Iscriviti

Da Sony il monitor olografico Spatial Reality Display alternativo ai visori VR

Sony, ascoltando i feedback dei propri clienti professionali, mettendo a frutto anche il contributo della propria divisione cinematografica, ha annunciato la commercializzazione del suo olografico Spatial Reality Display: ecco con quali specifiche e funzioni.

Hi-Tech
Pubblicato il 18 ottobre 2020, alle ore 20:10

Mi piace
10
0
Da Sony il monitor olografico Spatial Reality Display alternativo ai visori VR

Se ne era avuto un timido assaggio al CES 2020, ultima kermesse in presenza pre-Covid, ed ora quello che inizialmente era noto come “Eye-Sensing Light Field Display” è pronto per esordire in commercio, a Novembre, col nome definitivo di Sony Spatial Reality Display.

Lo Spatial Reality Display di Sony, di base, è un display professionale (difatti usato dalla divisione cinematografica “Pictures Entertainment” del colosso giapponese per realizzare il film “Ghostbusters: Afterlife”) da 15.6 pollici risoluto in FullHD, con 500 nits di luminosità massima, la totale copertura dello spazio colore Adobe RGB, ed il supporto (via SDK) ai motori grafici Unreal ed Unity (onde poter importare contenuti VR da ambedue le piattaforme), provvisto di un impianto sonoro 2.1 integrato (settabile dai pulsanti a bordo schermo), e collegato alle sorgenti di dati via USB 3.2 Type-C ed HDMI

La specificità dello Spatial Reality Display di Sony è quella di rendere la gran parte degli effetti visivi di un visore VR su un display da scrivania, senza la necessità di indossare l’apposito casco: l’effetto stereoscopico 3D, in questo caso, viene reso tramite un sensore fotografico che traccia in tempo reale il movimento del viso e degli occhi dell’utente, rielaborando via algoritmo le immagini, per renderle – tramite le lenti lenticolari della superficie visuale – in due differenti porzioni, 2K, destinate rispettivamente e in contemporanea all’occhio destro ed a quello sinistro

Secondo quanto reso noto da Sony a The Verge, lo Spatial Reality Display, al momento, è funzionale alla fruizione con un solo utente per volta, tanto che un osservatore aggiuntivo vedrebbe l’immagine contrarsi o risultare tagliata lungo i bordi: in compenso, è possibile utilizzare il display olografico di Sony anche con gli accessori Motion Leap per controllare l’oggetto 3D con le air gesture. 

Per poter utilizzare il non proprio accessibile Sony Spazial Reality Display, infatti prezzato a 4.999 dollari, sarà necessario disporre di un hardware informatico di livello top, con un processore appartenente alle più recenti generazioni, ed una scheda grafica almeno Nvidia GeForce RTX 2070.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Da un certo punto di vista, capisco anche le richieste giunte a Sony: il casco VR è dannatamente scomodo, per quanto continuino a migliorarne l'indossabilità. Fruire di effetti olografici su un display, invece, è il sogno di tutti, ma sino ad ora i tentativi messi in atto, per realizzare un prodotto simile adatto alle masse, non hanno avuto successo (in particolar modo in ambito telefonico, basti pensare ai flop del Fire Phone e del RED Hydrogen One).

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!