Google, Apple e Samsung tornano protagoniste con una nuova ondata di aggiornamenti che punta sempre più su intelligenza artificiale, design e integrazione tra dispositivi. Da Android arrivano novità per Gboard e Gemini, mentre Apple prepara iOS 27 e un possibile cambio di passo per Apple Watch Ultra 4, e Samsung continua a spingere su Galaxy A27 e sui suoi pieghevoli di nuova generazione.
Mondo Google
Gboard cambia look: Google porta il nuovo stile Material You a più utenti
Google ha iniziato a distribuire a un numero più ampio di utenti il nuovo design Material You per i collegamenti rapidi di Gboard, introducendo un’interfaccia più moderna, leggibile e coerente con il linguaggio grafico Material 3 Expressive. Dopo mesi di test limitati partiti a inizio 2026, la novità arriva nella beta 17.3 della tastiera Android e modifica in modo evidente la barra degli shortcut: spariscono i bordi attorno alle icone e i pulsanti vengono trasformati in capsule con nomi più grandi e immediatamente riconoscibili. Il nuovo approccio riduce il numero di scorciatoie visibili contemporaneamente, ma migliora accessibilità e comprensione delle funzioni, rendendo più semplice individuare rapidamente strumenti come traduzione, appunti, GIF o modalità a una mano. L’aggiornamento segue la direzione estetica che Google sta adottando su sempre più app Android, con elementi arrotondati, spaziature più ampie e maggiore enfasi sulla leggibilità rispetto alla densità delle informazioni. Al momento il rollout riguarda gli utenti iscritti al programma beta di Gboard, ma tutto lascia pensare che il redesign possa arrivare nella versione stabile nel corso delle prossime settimane, diventando parte integrante della nuova esperienza visiva di Android.
Google rinnova le icone delle app: il nuovo stile divide già gli utenti
Google ha iniziato a distribuire un importante restyling grafico per le icone delle sue applicazioni, introducendo un design più moderno basato su gradienti, colori vivaci e forme meno tradizionali, anche per chi non ha espresso alcuna preferenza in merito. Le modifiche stanno comparendo gradualmente nelle app del colosso di Mountain View, coinvolgendo servizi popolari come Docs, Sheets, Slides e Keep, con un approccio che abbandona in parte le classiche quattro tonalità storiche del brand. Alcune icone cambiano persino orientamento e struttura, puntando su un’estetica più vicina al linguaggio Material You e alle interfacce minimaliste attuali. Il rollout, però, sta già facendo discutere: molti utenti lamentano una minore immediatezza nel riconoscimento visivo delle app, mentre altri apprezzano l’aspetto più fresco e contemporaneo rispetto al passato. Anche Google Keep è finito al centro del dibattito, con il nuovo logo che per alcuni migliora finalmente un design considerato datato da anni. Al momento il cambiamento appare ancora incoerente all’interno dell’ecosistema Google, visto che alcune sezioni del Workspace e diverse web app continuano a mostrare le vecchie icone, ma tutto lascia pensare che il nuovo stile verrà esteso progressivamente fino a sostituire completamente quello attuale, senza possibilità ufficiali di tornare indietro.
Gemini introduce il livello “Extended” e apre alle app esterne: cosa cambia davvero
Google sta ampliando le funzionalità di Gemini con una novità che riguarda direttamente il modo in cui l’assistente elabora le richieste: compare infatti un nuovo parametro chiamato “Thinking level”, visibile nel selettore dei modelli e pensato per modulare il tempo e la profondità del ragionamento. In questa fase iniziale il rollout sarebbe limitato a pochi utenti, ma l’impatto potenziale è significativo perché introduce una distinzione più chiara tra scelta del modello e livello di elaborazione. Le opzioni disponibili sono due, “Standard” ed “Extended”, con la prima indicata come ideale per la maggior parte delle attività quotidiane e la seconda pensata per gestire richieste più complesse che richiedono un’analisi più approfondita. Il controllo appare collegato ai modelli Gemini 3 Flash e Gemini 3.1 Pro, mentre la modalità Thinking resta separata da questa impostazione. In parallelo, Google sembra voler rendere più trasparente la logica interna dell’assistente, avvicinando l’esperienza a quella già vista su AI Studio, dove esistono livelli Low, Medium e High, anche se nell’app consumer l’approccio è semplificato in due sole modalità. Nessuna indicazione ufficiale, per ora, su tempi di risposta o eventuali differenze qualitative tra i due livelli, ma il cambiamento punta chiaramente a dare più controllo all’utente sul comportamento del sistema. A questo si aggiunge un’altra novità rilevante: l’espansione delle integrazioni con app esterne, che porterà Gemini a interagire sempre più in profondità con servizi come GitHub, Spotify e WhatsApp, ma anche con piattaforme come Canva, Instacart e OpenTable. In pratica l’assistente potrà diventare un hub operativo capace di creare e modificare contenuti su Canva, gestire acquisti e carrelli su Instacart e occuparsi direttamente di prenotazioni nei ristoranti tramite OpenTable, aprendo così la strada a un ecosistema in cui Gemini non si limita più a rispondere, ma agisce concretamente nelle applicazioni collegate.
Google Password Manager prepara il trasferimento di passkey tra servizi
Google sta sviluppando una nuova funzione per Android che punta a rendere molto più semplice lo spostamento di password e passkey tra gestori diversi, superando il limite attuale della sincronizzazione legata al solo ecosistema Google. Nelle versioni non ancora pubbliche di Google Password Manager compaiono infatti le opzioni di importazione ed esportazione di password e passkey, segno che la piattaforma si sta aprendo a un sistema di trasferimento tra app compatibili. Le prime prove indicano un flusso guidato che permette di scegliere l’app di origine e avviare il passaggio delle credenziali verso il gestore Google, mentre in uscita il processo appare ancora indiretto e legato alla compatibilità delle app coinvolte, con l’esportazione in CSV limitata alle sole password tradizionali. Il nodo principale riguarda proprio le passkey, che non sono dati copiabili come una password ma chiavi crittografiche pensate per sostituirle del tutto, motivo per cui richiedono un sistema di scambio più controllato e sicuro. La soluzione su cui Google sta lavorando si basa sul Credential Exchange Protocol (CXP), sviluppato per rendere interoperabili questi passaggi tra piattaforme diverse e su cui collaborano anche Apple e Samsung, con l’obiettivo di creare uno standard comune. La compatibilità però sarà inizialmente limitata ai servizi che adottano il protocollo, quindi non tutte le app saranno subito coinvolte. Il confronto con Apple è diretto, visto che su iOS 26 e macOS 26 esiste già un sistema simile per la migrazione verso gestori di terze parti, mentre Android è ancora in fase di sviluppo avanzato ma non del tutto maturo su questo fronte. L’obiettivo è chiaro: evitare che le passkey restino vincolate a un singolo ecosistema, migliorando la portabilità e riducendo una delle principali barriere alla loro diffusione. Non ci sono ancora date ufficiali, ma la presenza della funzione nell’interfaccia suggerisce un rilascio non lontano.
Mondo Apple
Apple prepara iOS 27: in arrivo scrittura assistita, scorciatoie AI e wallpaper generati
Secondo Mark Gurman di Bloomberg, Apple starebbe lavorando a una nuova ondata di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale per iOS 27 e iPadOS 27, con l’obiettivo di colmare il divario con le soluzioni già presenti su Android. Tra le novità in sviluppo figurano strumenti di scrittura assistita con controllo grammaticale avanzato, una nuova versione delle Shortcuts completamente guidata da linguaggio naturale e la possibilità di generare sfondi personalizzati tramite AI. Il sistema di scrittura introdurrà suggerimenti in tempo reale con modifiche proposte in un’interfaccia traslucida, simile a quella di servizi come Grammarly, mentre le scorciatoie diventeranno più accessibili grazie a un prompt che permette di descrivere direttamente l’azione desiderata, eliminando la necessità di configurazioni manuali complesse. A completare il pacchetto ci sarà anche una funzione per la creazione di wallpaper dinamici integrata in Image Playground, in linea con quanto già offerto da concorrenti come Google e Samsung.
Apple Watch Ultra 4 verso il grande restyling: più sensori e design tutto nuovo
Apple Watch Ultra 4 potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più importanti mai visti nella linea smartwatch premium di Apple, almeno secondo le ultime indiscrezioni che parlano di un redesign profondo sia sul piano estetico sia su quello hardware. Il nuovo modello dovrebbe abbandonare parte delle linee introdotte con le generazioni precedenti per adottare una nuova identità visiva più moderna e raffinata, con modifiche strutturali che promettono anche una migliore efficienza energetica e una costruzione ancora più evoluta. Gli analisti ritengono che questo rinnovamento possa aumentare le vendite tra il 20% e il 30% rispetto all’attuale generazione, trasformando l’Ultra 4 in uno dei prodotti Apple più attesi del prossimo autunno. Le novità non riguarderebbero però solo l’estetica: i rumor parlano infatti di un numero di sensori raddoppiato rispetto ai modelli precedenti, con un importante salto nelle funzioni dedicate a salute, monitoraggio e precisione delle rilevazioni. Proprio questa evoluzione starebbe già spingendo Apple ad aumentare gli ordini produttivi presso Taiwan-Asia Semiconductor, partner esclusivo per questo segmento, con la produzione che dovrebbe entrare nel vivo già durante l’estate. Il nuovo Apple Watch Ultra 4 si inserirebbe inoltre in una strategia più ampia con cui Cupertino vuole rafforzare il marchio “Ultra” all’interno dell’intero ecosistema, tra indiscrezioni su un futuro iPhone Ultra, nuovi MacBook ad alte prestazioni, AirPods evoluti e persino un Mac Studio con chip M5 Ultra. Al momento non esistono ancora dettagli ufficiali su prezzo e data di presentazione, ma tutto lascia pensare a un debutto nella seconda metà del 2026, probabilmente insieme alla nuova generazione di iPhone.
Arriva “Cats Lock”: l’app che blocca la tastiera del Mac dai gatti curiosi
Chi usa un Mac con un gatto nei paraggi conosce bene la scena: basta un attimo di distrazione e la tastiera diventa una passerella, con risultati spesso imprevedibili tra finestre che si chiudono, testi incompleti e comandi attivati a caso. Per evitare tutto questo arriva “Cats Lock”, una piccola applicazione per macOS pensata per disattivare temporaneamente la digitazione senza bloccare l’intero sistema. L’idea è semplice ma efficace: con un click dalla barra menu o una scorciatoia da tastiera si può impedire l’inserimento di caratteri, lasciando però attivi mouse, trackpad e schermo, così da continuare a seguire riunioni, video o documenti senza interruzioni. In questo modo il computer resta utilizzabile per tutto ciò che non richiede input da tastiera, mentre il rischio di digitazioni casuali viene eliminato alla radice. L’app può funzionare in modalità silenziosa oppure con segnali sonori pensati per scoraggiare il salto sulla tastiera, adattandosi così a diversi contesti domestici e a diverse “abitudini feline”. Disponibile su App Store a 2,99 euro, Cats Lock punta su una proposta leggera e immediata, compatibile con macOS Sonoma e versioni successive, con un approccio più pratico che tecnico: non interviene sul sistema in modo invasivo ma agisce solo sulla funzione di input, rendendo il blocco reversibile in qualsiasi momento. È una soluzione che intercetta una necessità molto concreta per chi lavora da casa o utilizza spesso il portatile in ambienti condivisi con animali domestici, dove il confine tra spazio di lavoro e spazio personale è spesso fluido. In un panorama di app sempre più complesse, Cats Lock si distingue proprio per la sua semplicità, trasformando un problema quotidiano in un gesto rapido da attivare e disattivare senza interrompere le attività in corso.
Mondo Samsung
Samsung Galaxy A27 si rinnova nel design: più vicino alla serie A “premium”
Il Samsung Galaxy A27 si prepara a un aggiornamento estetico significativo che lo avvicina sempre di più ai modelli superiori della gamma, in particolare Galaxy A37 e Galaxy A57. Le prime indicazioni arrivano da materiali legati a custodie di terze parti, che mostrano un dispositivo profondamente rivisto sul piano del design, con un linguaggio visivo più moderno e coerente con la nuova strategia estetica della serie Galaxy A. La novità più evidente riguarda la parte frontale, dove sparisce definitivamente il notch a goccia in favore di un foro centrale nel display, ormai standard anche nella fascia media. Il pannello dovrebbe mantenere una diagonale da 6,7 pollici ma con cornici sensibilmente ridotte, soprattutto nella parte inferiore, contribuendo a un impatto visivo più pulito e contemporaneo. Anche il frame laterale segue la nuova impostazione Samsung, con la presenza della “Key Island”, la leggera sporgenza che integra tasto di accensione e bilanciere del volume, elemento ormai distintivo dei recenti modelli del brand. Sul retro trova spazio un comparto fotografico a tripla lente disposto verticalmente, con modulo leggermente sporgente ma più ordinato rispetto al passato, mentre il flash LED viene separato dal blocco principale e posizionato in modo indipendente sulla back cover, soluzione già vista su altri dispositivi recenti della serie. Sul piano tecnico si parla di uno spessore contenuto intorno ai 7,9 mm e di una batteria da 5.000 mAh, accompagnata da ricarica fino a 25 W e possibile supporto alla ricarica wireless. Tra le ipotesi anche un miglioramento della fotocamera frontale, che potrebbe passare a un sensore da 12 megapixel, mentre lato software il Galaxy A27 dovrebbe debuttare con One UI 8.5 basata su Android 16 QPR2. Le colorazioni previste includono nero, blu, verde e rosa, con lancio atteso nelle prossime settimane e disponibilità nella seconda metà dell’anno.
Galaxy Z Fold 8 Wide punta tutto sul design: immagini delle cover svelano uno spessore record
Nuove immagini pubblicate dal produttore di cover DuxDucis sembrano aver confermato gran parte del design del futuro Samsung Galaxy Z Fold 8 Wide, il pieghevole che potrebbe diventare uno dei modelli più sottili mai realizzati dal colosso coreano. Le custodie della linea AIMO Mag mostrano infatti uno smartphone con scocca piatta, modulo fotografico posteriore a doppio sensore disposto verticalmente dentro una struttura “a pillola” e lettore d’impronte integrato nel tasto di accensione laterale. Il dettaglio più interessante riguarda però lo spessore: la scheda tecnica della cover parla di appena 5 mm da aperto, misura che dovrebbe includere anche i bordi protettivi della custodia e che lascia intuire un dispositivo ancora più sottile nella realtà. Secondo le indiscrezioni, il Galaxy Z Fold 8 Wide dovrebbe integrare un display interno da 7,6 pollici e uno schermo esterno da 5,4 pollici con foro centrale per la selfie camera, mantenendo un look molto più pulito rispetto alle precedenti generazioni. La presenza di un magnete integrato nella cover alimenta inoltre le ipotesi sul supporto alla ricarica wireless Qi2, anche se il telefono potrebbe non avere magneti direttamente nel telaio. Samsung dovrebbe presentare ufficialmente il nuovo pieghevole insieme ai Galaxy Z Fold 8 e Z Flip 8 durante un evento Galaxy Unpacked previsto il 22 luglio a Londra.