Google, Apple e Samsung: tra AI sempre più pervasiva, nuovi dispositivi e design del futuro

Google, Apple e Samsung accelerano su AI e nuovi dispositivi, tra ricerca sempre più intelligente, iPhone ripensati e foldable Samsung di nuova generazione che puntano a ridefinire l’esperienza mobile.

Google, Apple e Samsung: tra AI sempre più pervasiva, nuovi dispositivi e design del futuro

Il settore tecnologico accelera su due fronti principali: intelligenza artificiale e ripensamento dei dispositivi. Google spinge su Ricerca e Gemini con nuove funzioni, link più integrati nelle risposte AI e un possibile abbonamento intermedio “Ultra Lite”, pensato per rendere più scalabile l’uso dell’AI generativa. Apple lavora invece a un’evoluzione graduale dell’iPhone, tra Dynamic Island più compatta su iPhone 18 Pro e l’ipotesi di un iPhone pieghevole con struttura interna riprogettata e maggiore attenzione alla modularità. Samsung, infine, amplia la propria strategia tra tablet, wearable e foldable, con il Galaxy Tab S12 Plus in arrivo, il Galaxy Ring 2 in sviluppo e nuovi form factor come il Galaxy Z Wide Fold 8 che puntano a ridefinire l’esperienza d’uso su schermi sempre più versatili.

Mondo Google

Google Home si aggiorna: più AI con Gemini 3.1 e automazioni sempre più smart

Google Home riceve un aggiornamento che migliora videocamere, automazioni e integrazione AI grazie a Gemini 3.1, rendendo l’esperienza più fluida e intelligente. La gestione delle videocamere diventa più chiara con timeline migliorata, descrizioni automatiche degli eventi e riconoscimento volti più preciso, mentre le automazioni si ampliano permettendo scenari più complessi tra dispositivi domestici, dalla sicurezza all’illuminazione fino agli elettrodomestici. Il vero salto è nell’interazione vocale, ora più naturale e capace di gestire più comandi insieme, aprendo alla possibilità di creare routine semplicemente parlando, segno di una domotica sempre più integrata e centrata sull’utente.

Google Chrome cambia la geolocalizzazione su Android: più controllo tra posizione precisa e approssimativa

Google aggiorna Chrome su Android introducendo una novità pensata per rafforzare la gestione della privacy: gli utenti possono ora scegliere se condividere con i siti web una posizione precisa oppure solo approssimativa, offrendo così un maggiore controllo sui propri dati senza rinunciare alle funzionalità basate sulla localizzazione. In pratica, quando un sito richiede l’accesso alla posizione, sarà possibile fornire un’area generica invece delle coordinate GPS esatte, una soluzione ideale per servizi come meteo o notizie locali, mentre la posizione precisa resterà disponibile per casi in cui è realmente necessaria, come consegne, navigazione o ricerca di punti di interesse nelle vicinanze. Parallelamente, Google introduce nuove API per gli sviluppatori, invitandoli a richiedere dati dettagliati solo quando indispensabili, in un’ottica di maggiore trasparenza e rispetto dell’utente. Il rollout è già in corso su Android e verrà esteso anche alla versione desktop nei prossimi mesi, segnando un passo concreto verso un web più attento alla privacy senza sacrificare l’esperienza d’uso.

Google potenzia la ricerca AI: link più visibili, fonti e contenuti delle community nelle risposte

Google sta aggiornando AI Mode e AI Overviews nella Ricerca con l’obiettivo di rendere le risposte generate dall’intelligenza artificiale più utili, trasparenti e ricche di collegamenti a contenuti originali del web. Le novità puntano a migliorare l’accesso alle fonti, aumentare la visibilità dei link e integrare nuovi tipi di informazioni, incluse analisi approfondite, contenuti da abbonamenti e contributi provenienti da community e social. Tra i cambiamenti principali c’è la possibilità di esplorare argomenti correlati direttamente alla fine delle risposte AI, con suggerimenti che indirizzano verso articoli e approfondimenti su temi collegati, così da ampliare la ricerca oltre la query iniziale. Google sta inoltre facilitando l’accesso ai contenuti dei giornali a pagamento, evidenziando i link delle sottoscrizioni attive direttamente nei risultati AI, una funzione pensata per valorizzare le fonti già seguite dagli utenti. Un’altra novità riguarda l’integrazione di contenutidal basso”, con anteprime di discussioni pubbliche, post social e contributi di utenti reali, arricchiti da nomi e identificativi dei creator per contestualizzare meglio la provenienza delle informazioni. A questo si aggiunge l’introduzione di link direttamente incorporati nelle risposte AI, posizionati accanto ai passaggi rilevanti del testo per consentire un accesso immediato alle fonti senza interrompere la lettura, mentre su desktop arrivano anche le anteprime al passaggio del cursore per mostrare titolo e sito prima del clic. Google continua inoltre a migliorare il sistema di ranking delle fonti attraverso tecniche come il “query fan-out”, con l’obiettivo di ampliare la ricerca interna e restituire risultati più pertinenti e diversificati, rafforzando così il legame tra intelligenza artificiale e contenuti originali del web.

Google AI, in arrivo il piano “Ultra Lite”: abbonamento intermedio e controllo sui token

Google starebbe lavorando a un nuovo livello di abbonamento per Gemini, pensato per collocarsi tra le offerte Pro e Ultra. Il piano, individuato nel codice dell’app e indicato internamente come “AI Ultra Lite”, dovrebbe rispondere a una fascia di utenti sempre più ampia che utilizza l’intelligenza artificiale in modo intensivo ma senza necessità da contesto enterprise. L’obiettivo sarebbe quello di colmare un vuoto di mercato sempre più evidente, soprattutto considerando la crescente distanza tra i piani attuali, con Pro a circa 20 dollari e Ultra che arriva fino a 250 dollari al mese. Il nuovo livello, secondo le indiscrezioni, potrebbe posizionarsi in una fascia intermedia compresa tra i 50 e i 150 dollari, in linea con soluzioni simili già proposte da altri player del settore AI. Parallelamente, Google starebbe sviluppando anche una dashboard dedicata al monitoraggio dei token, utile per controllare in tempo reale il consumo delle risorse e gestire eventuali soglie di utilizzo o crediti aggiuntivi. Un approccio che riflette una tendenza ormai chiara: trasformare l’AI generativa in un servizio sempre più strutturato, con limiti, metriche e livelli di accesso differenziati in base alle esigenze degli utenti.

Google migliora la Ricerca AI: link integrati e fonti più visibili nelle risposte

Google aggiorna la sua ricerca basata su AI Overviews e AI Mode rendendo le risposte più trasparenti e facili da esplorare, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle fonti e rispondere alle critiche degli editori. I link vengono ora inseriti direttamente nei punti rilevanti del testo generato dall’AI, permettendo un approfondimento immediato, mentre su desktop compare anche un’anteprima al passaggio del mouse. Le risposte evidenziano inoltre contenuti da abbonamenti attivi e ampliano le fonti includendo anche community e social come Reddit, con indicazione dell’origine dei contenuti. A questo si aggiungono suggerimenti per ulteriori approfondimenti a fine risposta, in un’evoluzione che punta a rendere la ricerca più completa ma anche più navigabile e centrata sulle fonti reali.

Android 17 si prepara al debutto: evento ufficiale e nuovo design “trasparente” in arrivo

Android 17 è ormai alle porte e il primo indizio concreto arriva dall’annuncio ufficiale di Google che ha fissato per il 12 maggio “The Android Show | I/O Edition”, un appuntamento che anticipa le novità più importanti della prossima versione del sistema operativo. Oltre alla data, a catturare l’attenzione è soprattutto il restyling del logo Android, ora caratterizzato da una colorazione più vivace e con effetti semitrasparenti che sembrano suggerire un cambio di rotta deciso sul fronte estetico. Il riferimento, neanche troppo velato, è a un possibile nuovo linguaggio grafico basato su superfici fluide e riflessi simili al vetro, un approccio che potrebbe ridefinire l’interfaccia rendendola più moderna e immersiva. Anche se al momento non ci sono conferme ufficiali sui dettagli, il tempismo e i segnali visivi lasciano intuire che Android 17 non sarà solo un aggiornamento tecnico, ma un passo avanti importante anche dal punto di vista del design e dell’esperienza utente.

Android 17 non copierà Liquid Glass: Google chiude le speculazioni sul nuovo design

In ogni caso, Android 17 non adotterà alcuno stile ispirato al cosiddetto “Liquid Glass” introdotto da Apple, e a chiarirlo è direttamente il colosso di Mountain View dopo le speculazioni nate dal teaser pubblicato in vista dell’Android Show. Il breve filmato promozionale aveva mostrato la mascotte del sistema operativo con un effetto traslucido dopo lo spegnimento di una lampadina, alimentando ipotesi su un possibile restyling grafico simile a quello visto su piattaforme concorrenti. Tuttavia, l’azienda ha smentito in modo netto qualsiasi intenzione di replicare quel linguaggio visivo, ribadendo che la direzione estetica di Android resta saldamente ancorata a Material 3 Expressive, già alla base dell’attuale identità grafica del sistema. A intervenire è stato Sameer Samat, responsabile dell’ecosistema Android, che ha escluso qualsiasi “copia” delle soluzioni della concorrenza, sottolineando come la piattaforma abbia ormai una propria identità consolidata e riconoscibile. Secondo le informazioni emerse, il teaser sarebbe invece un riferimento ad altri sviluppi interni come Aluminium OS, progetto pensato per estendere Android oltre il mondo mobile e integrarlo più profondamente con ambienti desktop e laptop, creando un ponte tra dispositivi diversi. Il contesto è quello di una fase particolarmente intensa per Google, che si prepara all’evento Android Show previsto prima dell’I/O 2026, dove sono attese novità significative non solo sul sistema operativo ma anche sull’integrazione sempre più spinta di Gemini e dell’intelligenza artificiale nei servizi dell’azienda. L’obiettivo, più che un cambiamento estetico radicale, sembra quindi quello di rafforzare coerenza e continuità tra dispositivi, mantenendo una linea visiva autonoma e riconoscibile nel panorama Android.

Pixel 10 più blindati: Google blocca definitivamente il rollback con l’update di maggio

Con l’ultimo aggiornamento software, Google cambia radicalmente le regole per la gamma Pixel 10 introducendo un sistema anti-rollback molto più rigido: il nuovo bootloader impedisce in modo definitivo di installare o avviare versioni precedenti di Android 16, eliminando di fatto la possibilità di tornare indietro dopo l’update di maggio 2026; una scelta che punta a rafforzare la sicurezza dei dispositivi, evitando che vengano reinstallate build vulnerabili, ma che allo stesso tempo riduce sensibilmente la libertà di intervento per gli utenti più esperti, abituati a gestire manualmente firmware e modding; il cambiamento riguarda tutti i modelli della serie, inclusi Pixel 10, 10 Pro, 10 Pro XL e 10 Pro Fold, e segna un passo deciso verso un ecosistema più controllato, in cui stabilità e protezione hanno la priorità assoluta anche a costo di sacrificare flessibilità, con il rischio che eventuali problemi durante gli aggiornamenti possano rendere più complessa la gestione autonoma del dispositivo.

Pixel, aggiornamento maggio 2026: fix, sicurezza e stabilità per tutta la gamma Google

Google Pixel 10 e gli altri modelli della gamma Pixel ricevono l’aggiornamento di maggio 2026, già in distribuzione, con patch di sicurezza Android, bug fix e ottimizzazioni diffuse su sistema, batteria, fotocamera e interfaccia. Tra le correzioni principali c’è la risoluzione di un rallentamento nella gestione della batteria tra il 75% e l’80%, problemi grafici su Pixel 10 Pro e Pro XL e un bug della fotocamera sui Pixel 10 che poteva bloccare la registrazione video con lo zoom. Sistemati anche alcuni errori del framework che causavano tastiere o input fuori posizione in varie app. Il rollout è graduale e raggiungerà tutti i dispositivi compatibili nelle prossime ore o giorni, confermando la strategia di Google basata su aggiornamenti frequenti e miglioramenti continui più che su nuove funzioni visibili.

Mondo Apple

Mac Mini e Mac Studio, Apple riduce le configurazioni disponibili tra memoria e domanda AI

Mac Mini e Mac Studio stanno vedendo una progressiva riduzione delle configurazioni disponibili sullo store di Apple, soprattutto per quanto riguarda i tagli di memoria più elevati. Negli Stati Uniti diverse opzioni sono state rimosse o limitate: il Mac Mini con M4 Pro si ferma a 48 GB di memoria unificata, mentre la versione base perde il taglio da 32 GB restando su 16 e 24 GB. Anche il Mac Studio subisce un ridimensionamento, con la variante M3 Ultra disponibile solo in configurazione da 96 GB e la scomparsa del taglio da 256 GB, mentre altre versioni restano ordinabili ma con tempi di consegna molto lunghi. Alla base del fenomeno ci sono la crescente domanda di Mac desktop, spinta anche dall’uso per carichi AI locali, e la pressione sulla disponibilità di chip di memoria, che sta portando Apple a semplificare temporaneamente l’offerta eliminando le configurazioni meno sostenibili.

Siri e AI sotto accusa: Apple sborsa 250 milioni per chiudere la disputa negli USA

Apple ha raggiunto un accordo da 250 milioni di dollari per chiudere la class action negli Stati Uniti legata alle funzionalità AI di Siri e alla comunicazione delle capacità di Apple Intelligence mostrate durante la WWDC 2024, poi utilizzate anche nella promozione degli iPhone 16. La causa, avviata davanti alla Corte distrettuale del Northern District of California, riguardava dispositivi acquistati tra giugno 2024 e marzo 2025 e sosteneva che alcune funzioni avanzate non fossero realmente disponibili al lancio o fossero state presentate in modo non pienamente aderente alla realtà. Apple ha sempre respinto ogni accusa di scorrettezza, ribadendo di aver operato in buona fede e senza alcun riconoscimento di responsabilità, spiegando di aver scelto la chiusura del caso per concentrarsi sullo sviluppo dei propri prodotti e servizi. L’accordo prevede rimborsi limitati agli utenti statunitensi, con una base di 25 dollari per dispositivo che può arrivare fino a 95 dollari in base al numero di richieste, mentre una parte del fondo sarà destinata a spese legali e amministrative approvate dal tribunale, con le comunicazioni agli utenti idonei previste entro le prossime settimane.

iPhone 18 rinviato? Apple punta a prolungare il successo di iPhone 17

Le indiscrezioni più recenti suggeriscono un possibile cambio di strategia per Apple, che starebbe valutando di posticipare il debutto del modello base di iPhone 18 per concentrare l’attenzione sull’attuale iPhone 17, ancora molto forte sul mercato: secondo i rumor, i modelli Pro della prossima generazione resterebbero legati al tradizionale evento di settembre, mentre la versione standard potrebbe slittare ai primi mesi del 2027 insieme ad altri dispositivi della gamma, una mossa che consentirebbe all’azienda di gestire meglio una fase complessa sul fronte dei costi produttivi, tra componenti sempre più cari e una filiera sotto pressione; in questo scenario, prolungare il ciclo commerciale di iPhone 17 diventerebbe una scelta strategica per mantenere elevata la domanda senza dover intervenire con aumenti di prezzo, sfruttando l’appeal di un modello già affermato e ben accolto dal pubblico, mentre sullo sfondo resta anche la necessità di affinare nuovi progetti come le varianti più sottili o sperimentali, che potrebbero richiedere più tempo per raggiungere una maturità adeguata al lancio globale.

iPhone 18 Pro, Dynamic Island più piccola: i render CAD anticipano il nuovo designi

Phone 18 Pro torna al centro delle indiscrezioni con nuovi render CAD che sembrano confermare un cambiamento concreto nel design frontale, in particolare per quanto riguarda la Dynamic Island, destinata a diventare più compatta rispetto alle generazioni precedenti. Le immagini, basate su schemi tecnici utilizzati solitamente dai produttori di accessori, indicano una riduzione della larghezza di circa un quarto rispetto a quella degli iPhone 17 Pro, rafforzando l’idea di un’evoluzione graduale verso un display sempre più pulito. Alla base di questo cambiamento ci sarebbe lo spostamento di parte del sistema Face ID sotto lo schermo, con l’illuminatore per il riconoscimento facciale integrato direttamente nel pannello, mentre altri componenti, come la fotocamera a infrarossi, continuerebbero a richiedere uno spazio dedicato, rendendo impossibile l’eliminazione completa della Dynamic Island. Il risultato sarebbe un impatto visivo più minimale e vicino al concetto di schermo “full view”, senza però rinunciare alle funzionalità che caratterizzano l’esperienza utente Apple. Sebbene si tratti ancora di anticipazioni, la coerenza con i rumor precedenti rende questa evoluzione sempre più plausibile, in attesa della presentazione ufficiale prevista nei prossimi mesi.

iPhone Ultra pieghevole: Apple punta su design intelligente e riparabilità senza precedenti

iPhone Ultra potrebbe rappresentare una svolta importante per Apple nel segmento foldable, grazie a un approccio progettuale che va oltre il semplice design esterno. Secondo le ultime indiscrezioni, il dispositivo adotterà una struttura interna completamente ripensata per semplificare la disposizione dei componenti e migliorare la modularità, con l’obiettivo di renderlo uno dei pieghevoli più facili da riparare sul mercato. La scelta di ridurre al minimo i collegamenti interni e di ottimizzare il posizionamento della scheda madre, spostata lateralmente, permetterebbe di eliminare molti dei limiti tipici dei foldable attuali, soprattutto nella gestione dei cavi attraverso la cerniera. Questo approccio si rifletterebbe anche sull’ergonomia, con una nuova disposizione dei tasti e uno sfruttamento più efficiente dello spazio interno, destinato principalmente a batteria e display. Proprio la batteria potrebbe essere uno dei punti di forza, con una capacità stimata intorno ai 5.500 mAh, mentre sul fronte hardware si parla di chip A20, modem proprietario e doppio display con pannello interno da circa 7,8 pollici e schermo esterno da 5,5 pollici. Non mancherebbero scelte controcorrente come il possibile ritorno del Touch ID laterale al posto del Face ID e un design fotografico rivisitato. Il debutto è atteso in autunno insieme alla gamma Pro, con un prezzo che potrebbe superare i 2.000 dollari, posizionando il dispositivo come il modello più ambizioso e costoso mai realizzato da Apple.

Mondo Samsung

One UI 9.0 si avvicina alla beta per Galaxy S26: sviluppo sempre più rapido

One UI 9.0 entra in una fase sempre più concreta di sviluppo per la futura serie Samsung Galaxy S26 Ultra, con i primi segnali che indicano l’arrivo imminente del programma beta anche per Galaxy S26 e S26 Plus. Dopo le build alpha, nelle ultime ore è stata individuata una nuova compilazione, S948BXXU2ZZE7, considerata un passo decisivo verso il passaggio alla fase di test pubblico. Il lavoro sul firmware, basato su Android 17, procede a ritmo sostenuto e segue tempistiche simili a quelle dello scorso anno, anche se il ritardo accumulato sulla One UI 8.5 ha leggermente modificato la roadmap complessiva. L’azienda starebbe comunque accelerando lo sviluppo per allineare il debutto della nuova interfaccia con il rilascio di Google sui Pixel, mentre cresce l’attesa per capire quanto velocemente la beta evolverà in una versione stabile pronta per il lancio commerciale.

Galaxy Tab S12 Plus appare nei server Samsung e si avvicina al lancio

Il Samsung Galaxy Tab S12 Plus è stato individuato nei server globali della casa sudcoreana in diverse regioni, tra cui Europa, India e Turchia, un segnale chiaro che lo sviluppo è ormai in fase avanzata e che il debutto ufficiale si sta avvicinando. Le tracce del firmware confermano i test interni su scala internazionale, spesso ultimo passaggio prima della presentazione commerciale. Le indiscrezioni indicano un tablet premium con display OLED da 12,4 pollici QHD+ a 120 Hz, 12 GB di RAM e 256 GB di memoria, sistema audio a quattro speaker con Dolby Atmos, certificazione IP68 e supporto alla S Pen. La batteria dovrebbe collocarsi tra 10.500 e 10.600 mAh, mentre il cuore hardware sarebbe affidato al MediaTek Dimensity 9500 Plus. Il posizionamento resta quello alto di gamma, con un prezzo atteso intorno ai 1.100 dollari e lancio previsto per settembre insieme alla variante Ultra.

Samsung Galaxy Ring 2 prende forma: più autonomia, design migliorato e debutto con Galaxy S27

Il futuro del wearable secondo Samsung passa anche dal prossimo Galaxy Ring di seconda generazione, che secondo le ultime indiscrezioni provenienti dalla Corea potrebbe debuttare all’inizio del prossimo anno insieme alla serie Galaxy S27, portando con sé miglioramenti concreti sia sul piano tecnico che su quello dell’esperienza d’uso. Il nuovo anello smart dovrebbe offrire un’autonomia più estesa, passando dagli attuali 7 giorni fino a circa 9-10 giorni con una singola carica, insieme a un design ancora più sottile e leggero, pensato per aumentare il comfort nell’utilizzo quotidiano. Non meno importante l’attenzione al monitoraggio, con sensori più precisi per raccogliere dati su salute e attività fisica in modo ancora più affidabile. Resta però aperta una questione emersa con la prima generazione, ovvero alcune segnalazioni relative a un possibile rigonfiamento della batteria, un aspetto su cui Samsung sarà chiamata a intervenire per rafforzare la fiducia degli utenti e consolidare la sua posizione in un mercato degli smart ring sempre più competitivo.

Samsung Galaxy Z Wide Fold 8: il pieghevole “più largo” prende forma nella One UI

Nuovi indizi emergono direttamente dalla One UI e confermano che Samsung sta lavorando a un pieghevole dal formato inedito, provvisoriamente indicato come Galaxy Z Wide Fold 8, destinato ad affiancare il classico Fold nella gamma 2026: le immagini interne al software, probabilmente legate a guide e schermate di supporto, mostrano un dispositivo più largo e meno slanciato rispetto ai modelli precedenti, suggerendo un’esperienza d’uso più vicina a quella di un mini tablet una volta aperto, con una superficie di visualizzazione più ampia e fruibile soprattutto per produttività e multitasking; il design sembra inoltre richiamare alcuni elementi della serie Galaxy S, in particolare per il comparto fotografico, anche se in forma semplificata, mentre sul piano tecnico le informazioni restano limitate ma coerenti con un posizionamento top di gamma, con hardware avanzato e caratteristiche simili al Fold tradizionale, fatta eccezione per possibili compromessi come una configurazione fotografica meno complessa; la scelta di introdurre un secondo pieghevolea libro” indica una strategia chiara da parte di Samsung, che punta a differenziare maggiormente l’offerta anticipando le mosse della concorrenza e sperimentando nuovi formati, con l’obiettivo di intercettare utenti alla ricerca di un’esperienza più ampia senza rinunciare alla portabilità tipica dei foldable.

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