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"They Are Billions": strategico con una Terra afflitta da miliardi di non-morti

"They Are Billions!" mette il giocatore in condizionedi dover affrontare migliaia di non morti, decine di migliaia in una sola schermata, che cercando di sconfiggere uno degli ultimi capisaldi dell'umanità.

Games
Pubblicato il 3 luglio 2019, alle ore 12:26

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"They Are Billions": strategico con una Terra afflitta da miliardi di non-morti

Immaginatevi che la Terra, ormai all’ultima spiaggia, non abbia altro da offrire, nel suo paesaggio spettrale, che dei non-morti: una orda senza fine, che copre praticamente tutta la parte emersa del pianeta. Tutta, tranne gli ultimi capisaldi della razza umana. Questo è “They Are Billions“, un gioco strategico interessante ed originale.

“They Are Billions” è prodotto da Numantian Games ed è disponibile per PC, PlayStation 4 e Xbox One. Il gioco si sviluppa in una fase di gioco tradizionale, quella della raccolta dei materiali, per costruire un avamposto quanto più resistente possibile per respingere le orde infinite di non-morti che, appena oltre le precarie mura in legno o pietra, fanno a pressione a centinaia di migliaia per entrare nel perimetro e sfondare, distruggendo tutto l’accampamento.

In pratica, se si fallisce, non c’è scampo: proprio per questo, il gioco può rivelare la sua parte “peggiore” nelle prime partite, quando appare come impossibile, inconcepibile e troppo duro, fermare le armate della morte, che sembrano sempre avere la meglio. È necessario munirsi di molta pazienza, proprio perché “They Are Billions” offre il meglio di sé quando si sono apprese le basi per dominare la pressione dell’avversario.

L’edilizia e la costruzione degli edifici gioca una sua parte fondamentale: i vari accampamenti, laboratori, caserme e tutto il resto, dovranno essere edificati nel punto più esatto, in un preciso piano regolatore impostato dal giocatore, per raccogliere più velocemente possibile le risorse a disposizione, così aumentando il numero di unità e di riparazione delle difese che fanno da ultima barriera contro la cancellazione della razza umana.

Per quanto riguarda appunto le unità, non contemplano un grande campionario, ma sicuramente quelle necessarie per poter compiere il proprio dovere: lavoratori, artigiani, guardie e guerrieri capaci di eliminare i non-morti: da questo punto di vista, si possono attendere dei miglioramenti in futuro con degli aggiornamenti, come altre funzionalità. “They Are Billions” si fonda anche su un piano decisionale concreto, in cui gestire il bilancio, l’amministrazione dell’accampamento e la risoluzione di controversie all’interno dell’ultimo avamposto degli esseri umani.

L’originalità del sistema di gioco e della concezione funzionano bene in “They Are Billions”, una volta passata la frustrazione delle prime partite, che paiono impossibili da giocare. In un complesso dove tradizione di strategia ed originalità si fondono bene, “They Are Billions” punta su un impianto grafico ed audio essenziale per diventare uno dei titoli più originali di questa stagione videoludica.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - "They Are Billions" è un'idea ben concepita da Numantian Games, immaginando che al posto del mare e delle praterie ci siano solo non-morti, che definire in miliardi è restrittivo. La pressione esercitata da essi è pazzesca, specie nei primi approcci con il titolo strategico. Superata questa prima fase dal forte impatto, il giocatore potrà dire finalmente la sua ed il gioco mostrare il suo approccio originale con il comparto dei giochi strategici. La programmazione grafica, audio e di sistema, è basica ma quanto basta per poter contare su un titolo divertente. Le unità a disposizione non sono molte, ma essenziali per passare al contrattacco contro le orde nei morti viventi. "They Are Billions" ottiene quattro stelle di valutazione su un massimo di cinque.

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