Android 17, Siri e Galaxy AI: la nuova sfida tra Google, Apple e Samsung parte dall’intelligenza artificiale

Google spinge su Android 17 con Gemini e nuove funzioni AI, mentre Apple prepara il rilancio di Siri e Samsung accelera con One UI 9.0 sui Galaxy S26.

Android 17, Siri e Galaxy AI: la nuova sfida tra Google, Apple e Samsung parte dall’intelligenza artificiale

Nel nuovo panorama tecnologico dominato dall’intelligenza artificiale, i tre grandi ecosistemi si muovono sempre più in parallelo ma con strategie diverse: Google accelera su Android 17 con Gemini e automazioni sempre più avanzate, Apple prepara il rilancio di Siri e nuove scelte hardware e software, mentre Samsung Electronics anticipa i tempi con la beta di One UI 9.0 e un ecosistema Galaxy sempre più orientato all’AI e alla sicurezza.

Mondo Google

Google svela le nuove funzioni AI di Android 17: sfida diretta al rinnovato Siri di Apple

Google ha presentato una nuova ondata di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale in arrivo con Android 17, anticipando la concorrenza a pochi mesi dal previsto aggiornamento di Apple e del suo assistente Siri. Le novità segnano un’evoluzione importante dell’ecosistema Android, sempre più orientato a un’interazione naturale e meno dipendente da tocchi e menu, con Gemini al centro dell’intera esperienza e una nuova strategia di branding chiamata Gemini Intelligence, ispirata chiaramente alla controparte Apple Intelligence. Tra le innovazioni più rilevanti spiccano il sistema Rambler per la dettatura vocale intelligente che elimina riempitivi e supporta più lingue in una singola frase, la possibilità per Gemini di eseguire azioni complesse su app e web come la creazione automatica di carrelli della spesa partendo da note o liste, e il tool Create A Widget che consente di generare widget tramite linguaggio naturale, riducendo la necessità di configurazioni manuali. Grande attenzione anche ai creator, con miglioramenti significativi alla qualità dei video condivisi su Instagram grazie a una collaborazione diretta con Meta, oltre a nuove funzioni come Screen Reactions che permette di registrare simultaneamente schermo e selfie camera senza app esterne. Android 17 introduce inoltre un restyling completo delle emoji con oltre 4.000 icone più dettagliate, nuove funzioni di benessere digitale come Pause Point per ridurre l’uso compulsivo delle app, e strumenti di condivisione cross-platform migliorati tra Android e iOS anche tramite Quick Share e QR code. Le nuove funzioni saranno distribuite gradualmente e arriveranno inizialmente su dispositivi come i futuri smartphone Pixel e i prossimi foldable Samsung, confermando la strategia di Google di posizionare Android come piattaforma AI-first in vista della prossima grande evoluzione del settore mobile.

Google sventa un possibile attacco AI

Google ha riferito di aver bloccato un tentativo di utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di un gruppo di hacker per pianificare un’operazione su larga scala basata su vulnerabilità software. Secondo il Threat Intelligence Group, gli attaccanti avrebbero sfruttato modelli come OpenClaw per individuare falle zero-day e aggirare sistemi di sicurezza, inclusa l’autenticazione a due fattori. L’intervento preventivo di Google avrebbe probabilmente impedito la fase esecutiva dell’attacco, che non avrebbe coinvolto il modello Gemini. Il caso mette in evidenza come l’AI stia diventando sempre più centrale anche nelle attività di cyber criminalità, con gruppi legati a diversi Paesi che sperimentano strumenti avanzati per analizzare sistemi e sviluppare malware, mentre aziende come Microsoft, CrowdStrike e Palo Alto Networks rafforzano le difese basate su intelligenza artificiale.

Gemini trasforma gli appunti scritti a mano in guide studio AI: Google punta sugli studenti

Google continua ad ampliare le funzioni educative di Gemini introducendo una novità pensata soprattutto per studenti universitari e liceali: la possibilità di trasformare appunti scritti a mano in guide studio e flashcard generate automaticamente dall’intelligenza artificiale. La nuova funzione, chiamata “Digitize your paper notes with Gemini”, è in distribuzione nell’app di Gemini e permette di fotografare pagine di quaderni, caricarle nel sistema e ottenere materiale organizzato per ripasso ed esami. L’AI è in grado di analizzare centinaia di pagine di appunti, individuare gli argomenti principali e creare schemi strutturati, riassunti e flashcard utili per memorizzare concetti chiave in modo più rapido. Google spiega inoltre che gli utenti potranno personalizzare le richieste chiedendo a Gemini di concentrarsi sugli argomenti più avanzati o di saltare le basi già conosciute, rendendo il supporto molto più mirato. L’obiettivo è semplificare la gestione di mesi di studio accumulati durante il semestre, trasformando materiale spesso disordinato in contenuti più chiari e facili da consultare prima di verifiche ed esami. Con questa novità, Google rafforza ulteriormente la presenza dell’intelligenza artificiale nel settore education, puntando a rendere Gemini uno strumento sempre più centrale per organizzazione, apprendimento e produttività scolastica.

Google Home, tante novità in arrivo: più veloce, Gemini più efficace e non solo

Google sta preparando un aggiornamento importante per Gemini for Home, ancora in rollout solo per i beta tester ma destinato ad allargarsi nelle prossime settimane, con miglioramenti che puntano soprattutto su contesto, rapidità e semplicità d’uso: l’assistente sarà più bravo a collegare le informazioni salvate con la funzione Ask Home, così da riconoscere persone e dettagli anche quando l’utente usa nomi diversi o riferimenti più naturali, introdurrà Home Brief per offrire un riepilogo vocale rapido di ciò che è accaduto in casa durante l’assenza, velocizzerà le operazioni più comuni della smart home come luci, timer e sveglie grazie a ottimizzazioni del backend, permetterà agli utenti Nest di sospendere in modo più immediato l’uso delle temperature esterne senza toccare le impostazioni automatiche, estenderà su iPhone il controllo anche a termostati e climatizzatori di terze parti compatibili e renderà più semplice dare feedback su Gemini con pulsanti di valutazione dopo quasi ogni interazione vocale; cambia infine anche la configurazione dei dispositivi, con il passaggio a un sistema basato su codici QR che sostituisce la vecchia procedura a menu e sottomenu.

Android Auto in beta crea problemi con Audible: il bug grafico irrita gli utenti

La nuova beta di Android Auto sta causando qualche grattacapo agli utenti di Audible, con numerose segnalazioni online relative a un fastidioso bug grafico che rende instabile il pannello laterale dell’app durante l’utilizzo in auto. Secondo quanto emerso dalle discussioni pubblicate su Reddit, l’interfaccia di Audible continuerebbe infatti ad apparire e scomparire in modo continuo, creando una distrazione decisamente poco piacevole mentre si guida. Il problema, fortunatamente, non sembra compromettere la riproduzione degli audiolibri, che continuano a funzionare regolarmente senza interruzioni o chiusure improvvise dell’applicazione, ma il comportamento anomalo dell’interfaccia starebbe spingendo diversi utenti ad abbandonare momentaneamente la versione beta di Android Auto. Al momento il difetto sembrerebbe limitato ad Audible, mentre altre applicazioni molto diffuse come Spotify continuerebbero a funzionare senza particolari anomalie. La soluzione più efficace, almeno per ora, consiste nel lasciare il programma beta e tornare alla versione stabile di Android Auto, operazione che secondo le testimonianze elimina completamente il problema. L’episodio conferma ancora una volta come le versioni di test possano offrire accesso anticipato alle novità ma anche introdurre inconvenienti inattesi, soprattutto in un ambiente delicato come quello dell’infotainment automobilistico.

Mondo Apple

AirPods Pro 3, in Italia arriva la funzione “Apparecchio acustico”: audio adattivo e salute uditiva al centro

Apple porta ufficialmente anche in Italia la funzioneApparecchio acustico” su AirPods Pro 3 (e su AirPods Pro 2 tramite aggiornamento), trasformando di fatto gli auricolari in un sistema di supporto uditivo in grado di compensare in tempo reale perdite dell’udito da lievi a moderate. L’aggiornamento si inserisce in un progetto più ampio dedicato alla salute uditiva e sfrutta il profilo personalizzato generato dal test audiometrico integrato, che viene eseguito direttamente da iPhone o iPad e poi applicato automaticamente a musica, chiamate e contenuti multimediali. Il sistema agisce in modo dinamico sull’audio, adattando amplificazione e bilanciamento tra i due auricolari senza richiedere interventi manuali, con i dati sanitari gestiti in forma cifrata e archiviati nell’app Salute, coerentemente con l’approccio privacy-first della piattaforma Apple. La novità si inserisce in un contesto più ampio legato alla prevenzione dei disturbi uditivi, tema sempre più centrale anche alla luce di studi su larga scala che evidenziano come la perdita dell’udito possa influire non solo sulla comunicazione ma anche su aspetti più generali della qualità della vita, dalla mobilità fisica alla capacità di interazione sociale. Con questa funzione, le AirPods evolvono ulteriormente da semplice dispositivo audio a strumento ibrido tra intrattenimento e monitoraggio del benessere personale, rafforzando la strategia di Apple di integrare sempre più profondamente hardware, software e servizi in un unico ecosistema sanitario e tecnologico.

Apple guarda a Intel: cambia la strategia per i chip del futuro

Apple starebbe preparando una svolta importante nella propria strategia produttiva, avviando un accordo preliminare con Intel per la realizzazione di alcuni chip progettati internamente. La mossa avrebbe un obiettivo preciso: ridurre almeno in parte la forte dipendenza da TSMC, che oggi rappresenta il partner principale per la produzione degli Apple Silicon. Negli ultimi mesi, però, le linee produttive più avanzate del colosso taiwanese sono diventate sempre più richieste da aziende come NVIDIA e Broadcom, soprattutto per la corsa globale ai chip dedicati all’intelligenza artificiale. Per questo Apple starebbe cercando nuove alternative per alleggerire la pressione sulla propria catena produttiva. Secondo le indiscrezioni, l’intesa con Intel non riguarderebbe inizialmente i processori principali degli iPhone, che continuerebbero a utilizzare i processi produttivi più avanzati di TSMC, ma chip destinati a dispositivi con volumi inferiori come Mac, iPad, Apple Watch, AirPods e AirTag. Una scelta che permetterebbe ad Apple di diversificare la produzione senza rischiare direttamente sui prodotti più strategici, mantenendo allo stesso tempo maggiore flessibilità in un mercato dei semiconduttori sempre più competitivo e complesso.

Apple Watch senza Touch ID: Apple preferisce batteria e salute ai sensori biometrici

Negli ultimi giorni sono tornate a circolare indiscrezioni sull’arrivo del Touch ID su Apple Watch, ma secondo le informazioni più recenti Apple non avrebbe alcuna intenzione concreta di integrare il sensore biometrico nei prossimi modelli. L’idea era emersa già anni fa attraverso alcuni brevetti legati alla Digital Crown e nuovi riferimenti nel codice avevano riacceso le speculazioni, ma il leaker Instant Digital sostiene che la strategia dell’azienda resti invariata: lo smartwatch continuerà a fare affidamento principalmente sull’autenticazione tramite iPhone. Dietro questa scelta ci sarebbero soprattutto due motivi. Il primo riguarda i costi produttivi, sempre più delicati in una fase in cui componenti come memorie e chip stanno diventando più costosi anche per Apple. Il secondo sarebbe invece legato allo spazio interno del dispositivo: inserire un sistema Touch ID significherebbe sacrificare parte della batteria o altri componenti ritenuti più importanti. Secondo le indiscrezioni, Apple starebbe infatti concentrando le proprie priorità su autonomia, sensori salute e nuove funzioni wellness piuttosto che sull’aggiunta di un lettore d’impronte digitali, lasciando intendere che il Touch ID potrebbe non arrivare mai davvero sugli Apple Watch.

Apple e Google attivano la crittografia RCS tra iPhone e Android: messaggi più sicuri anche tra piattaforme diverse

Apple e Google hanno avviato il rollout beta della crittografia end-to-end per i messaggi RCS scambiati tra iPhone e smartphone Android, segnando uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nel mondo della messaggistica mobile. La nuova protezione, disponibile su iOS 26.5 tramite operatori compatibili e sull’ultima versione di Google Messaggi, permette di rendere invisibili i contenuti delle conversazioni a soggetti esterni durante il trasferimento dei messaggi. La funzione sarà attiva automaticamente sia nelle nuove chat sia in quelle già esistenti, senza bisogno di configurazioni manuali da parte degli utenti. Per indicare che una conversazione è protetta verrà mostrato un lucchetto direttamente nell’interfaccia delle chat RCS, sia su Android sia su iPhone. Fino a oggi Apple garantiva la crittografia completa solo tramite iMessage tra dispositivi Apple, mentre Google la offriva esclusivamente nelle chat RCS tra smartphone Android. Con questa collaborazione, invece, la sicurezza avanzata viene finalmente estesa anche alle conversazioni cross-platform, trasformando RCS nel vero successore moderno degli SMS tradizionali e avvicinando ulteriormente i due ecosistemi rivali sul fronte della privacy digitale.

iPhone pieghevole: l’innovazione del design non riguarderà i colori

Il primo iPhone pieghevole, che secondo i rumor potrebbe arrivare anche come iPhone Ultra, si prepara a rappresentare una delle svolte più importanti nella storia recente di Apple, ma non tutte le novità riguarderanno l’estetica esterna. Le indiscrezioni più recenti indicano infatti che il dispositivo debutterà con una palette cromatica estremamente limitata, composta da sole due varianti, una scelta che sembra confermare la volontà di Cupertino di mantenere un approccio molto conservativo sul fronte dei colori. Una delle versioni dovrebbe presentare una finitura chiara con dettagli silver, mentre l’altra, ancora oggetto di discussione nella filiera dei leak, potrebbe oscillare tra un grigio scuro e un blu profondo simile alle tonalità già viste sugli iPhone Pro più recenti. La strategia non sarebbe nuova per Apple, che in passato ha già adottato soluzioni simili in occasione di prodotti di rottura come iPhone X, lanciato inizialmente solo in due colorazioni essenziali per sottolinearne il carattere di nuova generazione. In questo caso, la scelta di ridurre le varianti cromatiche potrebbe rispondere anche a esigenze produttive e di posizionamento, con l’obiettivo di concentrare l’attenzione sulle innovazioni strutturali del dispositivo, come il design pieghevole e le nuove soluzioni hardware attese. Anche il futuro modello celebrativo legato al ventennale della linea iPhone potrebbe seguire una filosofia simile, confermando una tendenza sempre più orientata alla semplicità estetica nelle fasi iniziali dei grandi cambiamenti di design.

Mondo Samsung

Samsung accelera su Android 17: parte la beta della One UI 9.0 per i Galaxy S26

Samsung ha già avviato il programma beta della nuova One UI 9.0 basata su Android 17, dimostrando di voler accelerare lo sviluppo software subito dopo aver completato la distribuzione della One UI 8.5. La fase iniziale riguarda esclusivamente la serie Samsung Galaxy S26 Ultra, Samsung Galaxy S26 Plus e Samsung Galaxy S26, con accesso riservato agli sviluppatori iscritti tramite Samsung Members in mercati selezionati come Corea del Sud, Germania, Regno Unito, Polonia, India e Stati Uniti. Secondo le prime informazioni, la One UI 9.0 introdurrà strumenti creativi più evoluti, opzioni di personalizzazione avanzate e nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, oltre a un importante rafforzamento della sicurezza di sistema. Samsung starebbe infatti lavorando a meccanismi più efficaci per individuare applicazioni sospette o processi potenzialmente rischiosi, suggerendo persino la rimozione delle app considerate problematiche. Il debutto stabile della nuova interfaccia è atteso per l’autunno 2026, seguendo la tradizionale roadmap del produttore coreano, ma l’avvio così anticipato del programma beta lascia intuire che Samsung voglia rendere Android 17 uno degli aggiornamenti più rifiniti degli ultimi anni per l’ecosistema Galaxy.

Samsung Galaxy Z TriFold 2, la S Pen potrebbe nascondersi nella cerniera

Samsung starebbe lavorando a una soluzione molto particolare per il futuro Samsung Galaxy Z TriFold 2, che secondo un recente brevetto potrebbe integrare la S Pen direttamente all’interno della cerniera sfruttando lo spazio lasciato libero dal pannello centrale quando il dispositivo viene ripiegato. L’idea consentirebbe di avere finalmente uno slot dedicato al pennino anche su un pieghevole Galaxy, dettaglio che finora è mancato persino sui modelli compatibili con la S Pen come Samsung Galaxy Z Fold 7. Il sistema descritto nel brevetto utilizzerebbe inoltre magneti per mantenere stabile il pennino e ricaricarlo direttamente nella struttura del telefono. La novità sorprende soprattutto perché Samsung, negli ultimi anni, aveva ridimensionato alcune funzionalità della S Pen sui recenti Galaxy S Ultra e sui Fold più sottili, apparentemente per privilegiare design e leggerezza. Con il TriFold 2, invece, l’azienda potrebbe tornare a puntare forte sullo stilo, valorizzando un ampio display interno vicino ai 10 pollici pensato per produttività, multitasking e creatività. Resta comunque da capire se il progetto arriverà davvero sul mercato, visto che i brevetti non sempre si trasformano in prodotti reali, ma l’idea di una S Pen nascosta nella cerniera appare già una delle soluzioni più interessanti viste finora nel settore dei pieghevoli.

Samsung dichiara guerra alle app troppo invasive: arriva il filtro anti-pubblicità sui Galaxy

Samsung ha iniziato a distribuire una nuova funzione pensata per limitare le applicazioni considerate troppo invasive sui dispositivi Galaxy, introducendo nell’app Assistenza Dispositivo un sistema capace di riconoscere e bloccare le app che inviano notifiche pubblicitarie in modo eccessivo. La novità sarà disponibile sugli smartphone aggiornati alla One UI 8.5, comprese le serie Samsung Galaxy S26 Ultra, Samsung Galaxy S26 Plus, Samsung Galaxy S26 e Samsung Galaxy Z Fold 7, tramite l’aggiornamento dell’app Assistenza Dispositivo alla versione 13.8.80.7. Secondo le informazioni emerse, il sistema funzionerà attraverso due modalità differenti: un blocco base che silenzierà automaticamente le applicazioni già identificate da Samsung come particolarmente insistenti e un blocco intelligente che analizzerà le notifiche ricevute per capire se si tratta di messaggi promozionali ripetuti, inserendo eventualmente le app nell’elenco di sospensione avanzata. Samsung precisa comunque che la modalità intelligente potrebbe non essere sempre perfetta nel riconoscimento degli annunci. Gli utenti potranno in ogni caso gestire manualmente la funzione entrando nelle impostazioni di Assistenza Dispositivo, controllando le app bloccate e riattivandole se necessario. Si tratta di una novità interessante soprattutto per chi è stanco delle notifiche continue provenienti da giochi, marketplace e applicazioni gratuite che spesso trasformano l’esperienza d’uso in qualcosa di poco piacevole.

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