Aggiornamenti 2026: novità pratiche di Google, balzi prestazionali Apple e continuità Samsung

Il 2026 porta aggiornamenti mirati e strategici per Google, Apple e Samsung: Google punta su continuità e funzionalità pratiche, Apple prepara balzi prestazionali e OLED sui MacBook, mentre Samsung combina novità estetiche e miglioramenti software mirati.

Aggiornamenti 2026: novità pratiche di Google, balzi prestazionali Apple e continuità Samsung

Il 2026 si apre con una serie di novità importanti per gli ecosistemi Google, Apple e Samsung. Google punta sulla continuità con il Pixel 10a, che riprende design, specifiche e prezzo del predecessore, mentre su iOS Chrome si arricchisce di un sistema di importazione dati via file zip per sfidare Safari. L’app Google Meet su Android riceve un restyling Material 3 Expressive, Google Messaggi semplifica la gestione dei link e introduce Smart Replies personalizzabili, e Android prepara nuove regole per il sideloading più sicuro. Apple accelera l’adozione dei display OLED sui MacBook, con M6 e MacBook Air in arrivo, e i prossimi M5 Pro e Max promettono balzi prestazionali notevoli, soprattutto sul fronte CPU e GPU. Samsung aggiorna Home Up su One UI 8.5 con nuove opzioni di personalizzazione e migliorie per dispositivi pieghevoli, mentre la serie Galaxy S26 conferma un approccio conservativo per S26 e S26 Plus, puntando su continuità e affidabilità, e una palette più audace per l’Ultra con colori come l’inedito Ultraviolet.

Mondo Google

Pixel 10a copia Pixel 9a anche nel prezzo: Google punta sulla continuità

Le ultime indiscrezioni su Google Pixel 10a delineano uno scenario estremamente conservativo, nel quale il nuovo modello della serie “a” non solo erediterà gran parte delle caratteristiche del Pixel 9a, ma ne replicherà anche il posizionamento economico. Secondo le informazioni emerse, in particolare da Dealabs e confermate da leaker affidabili come Evan Blass, il Pixel 10a dovrebbe arrivare sul mercato europeo, almeno in Francia, con un prezzo di 549 euro per la versione da 128 GB e 649 euro per quella da 256 GB, esattamente come il suo predecessore. Una scelta che, in un contesto di inflazione e rincari diffusi nel settore dell’elettronica di consumo, assume un peso tutt’altro che marginale e potrebbe rivelarsi strategica per Google, soprattutto considerando un prodotto che, stando ai rumor, non introdurrà rivoluzioni significative ma punterà su un’evoluzione minima e su un’esperienza d’uso ben collaudata. Il possibile lancio anticipato, con preordini attesi intorno al 18 febbraio e disponibilità dal 5 marzo, rafforza l’idea di una mossa studiata per mantenere alta l’attenzione sul brand senza stravolgere gli equilibri della gamma. In un mercato sempre più competitivo, dove molti produttori giustificano aumenti di prezzo con l’incremento dei costi dei componenti, la decisione di mantenere invariato il listino potrebbe diventare il vero punto di forza del Pixel 10a, rendendolo appetibile per chi cerca uno smartphone affidabile, aggiornato e con un prezzo prevedibile, anche a costo di rinunciare a novità realmente dirompenti.

Chrome su iPhone sfida Safari: arriva l’importazione dei dati tramite file zip

Google prepara una mossa concreta per rendere Chrome su iOS una vera alternativa a Safari, introducendo un nuovo sistema di importazione dei dati direttamente da iPhone senza passaggi obbligati da PC. Con l’arrivo di Chrome 145, attualmente in versione beta su TestFlight, gli utenti potranno trasferire segnalibri, cronologia e password da Safari a Chrome sfruttando un file zip generato manualmente sul dispositivo. Non si tratta di una rivoluzione tecnica imposta da Apple, che continua a mantenere rigide limitazioni sull’accesso ai dati tra app, ma di una soluzione pratica e funzionale studiata da Google per aggirare questi vincoli senza compromettere la sicurezza. Il processo prevede l’esportazione dei dati di Safari in un archivio compresso, la selezione del file all’interno di Chrome e una schermata di riepilogo che consente di confermare in modo consapevole cosa verrà importato, con la possibilità finale di eliminare il file zip per tutelare la privacy. Una novità che, pur richiedendo qualche passaggio manuale, semplifica notevolmente il cambio di browser su iPhone e segna un passo deciso nella competizione con Safari, rendendo Chrome più appetibile per chi desidera portare con sé il proprio storico di navigazione all’interno dell’ecosistema Google senza procedure macchinose.

Google Meet si rinnova su Android con Material 3 Expressive

Google Meet su Android si aggiorna con un restyling visivo che porta l’app in linea con il linguaggio Material 3 Expressive già adottato da altre applicazioni del pacchetto Workspace, come Google Drive. La novità più evidente riguarda la barra di ricerca, ora più compatta e ordinata: il menu hamburger e il selettore del profilo sono stati spostati all’esterno della barra, liberando spazio e rendendo l’interfaccia più ariosa e coerente. Anche il pulsante per entrare in una riunione tramite ID è stato ridisegnato, assumendo una forma più arrotondata e pulita, integrandosi armoniosamente con il resto della barra. L’aggiornamento è distribuito lato server, senza richiedere necessariamente una nuova versione dell’app, anche se Google Meet versione 341 è già disponibile. Questo aggiornamento completa la transizione iniziata lo scorso anno, migliorando la schermata principale, la visualizzazione della cronologia delle chiamate e l’interfaccia pre-chiamata. Con l’implementazione definitiva della nuova barra di ricerca, prevista entro questo mese, Google Meet sostituirà le chiamate Duo Legacy, uniformando ulteriormente l’esperienza utente su Android e rafforzando la continuità visiva tra le app della suite Google Workspace.

Google Messaggi si aggiorna: copia link semplificata e Smart Replies personalizzabili

Google Messaggi sta per rendere più semplice la gestione dei link ricevuti nelle conversazioni: con un nuovo pulsante sarà possibile copiare rapidamente solo l’URL, senza includere tutto il testo del messaggio. Tenendo premuto su un link, si aprirà un menu dedicato per copiare esclusivamente l’indirizzo, rendendo più immediato condividerlo o salvarlo. L’aggiornamento introduce anche Smart Replies personalizzabili, che permettono di adattare le risposte rapide al proprio stile, e migliora l’uso con una mano, la fotocamera e la galleria unificata, ottimizzando l’esperienza sia su SMS sia su RCS. Le novità sono ancora in fase di test, ma promettono di rendere Google Messaggi più pratico e funzionale per chi scambia molti link.

Android 2026: il sideloading cambia volto

Google sta preparando un cambiamento storico per il sideloading su Android, limitando progressivamente l’installazione di app al di fuori del Play Store. Inizialmente l’obiettivo era quasi eliminarlo del tutto per le applicazioni non certificate, ma la pressione di utenti e sviluppatori ha portato l’azienda a trovare un compromesso: il sideloading resterà accessibile solo a utenti esperti, con procedure più complesse e avvisi mirati a scoraggiare scelte inconsapevoli. I primi segnali di questa nuova politica emergono dal codice di Google Play, che mostra la necessità di essere connessi alla rete per la verifica delle app e la possibilità di ignorarla assumendosi però i rischi. L’aggiornamento punta quindi a responsabilizzare chi installa app esterne, riducendo i rischi legati alla sicurezza senza chiudere del tutto la porta agli sviluppatori indipendenti. Il 2026 segnerà così una svolta importante per Android, rendendo il sideloading una scelta più consapevole e controllata.

Mondo Apple

Apple accelera l’adozione di display OLED sui MacBook

Apple punta a rivoluzionare i propri dispositivi portatili introducendo i pannelli OLED su larga scala. Il primo passo sarà il MacBook Pro M6 del 2026, che abbandonerà la tecnologia mini-LED a favore di un display LTPS OLED più efficiente, capace di garantire colori più vividi, maggiore contrasto e consumi ridotti. Samsung sarà la principale fornitrice delle nuove schermate, mentre moduli “tandem OLED” permetteranno di aumentare luminosità e durata. La transizione interesserà successivamente anche iPad mini e altre linee, mentre il MacBook Air dovrà attendere fino al 2029 per adottare la nuova tecnologia, a causa dei costi e della complessità produttiva. I nuovi MacBook Pro saranno inoltre dotati di design ridisegnato, cerniere migliorate e supporto al touch screen, segnando una chiara evoluzione nell’usabilità e nell’esperienza visiva dei portatili Apple, con l’obiettivo di completare la standardizzazione dei display OLED entro il 2028.

MacBook Pro M5 Pro e Max imminenti: balzo prestazionale da paura?

I nuovi MacBook Pro con chip M5 Pro e M5 Max potrebbero essere molto più vicini di quanto sembri e, secondo le prime analisi basate sui trend delle generazioni precedenti, promettono un salto prestazionale capace di spostare ancora una volta l’asticella verso l’alto. Applicando alle varianti M5 le stesse proporzioni di crescita già viste tra M4 base e M4 Pro/Max, l’ipotesi è quella di un M5 Max in grado di raggiungere punteggi estremamente elevati su Geekbench, sia in single-core che soprattutto in multi-core, con valori che lo collocherebbero in territorio tradizionalmente riservato a CPU desktop di fascia professionale. Ancora più impressionanti sarebbero i risultati sul fronte grafico, dove una GPU a 40 core potrebbe superare soglie finora mai viste su Apple Silicon, avvicinandosi alle prestazioni di schede video dedicate per notebook di fascia alta. Va ribadito che si tratta di stime teoriche, non di dati ufficiali, ma se Apple dovesse confermare questo andamento e sfruttare al meglio le nuove tecniche di packaging di TSMC, i prossimi MacBook Pro potrebbero rappresentare uno dei più grandi balzi generazionali mai visti nella linea professionale di Cupertino.

Mondo Samsung

Samsung aggiorna Home Up per One UI 8.5 e introduce nuove funzionalità

Samsung ha rilasciato un aggiornamento del modulo Home Up di Good Lock, rendendolo finalmente compatibile con la One UI 8.5 e risolvendo problemi di layout e avvio segnalati dagli utenti beta. La versione 17.5.00.18 porta diverse novità, tra cui la possibilità di aggiungere icone e widget in cartelle di grandi dimensioni sulla schermata principale, un nuovo pannello che integra app, contatti e attività, e funzioni dedicate ai dispositivi pieghevoli, come la gestione dei preferiti visibili sulla schermata esterna e il controllo della navigazione tramite gesti. Inoltre, l’aggiornamento consente di personalizzare il menu pop-up di condivisione eliminando elementi indesiderati. Le nuove funzionalità sono disponibili esclusivamente sui dispositivi Samsung tramite Galaxy Store.

Galaxy S26: tra colori confermati dell’Ultra e specifiche conservative per S26 e S26 Plus

I nuovi rumor sulla serie Galaxy S26 delineano una strategia Samsung piuttosto chiara, fatta di scelte mirate e pochi strappi rispetto al passato. Da un lato, il Galaxy S26 Ultra si prepara al debutto con una palette di colori ormai quasi certa, dove spicca l’inedito Ultraviolet destinato a diventare il tratto distintivo del modello di punta accanto a nero, bianco e blu, confermando una ricerca estetica elegante ma riconoscibile. Dall’altro, Galaxy S26 e S26 Plus emergono come dispositivi più prudenti sul piano hardware, con display AMOLED LTPO a 120 Hz, miglioramenti limitati nel comparto fotografico e una gestione della batteria che fa discutere, soprattutto per il modello base ancora fermo a una ricarica da 25W. Una doppia lettura che racconta un’azienda concentrata sul rafforzamento dell’identità del suo top di gamma, mentre per i modelli standard punta sulla continuità, accettando il rischio di non sorprendere pur di mantenere equilibrio tra prestazioni, costi e disponibilità dei componenti.

Continua a leggere su Fidelity News