Umbrella Corps: cielo a pecorelle, proiettili a catinelle…

Capcom punta su di un videogioco innovativo ed essenziale basato sulla grafica e sulla dinamica di gioco di Resident Evil, senza però riuscire appieno in questo intento. In questa recensione vi spiego il perché.

Umbrella Corps: cielo a pecorelle, proiettili a catinelle…

Umbrella Corps si inserisce nella complessa trama dei titoli in frachise, come vengono definiti (cioè “presi in prestito” da una saga o da una serie, come in questo caso Resident Evil), sfruttando le potenzialità che da essi possono prendere e trarre beneficio. In questo caso si entra nei panni del gruppo di tre mercenari che entrano in azione nei laboratori della Umbrella per azioni di infiltrazione e spionaggio.

Senza un preciso motivo ed una logica, passando appunto dal laboratorio ultrascientifico ad un villaggio dallo stile spagnoleggiante e tra le larghe strade di Raccoon City, questi mercenari si affrontano come dei pazzi in battaglie frenetiche senza apparentemente alcun motivo. La sensazione si ha partecipando a delle partite a giocatore singolo, dove si prende il proprio personaggio e lo si porta a sparare da una strada all’altra, da un balcone all’altro, senza una logica ben precisa, nella quale le intelligenze artificiali degli altri esseri umani che ci troviamo di fronte e degli zombi (sì, proprio loro, gli zombi di Resident Evil) appaiono alquanto modeste (e stiamo parlando per l’appunto di zombie…)

Anche nella modalità multiplayer le perplessità surclassano sia i dubbi sia le certezze: l’ingresso alle modalià multiplayer è piuttosto lento e, visto lo scarso successo che il titolo pare stia avendo per la modalità online, Capcom passerà presto dal pagamento di un canone mensile ad un free-to-play, considerando che per un gioco con tutte queste limitazioni il pagamento di quasi 30 euro appare veramente un eccesso. Le azioni tra più giocatori sono macchinose ed il gioco va a scatti, specialmente se giocato su console o su computer non troppo potenti. Unico punto a favore del gioco è la resa delle armi, davvero comode da usare e che rendono davvero l’effetto reale.

Se si passa sul comparto tecnico, bisogna parlare dello Unity Engine, un motore dal buon funzionamento tecnico ma troppo scattoso e scoordinato nei tempi di azione. Se il comparto tecnico viene a mancare in un gioco già lacunoso nelle sue dinamiche, beh, state certi, prendete questo titolo solo se siete patiti del genere e di tutte le branche della saga di Resident Evil.

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