluzionare l’esperienza utente

Samsung, Apple e Google alzano il sipario su una nuova ondata di innovazioni software e hardware che puntano a migliorare l’esperienza utente, tra aggiornamenti di sistema, dispositivi pieghevoli, intelligenza artificiale e funzionalità sempre più integrate.

Le grandi novità dal mondo tech: Samsung, Apple e Google si preparano a rivoluzionare l’esperienza utente

L’estate 2025 si annuncia ricca di novità nel panorama tecnologico, con i protagonisti Samsung, Apple e Google pronti a lanciare aggiornamenti, dispositivi e funzionalità inedite che promettono di ridefinire l’uso quotidiano di smartphone, smartwatch e intelligenza artificiale. Samsung accelera il rilascio di Android 16 con la nuova One UI 8.0 sul Galaxy A56 e si prepara a presentare i suoi nuovi pieghevoli con design e colori rinnovati. Apple, dal canto suo, punta su un’estetica evoluta e su funzionalità smart integrate nel suo ecosistema con iOS 26, watchOS 26 e macOS Tahoe, mentre introduce strumenti innovativi come il Recovery Assistant per il ripristino degli iPhone senza computer. Google completa il quadro con l’espansione di Gemini, la sua IA di nuova generazione, che ora può funzionare localmente anche su robot, e con novità in ambito smart home e realtà estesa. Scopriamo insieme i dettagli più importanti che segneranno i prossimi mesi nel mondo della tecnologia.

Mondo Samsung

Galaxy A56 si prepara al salto: in arrivo Android 16 con One UI 8.0

Il Samsung Galaxy A56 si appresta a ricevere un importante aggiornamento software: il nuovo firmware con Android 16 e interfaccia One UI 8.0 è già apparso nei server ufficiali del colosso sudcoreano, segnando l’inizio di una nuova fase per gli utenti del segmento intermedio. Secondo quanto emerso, la versione beta pubblica potrebbe partire già entro la fine della settimana, con i primi inviti attesi tramite l’app Samsung Members negli Stati Uniti.

A differenza del passato, dove la One UI 7.0 ha subito ritardi per i dispositivi di fascia media, Samsung sembra ora determinata ad accelerare il rilascio stabile già a partire da agosto. La One UI 8.0 introdurrà una serie di migliorie tra cui un’interfaccia grafica più rifinita, RAM Plus ottimizzata, nuova versione del browser proprietario, potenziamenti alla sicurezza della Pasta Sicura e nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, consolidando l’esperienza d’uso anche su smartphone non top di gamma.

Prezzi in salita per i nuovi pieghevoli Galaxy: indiscrezioni allarmano i fan

Secondo quanto emerso da uno store italiano, i nuovi Galaxy Z Fold 7 e Z Flip 7 potrebbero arrivare in Europa con prezzi più alti rispetto ai modelli precedenti, nonostante le configurazioni di memoria rimangano invariate. Le cifre – che includono l’IVA – segnalano aumenti fino a 130 euro per il Fold 7, sollevando dubbi sulla strategia commerciale di Samsung in un mercato già molto competitivo. Anche il più compatto Flip 7 potrebbe costare circa 20 euro in più rispetto al predecessore. Resta da capire se si tratti di prezzi reali o semplici placeholder in attesa dell’annuncio ufficiale del 9 luglio.

Galaxy Unpacked 2025: Samsung punta sull’AI per ridefinire l’esperienza utente

Samsung ha ufficializzato l’attesissimo evento Unpacked 2025, previsto per il 9 luglio alle ore 16:00 italiane. Al centro dell’attenzione ci saranno l’intelligenza artificiale come nuova interfaccia d’uso e l’arrivo di Galaxy Z Fold 7, Flip 7 e della nuova gamma di smartwatch Galaxy Watch 8. L’azienda promette dispositivi più sottili, potenti e smart, pronti a sfruttare appieno le potenzialità di Galaxy AI. Brooklyn sarà il teatro di un lancio che mira a segnare un nuovo capitolo nel rapporto tra tecnologia e quotidianità.

Samsung Galaxy Z Flip 7 e Flip 7 FE: design, archiviazione e colori svelati prima del lancio ufficiale

A pochi giorni dall’atteso evento di presentazione accennato poc’anzi, emergono nuove immagini ufficiali che mostrano in dettaglio il Samsung Galaxy Z Flip 7 e il Flip 7 FE. Le foto, diffuse da Evan Blass, rivelano il design raffinato dei modelli pieghevoli e le varianti cromatiche disponibili: il Galaxy Z Flip 7 sarà proposto nelle tonalità Blue Shadow, Coral Red e Jet Black, mentre il Flip 7 FE arriverà in due versioni, bianco e nero, con nomi di colore che potrebbero avere un tocco speciale per la variante FE. Per quanto riguarda lo spazio di archiviazione, il Fold 7 sarà distribuito in tre varianti: 256 GB, 512 GB e ben 1 TB, mentre il Flip 7 offrirà due opzioni più classiche, 256 GB e 512 GB. Entrambe le configurazioni mirano a soddisfare tanto gli utenti più esigenti quanto coloro che cercano un’esperienza d’uso equilibrata.

Le immagini mostrano i dispositivi aperti e ripiegati, offrendo una panoramica completa dei profili e della costruzione elegante che caratterizza questa nuova generazione di pieghevoli Samsung, confermando l’attenzione al dettaglio e allo stile in vista del lancio ufficiale.

Mondo Apple

Liquid Glass prende forma: le seconde beta Apple danno più sostanza al design e alle funzioni

Apple ha rilasciato la seconda ondata di beta per i suoi principali sistemi operativi — iOS 26, iPadOS 26 e macOS 26 Tahoe — introducendo un numero considerevole di miglioramenti sia visivi sia funzionali. Su iPhone e iPad, il nuovo linguaggio grafico Liquid Glass assume contorni più definiti grazie a ritocchi mirati all’opacità dei tasti nel Centro di Controllo, alla maggiore coerenza delle trasparenze e alla migliore accessibilità per chi ha difficoltà visive. In Safari, Apple torna sui propri passi riportando il pulsante delle nuove schede in basso, come in passato, mentre sull’App Store debutta una nuova sezione per le funzioni assistive, e nel Wallet il tracking degli ordini viene esteso anche a quelli non effettuati tramite Apple Pay. A tutto ciò si aggiungono dettagli come un nuovo tono di chiamata, widget inediti per Apple Music e aggiornamenti alla funzione Live Captions. Su macOS Tahoe, invece, Apple corregge le scelte più controverse della prima beta: l’icona del Finder ritorna a una palette più familiare e viene reintrodotta l’opzione per evidenziare la barra dei menu. Le nuove app Telefono, Diario e Games arricchiscono il sistema, mentre Spotlight diventa ancora più potente. Anche watchOS, tvOS e visionOS seguono l’evoluzione estetica e funzionale: tra assistenti AI, karaoke e ambienti digitali condivisi, Apple rafforza la coerenza del suo ecosistema in ogni angolo dell’esperienza utente.

watchOS 26: il Centro di Controllo dell’Apple Watch diventa ancora più personalizzabile

Con watchOS 26, Apple rivoluziona il Centro di Controllo dell’Apple Watch, permettendo per la prima volta di integrare controlli e scorciatoie provenienti da app di terze parti direttamente nell’interfaccia principale. Questa novità, che segue l’esempio di iOS e iPadOS, consente agli utenti di aggiungere funzioni personalizzate per un accesso rapido e semplice, anche importando automaticamente i controlli già presenti sull’iPhone abbinato nella nuova sezione “Dal tuo iPhone”. Inoltre, il sistema suggerisce in modo intelligente i controlli più utilizzati, ottimizzando l’esperienza su uno schermo piccolo e rendendo il Centro di Controllo più efficiente e su misura per ogni utente, a partire dal rilascio previsto per il secondo semestre del 2025.

ChatGPT ha detto:iOS 26: Ripristino completo di iPhone senza Mac o PC grazie a Recovery Assistant Con iOS 26

Apple introduce Recovery Assistant, una funzione innovativa che consente di ripristinare e reinstallare il sistema operativo direttamente sull’iPhone senza la necessità di collegarlo a un Mac o PC. Fino ad oggi, il recupero di un dispositivo bloccato richiedeva l’uso di software come Finder o iTunes su computer esterni, ma ora, in caso di errore durante l’avvio, l’iPhone entra automaticamente in modalità di recupero mostrando istruzioni per connettersi a un altro dispositivo Apple, come un iPad, che funge da intermediario per scaricare e reinstallare il sistema in modo semplice e sicuro. Questa evoluzione amplia il supporto introdotto con gli iPhone 16, estendendolo anche ai modelli precedenti e offrendo una soluzione pratica per riparazioni d’emergenza, particolarmente utile quando non si dispone di un computer. Il rilascio ufficiale è previsto per il secondo semestre del 2025.

iPhone 17 Air svelato dal codice: la risoluzione conferma il display da 6,6 pollici

Una novità particolarmente interessante è emersa dal codice della seconda beta di iOS 26: Apple ha infatti introdotto una nuova risoluzione di 1.260 x 2.736 pixel, compatibile con un ipotetico dispositivo dotato di display da 6,6 pollici. Questa scoperta rappresenta una conferma indiretta dell’esistenza di iPhone 17 Air, il modello ultra sottile destinato a sostituire la versione Plus nella futura lineup. Le dimensioni dello schermo andrebbero a collocarsi perfettamente tra quelle di iPhone 16 Pro e 16 Pro Max, e la risoluzione individuata coincide quasi esattamente con quella precedentemente trapelata nei rumor. Secondo le indiscrezioni, iPhone 17 Air dovrebbe disporre anche di un display a 120 Hz, anche se resta ancora il dubbio sul supporto al ProMotion: una funzionalità che sarebbe particolarmente utile per ottimizzare il consumo energetico, soprattutto in un modello che si preannuncia dotato di una batteria più compatta rispetto agli standard attuali.

iPad Pro M5: bordi ultrasottili grazie alla rivoluzione dei display

LG Apple si prepara a rivoluzionare il design del prossimo iPad Pro M5 adottando la tecnologia “Chip-on-Film” di LG Innotek, che consente di integrare i driver del display direttamente su una pellicola flessibile, rendendo possibili bordi ancora più sottili e un aspetto più compatto senza sacrificare la grandezza dello schermo. Questa innovazione tecnica non solo migliora l’estetica e l’esperienza visiva del tablet, ma segna anche un’importante svolta nella catena di fornitura di Apple, che affiancherà Samsung con nuovi partner come LG e LX Semicon per aumentare la competitività e ridurre i costi. La nuova tecnologia OLED di LG potrebbe inoltre estendersi presto anche alla linea iPad mini, colmando una delle lacune più evidenti di questo modello e confermando l’impegno di Apple nel mantenere elevati standard qualitativi su tutta la gamma dei suoi dispositivi.

Mondo Google

YouTube Music introduce i testi offline e supera Spotify e Apple Music

YouTube Music ha finalmente risolto uno dei limiti più discussi della sua piattaforma: la visualizzazione dei testi delle canzoni anche in modalità offline. Con l’ultimo aggiornamento per Android, l’applicazione consente ora agli utenti di seguire i testi dei brani scaricati, una funzionalità che mancava da tempo e che aveva generato molte lamentele nelle community online. Secondo quanto emerso, i testi vengono ora salvati insieme al file audio, permettendo una fruizione completa anche senza connessione internet. La novità, ancora assente su iOS, rappresenta un passo avanti rispetto a rivali come Spotify e Apple Music, che non offrono ancora testi sincronizzati offline. Questa mossa rafforza la posizione di YouTube Music nel mercato dello streaming e potrebbe spingere la concorrenza ad aggiornare rapidamente le proprie app per colmare il gap.

La ricerca che vi capisce: l’AI di Google anticipa le vostre curiosità

Google continua a evolvere la propria esperienza di ricerca con una nuova funzionalità basata sull’intelligenza artificiale che promette di anticipare le domande degli utenti, offrendo spunti sempre più personalizzati. A differenza del passato, in cui la modalità AI proponeva prompt generici e uguali per tutti, ora l’esperienza si adatta dinamicamente alla cronologia delle ricerche individuali. L’utente che ha cercato di recente informazioni su una serie TV potrà trovare un suggerimento su dettagli produttivi, mentre chi è alla ricerca di un nuovo portatile riceverà consigli più mirati in base alle preferenze già espresse. Questi nuovi suggerimenti, già in fase di test negli Stati Uniti, appaiono con l’etichetta “Basato sulla tua attività Google” e cambiano a ogni sessione, rendendo l’interazione più fluida e naturale. L’obiettivo dichiarato è abbattere l’incertezza iniziale che molti utenti provano quando si trovano davanti a un’interfaccia conversazionale, facilitando l’utilizzo delle potenzialità dell’AI generativa anche a chi non sa bene da dove iniziare.

Ma non finisce qui. Google punta a trasformare l’intera esperienza di ricerca con strumenti come “Search Live”, che permetterà di cercare utilizzando voce e fotocamera in tempo reale, o “Deep Search”, progettato per analizzare il web in profondità alla ricerca di risposte complesse. E all’orizzonte si profilano anche “abilità agentive”, funzioni con cui l’AI sarà in grado di svolgere vere e proprie azioni pratiche per conto dell’utente, come creare report o grafici interattivi su richiesta.

Google taglia il supporto a Oreo e Pie: Chrome dirà addio agli Android più datati

Con il lancio della versione 139 di Google Chrome, previsto per il 5 agosto 2025, Big G metterà fine al supporto per i dispositivi Android 8 (Oreo) e 9 (Pie), segnando un ulteriore passo verso una maggiore sicurezza e modernizzazione del web mobile. Sebbene le versioni precedenti del sistema operativo restino tecnicamente compatibili con la release 138 del browser, non riceveranno più aggiornamenti né patch di sicurezza, lasciando gli utenti esposti a possibili rischi. Considerando che Oreo e Pie rappresentano ancora il 9,8% del mercato Android, la scelta ha un impatto significativo per milioni di dispositivi nel mondo. Google invita gli utenti a migrare verso Android 10 o versioni superiori per garantire un’esperienza sicura e aggiornata, in linea con gli standard attuali.

Gemini comanda la smart home anche dall’auto: l’integrazione avanza

Un nuovo indizio scoperto nella beta dell’app Google conferma che Gemini, l’assistente AI di nuova generazione, sarà presto in grado di controllare i dispositivi smart home direttamente dall’auto. La funzione, attualmente in fase di test nella versione 16.24.66 dell’app, permetterà di gestire luci, termostati, videocamere e altri dispositivi connessi a Google Home tramite l’interfaccia del veicolo, presumibilmente su Android Auto o Android Automotive. La novità, seppur attesa, rafforza l’ecosistema Google integrando sempre più a fondo intelligenza artificiale e mobilità, offrendo un controllo totale dell’ambiente domestico anche durante la guida.

Google Earth e il fascino della storia urbana in 3D

Per festeggiare il suo ventesimo anniversario, Google Earth introduce una funzione affascinante che permette di esplorare la storia delle strade nel tempo, direttamente dalla modalità Street View. Non si tratta più solo di muoversi tra viste satellitari o immagini attuali: gli utenti possono ora navigare tra vecchie acquisizioni fotografiche, osservando le trasformazioni urbane di quartieri e città in un arco temporale pluriennale. Questa “macchina del tempo” digitale si unisce a nuove funzionalità per professionisti e ricercatori, come le mappe dell’intensità della vegetazione urbana e le temperature superficiali del suolo, strumenti fondamentali per comprendere e affrontare le sfide del cambiamento climatico. Google Earth si evolve così in una piattaforma capace non solo di incuriosire i viaggiatori virtuali, ma anche di offrire strumenti analitici concreti per urbanisti e studiosi ambientali.

Gemini abbraccia i colori di Google e si rinnova graficamente

L’intelligenza artificiale di Google, Gemini, si prepara a un aggiornamento estetico pensato per renderla ancora più coerente con il look generale dell’ecosistema Big G. Nell’ultima beta dell’app Google, infatti, è stato introdotto un nuovo logo animato multicolore che sostituisce il precedente gradiente viola con i classici toni blu, rosso, verde e giallo. Anche la schermata iniziale e quella d’interazione con l’utente cambiano, adottando una grafica più minimale e testi neri più leggibili. Il saluto personalizzato adotta un blu sfumato, mentre migliora anche l’animazione dell’indicatore di caricamento. Sebbene questi ritocchi non modifichino il funzionamento di Gemini, contribuiscono a rafforzarne l’identità visiva e l’integrazione con gli altri servizi Google. Il rollout su larga scala non è ancora iniziato, ma dovrebbe arrivare molto presto.

Google Gemini Robotics On Device: IA avanzata per robot con elaborazione locale

Google ha presentato Gemini Robotics On Device, un nuovo modello di intelligenza artificiale dedicato ai robot umanoidi che elabora i dati direttamente in locale, senza dipendere dal cloud. Questa innovazione permette di eseguire complesse operazioni di visione, linguaggio e azione (modello VLA) con prestazioni molto vicine a quelle del sistema originale basato su cloud, ma con minore latenza e senza la necessità di una connessione internet. Ottimizzato per funzionare direttamente sull’hardware del robot, Gemini On Device offre un tasso di successo molto vicino a quello del modello cloud, mostrando una differenza di appena il 15% in test generali, un notevole progresso per applicazioni autonome. Inoltre, Google fornisce un kit di sviluppo (SDK) che consente agli sviluppatori di addestrare e adattare l’IA a nuovi compiti con solo 50-100 dimostrazioni, ampliando così la flessibilità e le potenzialità d’uso. Inizialmente disponibile per un gruppo selezionato di sviluppatori, Gemini Robotics On Device sarà distribuito a un pubblico più ampio nei prossimi mesi, segnando un passo importante verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale locale nella robotica.

Pixel Camera dice addio alla condivisione rapida via swipe

Con l’aggiornamento alla versione 9.9, l’app Pixel Camera elimina definitivamente la funzione Social Share, che permetteva agli utenti di condividere velocemente gli scatti con un semplice swipe verso l’alto. La decisione arriva dopo la rimozione del supporto a WhatsApp e sembra riflettere una volontà di semplificare l’interfaccia, privilegiando un design più essenziale. In compenso, migliorano la leggibilità dei pulsanti per il timer, ora più chiari e distinti tra le opzioni da 3, 5 e 10 secondi. Ancora assente, però, l’atteso “education hub” annunciato nel Feature Drop di giugno, pensato per offrire guide e suggerimenti d’uso direttamente nell’app. Google potrebbe quindi preparare ulteriori novità, ma intanto la fotocamera di Pixel continua a rifinire l’esperienza utente in chiave minimalista.

Chromecast con Google TV riceve l’aggiornamento ad Android 14 dopo il rinvio per bug

Dopo un ritardo dovuto a diversi problemi segnalati dagli utenti, Google ha finalmente rilasciato l’aggiornamento ad Android 14 per Chromecast con Google TV. Originariamente previsto per il 2024, il lancio è stato posticipato per garantire una maggiore stabilità e correggere errori critici, come il malfunzionamento di pen drive e schede di memoria e i blocchi in alcune sezioni del sistema. La versione più recente, identificata come UTTC.241218.008H1, introduce miglioramenti importanti, tra cui il pacchetto di sicurezza aggiornato a gennaio 2025, il supporto per la funzione “Find My Remote” per il telecomando Google TV Streamer e un nuovo pulsante personalizzabile sul telecomando. Restano però alcune limitazioni, come l’incompatibilità con alcuni adattatori Ethernet e l’assenza della modalità di debug ADB via USB. Gli utenti possono scaricare l’aggiornamento dal menu impostazioni del dispositivo, per un’esperienza più sicura e fluida con Android 14 su Chromecast.

Martha: il nome in codice degli occhiali XR di Google svela le prime tracce del futuro

Durante una recente analisi delle immagini provenienti dal Google I/O 2025, è emersa una curiosa indiscrezione: gli occhiali XR di Google, ancora in fase prototipale, porterebbero il nome in codice “Martha”. L’informazione è stata intercettata all’interno di una demo dedicata, dove un’app companion per smartphone mostrava chiaramente la dicitura “Google Martha”, fornendo così un primo punto di riferimento interno per identificare il progetto. L’app in questione, dal design essenziale e simile a quello già visto per il Pixel Watch, suggerisce che Google stia costruendo l’integrazione di questi occhiali sfruttando le basi esistenti del proprio ecosistema. Tra le funzioni già visibili spiccano la gestione delle notifiche, il controllo delle impostazioni e la possibilità di registrare quanto visualizzato dall’utente, segno che il progetto è già a buon punto nel suo sviluppo tecnico. Secondo le indiscrezioni, gli occhiali Martha faranno da base per un dispositivo commerciale che sarà prodotto e distribuito da Samsung nel 2026, posizionandosi come uno dei primi tentativi concreti di portare la realtà estesa Android nel mercato consumer.

 

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