Apple vola con iPhone 17 Pro, ma l’IA resta il vero banco di prova: tutte le novità secondo Mark Gurman

Apple vive un momento d’oro grazie al successo dell’iPhone 17 Pro e a risultati finanziari record, ma secondo Mark Gurman il vero nodo resta l’intelligenza artificiale, ambito in cui Cupertino rischia di perdere terreno proprio mentre il mercato cambia pelle.

Apple vola con iPhone 17 Pro, ma l’IA resta il vero banco di prova: tutte le novità secondo Mark Gurman

L’ultimo numero della newsletter Power On di Mark Gurman per Bloomberg restituisce l’immagine di un’Apple apparentemente in splendida forma, ma attraversata da tensioni strategiche profonde. Da un lato ci sono numeri da record, prodotti che vendono come non accadeva da anni e una domanda che supera ancora l’offerta. Dall’altro, però, emerge con chiarezza un nodo irrisolto: l’intelligenza artificiale, terreno sul quale Cupertino rischia di arrivare tardi e impreparata. Il trimestre festivo appena archiviato è stato storico. Apple ha registrato 85 miliardi di dollari di ricavi legati agli iPhone e la crescita complessiva più rapida dal 2021.

Il protagonista assoluto è l’iPhone 17 Pro, che secondo Gurman ha centrato tutti gli obiettivi giusti: design rinnovato, autonomia convincente, prestazioni di alto livello e una gamma cromatica che ha saputo attrarre anche chi negli ultimi anni aveva rimandato l’aggiornamento. Proprio la domanda repressa, accumulata dal 2020 in poi, ha giocato un ruolo chiave. Molti utenti avevano rimandato il cambio dopo il primo ciclo del 5G, e ora stanno tornando in massa nei negozi. Apple, a quattro mesi dal lancio, fatica ancora a soddisfare tutte le richieste. Un dettaglio che dice molto: le vendite avrebbero potuto essere persino più alte. Le previsioni per il trimestre in corso parlano di una crescita dei ricavi fino al 16%, sopra le attese di Wall Street. Un successo che però rischia di diventare una comoda coperta sotto cui nascondere problemi ben più strutturali. Secondo Gurman, Apple resta in netto ritardo sull’intelligenza artificiale generativa rispetto ai suoi principali concorrenti della Silicon Valley. Il confronto non è solo tecnologico, ma culturale. Negli ultimi venticinque anni, l’azienda ha costruito il proprio impero su prodotti nativi per l’era di Internet. I prossimi venticinque saranno definiti dall’IA, e replicare il successo del passato richiederà una trasformazione profonda di hardware e sistemi operativi, con interazioni vocali e agenti intelligenti destinati a superare il modello attuale basato sulle app. In questo scenario, l’App Store continua a macinare risultati, contribuendo per la prima volta a superare i 30 miliardi di dollari di ricavi trimestrali dai servizi. Ma Gurman è netto: in un futuro dominato dall’IA, l’idea stessa di installare manualmente app potrebbe apparire anacronistica. E qui emerge una critica diretta alla leadership di Tim Cook, accusata di non aver ancora delineato una visione davvero ambiziosa sull’intelligenza artificiale. Anche la gestione del team IA, dopo l’uscita di scena di John Giannandrea e il passaggio di consegne a Craig Federighi, appare come una soluzione tampone più che una strategia di lungo periodo, soprattutto considerando la dipendenza temporanea da modelli esterni come Gemini.

Nel frattempo, Apple continua a muoversi sul fronte hardware. Gurman segnala un lancio imminente dei nuovi MacBook Pro, identificati internamente come J714 e J716, attesi nel ciclo di rilascio di macOS 26.3 tra febbraio e marzo. Le scorte degli attuali modelli di fascia alta sono in forte calo, sia online sia negli Apple Store, un segnale classico che precede l’aggiornamento. In parallelo scarseggia anche lo Studio Display entry-level, mentre un refresh è previsto nella prima metà del 2026. Il MacBook Air M4 resta disponibile, ma un’evoluzione con chip M5 non è lontana.

Sul fronte delle novità più “silenziose” arriva finalmente AirTag di seconda generazione. Non è un aggiornamento rivoluzionario, ma migliora precisione, portata e volume dell’altoparlante, con una particolare attenzione alla sicurezza grazie a un design che rende più difficile manomettere il componente audio. Guardando più avanti, Apple sta già valutando un futuro oltre il primo iPhone pieghevole, ancora lontano dal debutto. Nei laboratori si studia anche un modello a conchiglia, più compatto, mentre non è esclusa una variante pieghevole più grande in stile libro. Infine, CarPlay Ultra resta un progetto complesso e di nicchia, ma Gurman conferma l’arrivo su almeno un importante modello Hyundai o Kia nella seconda metà dell’anno.

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