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Il pesce robot: la spia di ultima generazione

Si chiama Tunabot, il pesce robot creato dall'Università della Virginia in collaborazione con Harvard, che promette di diventare la nuova spia subacquea di ultima generazione.

Hi-Tech
Pubblicato il 21 settembre 2019, alle ore 13:41

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Il pesce robot: la spia di ultima generazione

Il team di ingegneri meccanici dell’University of Virginia School of Engineering guidato da Hilary Bart-Smith, professore presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale della UVA Engineering, con la collaborazione del Prof. George V. Lauder e il suo team di ricercatori dell’Università di Harvard, ha creato un nuovo modello di robotica di ultima generazione: denominato Tunabot, ha le sembianze di un pesce tonno pinna gialla, con alte aspettative di sorveglianza subacquea.

I suoi movimenti sono al momento più lenti rispetto ai veri pesci: la frequenza massima del battito della coda infatti raggiunge i 15 hertz, corrispondente alla velocità natatoria di 4 lunghezze corporee al secondo, dunque maggiore di altre tipologie robotiche ma minore di un vero pesce tonno.

L’ideazione del progetto la si deve all’iniziativa multidisciplinare di ricerca universitaria quinquennale del valore di 7.2 milioni di dollari, assegnata al Professor Bart-Smith dall’Ufficio di ricerca navale degli Stati Uniti.

Il loro articolo peer-reviewed, dal titolo “Tuna robotics: una piattaforma sperimentale ad alta frequenza che esplora lo spazio delle prestazioni dei pesci che nuotano”, è stato pubblicato il 18 settembre 2019 sulla rivista Science Robotics: l’obiettivo principale non si è focalizzato solamente sulla mera costruzione robotica ma anche sulla comprensione scientifica del nuoto biologico, vista la velocità ed efficienza che lo caratterizza.

L’obiettivo quindi è stato anche quello di gettare le basi per l’esplorazione futura tramite robot subacquei in campi di applicazione come la difesa, l’esplorazione delle risorse marine, l’ispezione delle infrastrutture e le attività ricreative.

I test di Tunabot vengono effettuati nel grande laboratorio di Ingegneria Meccanica ed Aerospaziale della UVA Engineering: un laccio di pesca lo mantiene stabile, mentre una luce laser di colore verde oltrepassa la sua linea mediana, misurando il movimento fluido sparso ad ogni mossa della coda robotica. In tal modo la corrente acquatica accelera nel serbatoio di flusso e contemporaneamente il corpo e la coda di Tunabot si muovono, seguendo un veloce modello di flessione ispirato a quello del Thunnus albacares.

Secondo Bart-Smith, come confidato al NewScientist, le migliorie apportabili al Tunabot potranno vertere anche sull’accoglienza di sensori per permettergli di esaminare operazioni sottomarine ed eventualmente tramutarsi in spia.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - La tecnologia è solo agli inizi e chissà quante sorprese ci riserverà: mi auguro possa costituire in futuro sempre un valido aiuto, ampliando le possibilità umane, costituendo un'integrazione agli strumenti di cui dispone e necessita, senza però mai rischiare di divenire un'arma pericolosa per l'uomo ed il pianeta in cui vive.

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