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L’allarme dei pediatri francesi sull’uso di tablet e smartphone

Spesso ritenuto un vanto che il proprio figlio smanetti con disinvoltura su tablet o smartphone, non tutti sanno che l'abuso può creare seri problemi all'attenzione e non solo...

Hi-Tech
Pubblicato il 1 giugno 2017, alle ore 16:46

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L’allarme dei pediatri francesi sull’uso di tablet e smartphone
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L’allarme sui seri rischi che corrono i bambini nell’utilizzo precoce ed eccessivo di smartphone, tablet, computer, videogiochi, schermi televisivi, arriva dai medici e pediatri francesi. L’appello, pubblicato su Le Monde e firmato da una lista lunghissima di medici, vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi sanitari che derivano dalla prolungata esposizione a qualsiasi tipo di schermo.

Medici e pediatri scrivono: “abbiamo a che fare con bambini molto piccoli che ricevendo stimoli soprattutto da schermi, a 3 anni non ci guardano quando ci rivolgiamo loro, non comunicano, non parlano, non cercano gli altri, sono molto agitati o molto passivi“.

Sicuramente, all’origine di tutto ciò, c’è la difficoltà di relazione tra genitori e figli, spesso compromessa o facilmente interrotta dalla presenza e dall’uso di questi strumenti che, tra l’altro, impediscono ai bambini l’esplorazione del mondo che li circonda, impedendo anche il normale sviluppo del cervello.

Spesso, queste situazioni al limite sono legate a situazioni di fragilità particolari e in contesti spesso degradati, di povertà culturale, ma va considerato che sono sempre meno rari i bambini che accusano sintomi simili ai disturbi dello spettro autistico, e la causa è riconducibile all’uso smoderato di tablet e smartphone.

Se a 4 anni il bambino ancora non parla, se non si riesce ad attirare l’attenzione del bambino quando lo si chiama, se il bambino non gira lo sguardo verso l’adulto, verso un oggetto che gli viene loro posto di fronte, se il bambino ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, se vive con fatica il distacco dal “suo” schermo, allora cominciamo ad allarmarci.

I problemi, si è visto, nascono quando ci sono strumenti elettronici sempre accesi in casa, oppure quando gli adulti, impegnati perennemente a guardare il proprio pc, trascurano di interagire con i figli. La mancanza di stimoli e di interazioni costanti con i propri simili può generare ritardi molto seri nello sviluppo: per fortuna, si è visto anche che, ristabilite abitudini e relazioni sane in famiglia, i problemi si risolvono.

Un’indagine della “Società italiana di pediatria” – per restare in Italia –  presentata al Congresso nazionale Sip tenutosi a Napoli, ha reso noto che l’età media del primo smartphone oscilla tra i 10 e i 12 anni, ma l’1,4% lo ha ricevuto a 5 anni, e il 26% tra i 6 e i 10 anni.

Sono stati intervistati più di 10 mila ragazzi tra i 14 e i 18 anni: la maggioranza ha detto di utilizzare i social network per comunicare con i coetanei quando si sentono soli, e il 53% lo usa in attività multimediali per lunghi periodi.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Ogni tanto torna il problema degli "schermi" in mano ai bambini e, a quanto pare, ne avremo per un po'. Insegnando informatica da anni ai bambini della scuola primaria, vedo dei cambiamenti sostanziali negli alunni. Se fino a qualche anno fa insegnavo a tenere il mouse, oggi devo spiegare e mostrare che "c'è" il mouse a scuola, altrimenti puntano dritti con il ditino sul monitor: sono abituati così. I compiti che do io per casa? Giocare all'aria aperta, se possibile.

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