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"Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk": recensione di un nuovo Japan RPG

"Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk" vi porta in una dimensione unica, quella che vi vede protagonista come un libro. Sì, avete capito bene, come un libro mitologico, quasi un artefatto, che racconta la storia degli avventurieri nel proprio labirinto.

Games
Pubblicato il 14 ottobre 2018, alle ore 13:19

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"Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk": recensione di un nuovo Japan RPG

Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk” è un titolo giapponese di stampo RPG Japan che fino a qualche tempo fa era disponibile solo nel Paese del Sol Levante nella versione per Playstation Vita e che, dal 21 settembre 2018, è uscito anche nella versione per PC in tutto il mondo, rivoluzionando in certe dinamiche, specie storiche, i giochi di ruolo “orientali”.

Il protagonista, ovviamente, sarete voi, ma in una forma del tutto inaspettata: un libro, il Tractaus de Monstrum. Il gioco sviluppato da Nippon Ichi Software vi metterà a disposizione un manipolo di soldati fantoccio, che sono i vostri eroi, il cui compito è quello di conquistare il Labyrinth of Refrain, il letale labirinto che ovviamente è pieno zeppo di mostri e di creature fantastiche.

La sfida che vi si pone di fronte è quella di affrontare lo sterminato labirinto per accumulare più ricchezze possibili e facilitare mano a mano l’avanzamento nelle profondità più oscure e misteriose dell’immenso intrico di corridoi e stanze, che non mancherà di avere muri fasulli, porte e passaggi segreti, e tesori nascosti di grande valore.

Le scene che intramezzano le varie fasi di gioco sono dei veri e propri teatrini di marionette, dove le situazioni presentate vanno dal comico fino al macabro ed in alcuni frangenti sono anche pesanti e cariche di tensioni, per raccontare una storia in modo diverso dalla maggior parte dei giochi, strizzando l’occhiolino anche alle avventure grafiche in più di un’occasione.

I combattimenti sono comunque il momento clou del gioco: la vostra combriccola di eroi-burattino sarà intercambiabile e piena di alternative nel ruolo di combattimento, dai guerrieri fino ai personaggi che avranno a disposizione incantesimi e poteri arcani in serie: la disposizione dei turni è quella classica dei Japan RPG, così come lo stile visuale, bidimensionale, con menù di scelta delle azioni comunque ben riuscito.

Mettendo in chiaro che i menu di combattimento sono ricchi di opzioni e complessi, ci vorrà del tempo per apprendere tutti i poteri e scegliere a caso, in tante situazioni, non porterà a niente: le battaglie sono mediamente difficili, con un livello che punta verso l’alto e che chiede lo sforzo massimo al giocatore per trovare i punti deboli dei nemici. Se questo può essere frustrante, lo sarà meno nel notare che ricambiare i vostri combattenti con altri burattini non sarà poi così intricato.

Ciò che si può contestare ai disegnatori di “Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk” è l’essenzialità dei labirinti, abbastanza privi di elementi, assai simile ai primi giochi che provavano a mettere in scena il 3D negli anni Novanta; lo stile è preciso e pratico ma carente in quanto a particolari ed a elementi rappresentativi. Le creature avversarie ed i propri eroi sono sicuramente concepiti in modo discreto e complessivamente apprezzabile.

Le scene descrittive, di dialogo e che concentrano in loro la storia del titolo, sono molto più ispirate e particolareggiate, certamente apprezzabili. L’audio è stato strutturato tutto in inglese con sottotitoli nella stessa lingua: il doppiaggio è buono e le musiche sono contestualmente misteriose nella fase esplorativa e calzanti durante le battaglie.

I comandi spesso non sono fluidi in fase di esplorazione, e “Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk” ha una giocabilità tra il sufficiente ed il discreto, non eccezionale, anche per la complessità dei menù, che richiede comunque del tempo. Il gioco, da buon RPG, è lungo diverse decine di ore e molto longevo, e gli stimoli per avanzare ci sono, per arricchirvi e per affrontare sfide sempre superiori, fino a che conquisterete il temibile Labyrinth of Refrain.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - "Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk" ha questo tocco di novità, ispirato dal protagonista, il libro Tractatus de Monstrum, che è un'idea riuscita, come il contesto di burattini-eroi e di mostri terrificanti che popolano lo sconfinato labirinto in cui il gioco è ambientato. I combattimenti sono nel puro stile Japan RPG con i menù a scelta a volte complicati e le sfide sono difficile, talvolta frustranti, ma l'intercambiabilità degli eroi garantisce molte soluzioni. Il design grafico è povero nella struttura del labirinto, privo di particolari, molto in stile giochi 3D degli anni '90, essenziale in negativo. "Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk" offre ricompense, varietà di eroi e stimoli per completarlo, trovare l'uscita dal labirinto e le ore di gioco sono ricche di scenette da teatrino delle marionette e di colpi di scena. "Labyrinth of Refrain: Coven of Dusk" merita quattro stelle su un massimo di cinque di valutazione.

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