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Cina: adottate misure tecnologiche per la lotta all’epidemia da coronavirus

Mentre la situazione italiana del coronavirus COVID-19 sta diventando sempre più seria, in Cina si fa di tutto per contrastare l'epidemia facendo uso anche di droni, robot e sistemi avanzati di intelligenza artificiale.

Hi-Tech
Pubblicato il 8 marzo 2020, alle ore 16:53

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Cina: adottate misure tecnologiche per la lotta all’epidemia da coronavirus

Da quasi due mesi a questa parte il coronavirus COVID-19 è diventato l’assoluto protagonista delle nostre vite. Ogni giorno non si fa che parlare d’altro tra aggiornamenti sui casi di infezione e decessi confermati e nuove disposizioni del governo italiano atte a contrastare la diffusione dell’epidemia. Sicuramente la preoccupazione è tanta, specie se si considera l’effetto psicosi visto nelle scorse settimane (supermercati presi letteralmente d’assalto, mancanza totale di mascherine e gel igienizzante per le mani).

Se da un lato la situazione italiana è diventata alquanto delicata (siamo sulla soglia dei 6.000 casi confermati), in Cina si fa di tutto per contrastare l’epidemia. In questo senso le ultime tecnologie stanno diventando un’arma fondamentale per limitare la diffusione del contagio: tra poco vi spiegheremo il perché esponendovi alcuni esempi.

I droni informano i cittadini e ‘scansionano’ la temperatura delle persone

In prima linea ci sono di sicuro i droni. Utilizzando questi dispositivi elettronici, la polizia può controllare in piena sicurezza le aree sottoposte a quarantena diffondendo anche messaggi informativi di vario tipo. Per esempio, spesso si sente una voce registrata che recita: “Per favore, indossate le mascherine e rientrate in casa“. 

Alcuni droni consentono il cosiddetto “imaging termico”: mediante l’uso di telecamere sensibili al calore corporeo, la polizia può individuare i soggetti “sospetti” e disporre un periodo di osservazione. Altri tipi di drone possono essere utilizzati per consegnare i viveri e le medicine nelle zone a rischio, limitando anche in tal senso il rischio concreto di contagio.

I robot disinfettano le aree contaminate dal COVID-19

Un altro potente alleato è rappresentato dai robot. Per chi non lo sapesse, si tratta di particolari veicoli (assomigliano a dei piccoli carri armati) pilotati a distanza da personale del governo. Le autorità ne fanno uso ben due volte al giorno per disinfettare tutte le aree contaminate. È stata avvistata anche una particolare variante di queste macchine, prodotte dalla ditta danese UVD Robots, in grado di procedere alla disinfezione delle aree contaminate utilizzando una particolare luce UV-C concentrata, la quale ha un potente effetto germicida.

Utilizzare questi robot rende sicure le aree di lavoro per i medici e i pazienti, ad esempio, limitando i rischi derivanti da un possibile contagio.

Anche l’intelligenza artificiale aiuta a contrastare il Coronavirus

Un ultimo alleato alla lotta contro il coronavirus, ma non per questo meno importante, è rappresentato dall’intelligenza artificiale. Molti ospedali in Cina fanno uso di software molto particolari in grado di rilevare l’agente patogeno COVID-19 nei polmoni dei pazienti. Altri programmi sono utili per simulare la creazione di nuove molecole le quali potrebbero rivelarsi efficaci nella lotta contro l’epidemia.

Queste sono solo alcune delle misure messe in campo per contrastare il diffondersi del contagio. Di certo, specie nel nostro paese, deve prevalere il buon senso: evitare spostamenti nelle zone a rischio e seguire quanto indicato dal ministero della Salute sono prerogative fondamentali per evitare che la situazione peggiori ulteriormente.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabio Attardo

Fabio Attardo - L'uso della tecnologia per limitare la diffusione del Coronavirus assume un'importanza fondamentale. Da un lato chi opera nelle aree a rischio può sentirsi tutelato mentre svolge il proprio lavoro, dall'altro lato si limitano i rischi del contagio arginando, di fatto, la diffusione dell'epidemia. Resta da vedere quando la situazione potrà finalmente migliorare, con la diminuzione del numero di persone contagiate.

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