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Gli "imbrogli" che si nascondono dietro l’intelligenza artificiale

L'Intelligenza Artificiale viene spesso storpiata dalle aziende che vogliono dare maggiore visibilità ai propri prodotti. Ecco, in realtà, cosa si nasconde.

Hi-Tech
Pubblicato il 5 ottobre 2018, alle ore 19:55

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Gli "imbrogli" che si nascondono dietro l’intelligenza artificiale

Burger King ha registrato nuovi spot pubblicitari da trasmettere negli Stati Uniti, affermando di aver utilizzato l’intelligenza artificiale. Le pubblicità iniziano con il rumore dei vecchi modem che si usavano per il collegamento ad Internet, seguito da una voce metallica che inizia a pronunciare delle frasi divertenti inerenti agli hamburger.

Nella realtà, però, l’ammissione dell’azienda fa capire che gli spot sono stati realizzati da pubblicitari professionisti umani e lo scopo principale degli spot è quello di ironizzare contemporaneamente sulla tanto chiacchierata Intelligenza Artificiale, e sul fatto che solo in pochi conoscono le verità su questa nuova tecnologia.

L’Intelligenza Artificiale non è come sembra

Il responsabile marketing di Burger King fa sapere che, con l’avvento della nuova tecnologia, si utilizzano sempre più termini specifici, come il deep learning, machine learning e cose simili, perché vanno di moda e spesso si perde ciò che conta davvero. Il messaggio che vuole trasmettere è che le idee non possono essere sostituite dall’intelligenza artificiale. 

Eppure, Google sta investendo milioni sulla nuova tecnologia: nei comunicati stampa vengono lodate delle capacità che molto difficilmente vediamo nel quotidiano. Ad esempio, esistono particolari algoritmi che possono battere il campione del mondo del gioco GO, altre che consentono alle auto di guidare autonomamente, ma allo stesso tempo anche programmi come Siri, che sono semplici assistenti virtuali, vengono definiti parte dell’intelligenza artificiale. Ovviamente, questi ultimi non hanno niente a che vedere con la AI.

Per questioni di marketing, molti imprenditori spacciano per Intelligenza Artificiale, quello che in realtà non è: anzi spesso sono software abbastanza inutili. Addirittura, alcuni scrittori hanno spiegato il loro punto di vista sull’argomento: Astra Taylor, ad esempio, si sofferma sulle esagerazioni riguardo ai progressi raggiunti dai robot. È possibile parlare di fasullomazione, come un forno a microonde che viene definito intelligente solo perché può regolare i minuti di cottura, dopo aver letto il codice a barre e averlo cercato su internet.

È un’idea per vendere di più. Inoltre, l’automazione non è neutra come si vuole far credere: infatti capita che la AI venga utilizzata come minaccia nei confronti dei lavoratori che chiedono un miglioramento delle condizioni di lavoro, o un aumento dello stipendio.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Effettivamente, bisogna avere delle determinate conoscenze per riconoscere una vera Intelligenza Artificiale da una spacciata per simile. La maggior parte della popolazione, tende a credere a tutto ciò che viene detto dalle pubblicità, senza avere il minimo spirito "critico" per imporsi su delle scelte senza essere condizionati da quello che li circonda.

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